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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20301/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Salerno, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione. Il motivo principale trattato in sede di cassazione è stato tuttavia l'intervenuta prescrizione del reato (artt. 624-625 cod. pen.) risalente a giugno 2012, che estingue il reato e impedisce la prosecuzione del processo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che il reato indicato (artt. 624-625 cod. pen., fatto del giugno 2012) sia estinto per prescrizione e, perciò, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. La Corte ha motivato che l'esistenza della causa di estinzione del reato impone l'immediata declaratoria di estinzione e rende incompatibile la prosecuzione del processo dinanzi al giudice di rinvio; inoltre ha escluso l'applicabilità dell'art.129, comma finale, c.p.p., non essendo riscontrabile una causa di non punibilità alla luce delle ragioni della decisione impugnata.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Il reato di cui all'art.624 cod. pen. (in combinato con l'art.625) è stato ritenuto estinto per prescrizione con riferimento al fatto del giugno 2012; ciò determina l'obbligo di declaratoria dell'estinzione.

  • art. 625 cod. pen.

    Congiuntamente all'art.624, l'art.625 cod. pen. individua il reato contestato che è stato considerato prescritto alla data della decisione.

  • art. 129 cod. proc. pen. (c.p.p.)

    La Corte ha ritenuto non applicabile l'art.129 c.p.p. (causa di non punibilità) in questa sede, poiché non risulta evidente il ricorrere di una delle cause di non punibilità richiamate dalla norma alla luce della motivazione della sentenza impugnata.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. U., 21-10-1992 Marino; Sez. U., n. 35490 del 28/05/2009, Rv.244275; Cass., 23-1-1997 Bornigia; Cass., 24-6-1996 Battaglia)

    Principio consolidato secondo cui, quando il reato è estinto per prescrizione, la declaratoria dell'estinzione deve essere immediata e rende incompatibile la prosecuzione del processo davanti al giudice di rinvio; pertanto non è possibile ordinare il rinvio per ulteriore pronuncia sul merito.

Massime di principio

  • Se al momento della decisione di legittimità il reato è già estinto per prescrizione, la Corte di Cassazione deve dichiarare l'estinzione e può annullare la sentenza impugnata senza rinvio, ponendo fine al processo.
  • La dichiarazione di prescrizione preclude l'esame del merito dei motivi di impugnazione che, se accolti, comporterebbero solo l'annullamento con rinvio: la prosecuzione del processo è incompatibile con l'obbligo di immediata declaratoria dell'estinzione.
  • L'art.129 c.p.p. (cause di non punibilità) può essere invocato solo se ricorre in modo chiaro ed evidente una causa di non punibilità; in mancanza di tale evidenza, non può essere applicato d'ufficio per evitare l'annullamento senza rinvio.
  • In casi simili è fondamentale verificare tempestivamente le date dei fatti e il computo dei termini di prescrizione: anomalie procedurali o omissioni precedenti possono essere superate dalla declaratoria di estinzione quando il termine prescrizionale sia maturato.
  • La soluzione utile per l'imputato è diversa se la prescrizione non è ancora intervenuta: in tal caso l'accoglimento dei motivi di impugnazione può comportare l'annullamento con rinvio e la prosecuzione del processo.

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