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Ordinanza

Ordinanza n. 907/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento adottato dal Questore della Provincia di -OMISSIS-, datato 20 aprile 2026, e notificato il 27 aprile 2026, con cui è stata disposta nei confronti del ricorrente la revoca del permesso di soggiorno UE di lungo periodo e il contestuale diniego di permesso di soggiorno ad altro titolo, e di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202602368

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del permesso di soggiorno UE di lungo periodo e contestuale diniego di permesso di soggiorno ad altro titolo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore che, in conseguenza di una condanna penale per violenza sessuale, ha revocato il permesso di soggiorno UE di lungo periodo e negato il rilascio di un permesso ad altro titolo, chiedendone anche la sospensione cautelare. Ha contestato, in particolare, la valutazione di pericolosità sociale e la mancata considerazione e valorizzazione dei legami familiari in Italia, dove vive con due fratelli. La difesa ha prospettato tali elementi nella memoria procedimentale ai fini della comparazione degli interessi.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per assenza dei presupposti dell'art. 55 c.p.a. Ha ritenuto che il provvedimento fosse, in questa fase, congruamente motivato quanto al grave allarme sociale derivante dai fatti di violenza sessuale, descritti come caratterizzati da grande invasività nella sfera intima della persona offesa. Ha inoltre rilevato che l'amministrazione aveva espressamente considerato la pericolosità sociale come ostativa alla corretta integrazione del ricorrente e aveva quindi implicitamente, ma chiaramente, ritenuto recessivi i legami familiari in Italia. Anche la valutazione secondo cui la memoria difensiva non conteneva elementi tali da giustificare una diversa decisione è stata reputata non manifestamente irragionevole. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina i presupposti della tutela cautelare; il TAR ha ritenuto non sussistenti i presupposti per sospendere l'efficacia del provvedimento impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno può essere negata quando l'atto appare congruamente motivato sulla pericolosità sociale dello straniero derivante da una condanna per un grave reato sessuale.
  • Nella valutazione della pericolosità sociale ai fini della revoca del permesso di soggiorno, l'amministrazione deve considerare gli elementi familiari e di integrazione prospettati dall'interessato; tale obbligo può ritenersi assolto quando il provvedimento li esamina e li reputa recessivi rispetto alla gravità dei fatti e alla pericolosità accertata.
  • È non manifestamente irragionevole ritenere che una memoria procedimentale non giustifichi una diversa decisione quando l'amministrazione abbia valutato gli elementi comparativi dedotti e abbia motivato, anche in rapporto alla gravità della condotta, la prevalenza dell'interesse pubblico all'allontanamento.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomateriePermesso UE per soggiornanti di lungo periodo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di motivazione

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