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Sentenza

Sentenza del 06/10/2015 n. 7835 - Comm. Trib. Prov. Milano

IMPOSTA DI REGISTRO - Avviamento - Rettifica - Motivazione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la rideterminazione del valore dell’avviamento del ramo d’azienda ceduto, sostenendo che l’avviso fosse privo di una motivazione concreta e verificabile. L’Agenzia aveva dichiarato di avere analizzato la redditività di imprese operanti nello stesso settore e in un contesto economico analogo, nonché di avere utilizzato un software per determinare la percentuale media di redditività, ma non aveva indicato quali fossero le imprese comparabili, né le loro caratteristiche quanto a localizzazione geografica, dimensioni, attività, numero e professionalità dei dipendenti. Inoltre, non aveva illustrato il funzionamento del software, i dati utilizzati o gli elementi idonei a dimostrarne l’attendibilità.

La decisione

L’avviso di rettifica e liquidazione è stato ritenuto illegittimo per motivazione apparente. Una motivazione che si limita a richiamare genericamente analisi comparative o strumenti informatici, senza rendere conoscibili i dati e i criteri concretamente utilizzati, non consente al contribuente di comprendere e contestare la pretesa tributaria. La rettifica del valore dell’avviamento, pertanto, non può fondarsi su riferimenti anonimi, generici o non verificabili.

Massime di principio

  • Un avviso di accertamento o di rettifica deve esporre in modo concreto i fatti, i dati e i criteri utilizzati dall’amministrazione, così da permettere al contribuente di comprendere la pretesa e predisporre una difesa effettiva.
  • Quando la determinazione del valore dell’avviamento si fonda sul confronto con altre imprese, l’amministrazione deve indicare o rendere conoscibili le caratteristiche essenziali delle aziende comparate, tra cui settore, ubicazione, dimensioni, attività svolta e struttura del personale.
  • Il semplice richiamo a medie di settore, banche dati o software non è sufficiente: devono essere illustrati almeno la metodologia, i dati di riferimento e gli elementi che dimostrano l’idoneità dello strumento a produrre il risultato indicato.
  • La motivazione è apparente quando contiene affermazioni formalmente presenti ma talmente generiche da impedire al contribuente di verificare la correttezza della rettifica.
  • In situazioni analoghe, l’assenza di elementi comparativi individuabili e verificabili può costituire un vizio autonomo dell’atto e condurre al suo annullamento, anche senza dover dimostrare immediatamente l’erroneità del valore accertato.

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