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Ordinanza

Ordinanza n. 1809/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202100766

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di due decreti ingiuntivi definitivamente esecutivi, già oggetto di sentenza di accoglimento del giudizio di ottemperanza

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’associazione ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione di due decreti ingiuntivi emessi dal Tribunale ordinario di Palermo, divenuti definitivamente esecutivi per mancata opposizione, e il pagamento dell’importo complessivo di euro 62.637,53, oltre accessori. Il TAR aveva già accolto il ricorso con sentenza e nominato un Commissario ad acta, le cui funzioni erano state successivamente subdelegate. L’attività commissariale era rimasta sospesa in ragione della procedura di riequilibrio finanziario del Comune ai sensi dell’art. 243-bis d.lgs. 267/2000. Dopo l’approvazione del piano di riequilibrio, risultava già corrisposta una parte del dovuto, con un residuo di euro 21.675,71, oltre interessi di mora, riferito al primo decreto ingiuntivo. Il Comune aveva contestato, sia nell’ambito di una procedura esecutiva presso terzi dinanzi al giudice ordinario sia nel giudizio di ottemperanza, che il residuo importo riguardasse i rapporti negoziali oggetto dei decreti ingiuntivi. Il Commissario ad acta ha chiesto la proroga dell’incarico per completare l’esecuzione, rilevando la tardività delle contestazioni comunali, formulate dopo la definitività dei decreti ingiuntivi e il passaggio in giudicato della sentenza di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha ritenuto opportuno concedere la proroga richiesta dal Commissario ad acta, al fine di consentire il completamento dell’incarico commissariale e l’esecuzione della sentenza di ottemperanza. La durata dell’incarico è stata prorogata di sessanta giorni decorrenti dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell’ordinanza. Il provvedimento non definisce nuovamente nel merito la debenza delle somme né la controversia sull’imputazione del residuo credito, ma assicura la prosecuzione dell’attività sostitutiva già disposta con la sentenza di accoglimento.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    ricorso incardinato ai sensi degli artt. 112 ss. cod. proc. amm.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza, promosso per ottenere l’esecuzione dei decreti ingiuntivi definitivamente esecutivi e della precedente sentenza del TAR.

  • art. 243-bis d.lgs. 267/2000

    La pendenza della procedura di riequilibrio finanziario del Comune ha determinato la sospensione dell’iter del giudizio e dell’attività commissariale fino alla chiusura della relativa fase.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’esecuzione del comando giudiziale non sia stata completata, il giudice può prorogare l’incarico del Commissario ad acta per il tempo necessario al completamento dell’attività sostitutiva.
  • La pendenza di una procedura di riequilibrio finanziario dell’ente locale può determinare la sospensione dell’attività esecutiva commissariale; una volta chiusa tale fase, il giudice può riattivare e prorogare l’incarico per dare concreta esecuzione al titolo giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaControlli e finanza locale
RamiProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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