Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09761/2026 del 13/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto incidente di esecuzione chiedendo che, ai fini della fungibilità delle pene, la sua appartenenza all'associazione per delinquere di cui all'art. 74 DPR 309/1990 fosse delimitata temporalmente fino al suo arresto del 25/09/2019 (o fino alla scarcerazione per fine pena il 04/04/2023). In pratica chiedeva che il periodo di detenzione già scontato venisse computato a favore della pena per il reato associativo. La difesa sosteneva l'assenza di elementi probatori che dimostrassero la partecipazione del Maraucci all'associazione dopo il suo arresto del 25/09/2019, censurando perciò l'ordinanza della Corte d'appello che aveva ritenuto provata la persistenza della condotta associativa fino a data successiva al periodo di detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato l'ordinanza della Corte d'appello che, valutando gli elementi probatori (tra cui l'arresto del sodale Parolisi, il sequestro di sostanza e materiale per il confezionamento rinvenuto presso l'abitazione del Maraucci in occasione della notifica dell'ordinanza cautelare dell'11/10/2023 e il patteggiamento per un reato di cui all'art. 73 DPR 309/1990), aveva ritenuto dimostrata la persistenza della partecipazione del ricorrente all'associazione fino ad epoca successiva alla detenzione. La Cassazione ha ritenuto corretta l'applicazione del principio di diritto secondo cui, per reati permanenti contestati in forma aperta, il giudice dell'esecuzione deve verificare concretamente la prova del protrarsi della condotta; nel caso di specie la prova è stata considerata sufficiente. Conseguentemente è stato escluso il computo della detenzione già scontata in misura tale da ridurre ulteriormente la pena residua per l'associazione. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    reato-fine di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; utilizzato per valutare la pena già scontata e la sua possibile imputazione a fatti diversi

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74

    associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti; qualificata come reato permanente e, nella contestazione in forma aperta, la cessazione della permanenza deve essere provata concretamente

  • cod. proc. pen., art. 657 comma 4

    principio di fungibilità delle pene espiate senza titolo: la pena e la custodia cautelare possono essere computate solo se sono successive alla commissione del reato per il quale va determinata la pena; applicazione restrittiva per reati permanenti che proseguono oltre la detenzione

  • cod. proc. pen., art. 606 comma 1 lett. b) ed e)

    articolazione dei motivi di ricorso in cassazione (erronea applicazione della legge penale e mancanza o manifesta illogicità della motivazione) invocati dal ricorrente

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173

    limiti di ammissibilità e precisione delle doglianze di fatto che il ricorrente può svolgere in cassazione, richiamati dalla Corte

  • codice penale, art. 81 comma capoverso

    istituto della continuazione: la determinazione della pena complessiva e il rapporto tra reati distinti posti in continuazione sono rilevanti ai fini del computo delle pene e della valutazione della fungibilità

  • cod. proc. pen., art. 616

    dispositivo che consente la condanna alle spese processuali della parte soccombente, applicato alla condanna del ricorrente

Massime di principio

  • Per reati permanenti (es. associazione per il traffico di stupefacenti) contestati in forma aperta, la cessazione della condotta non si presume con la sola pronuncia della sentenza di primo grado: il giudice dell'esecuzione deve verificare concretamente se vi sia prova del protrarsi della condotta fino alla data invocata.
  • Ai fini della fungibilità delle pene (art. 657 c.p.p.), non possono essere computati a favore di un reato permanente i periodi di detenzione già scontati se la permanenza del reato si è protratta oltre tale detenzione; in tali ipotesi la detenzione non può trasformarsi in una riserva di impunità.
  • La detenzione del singolo associato è un elemento fattuale rilevante che può far ritenere interrotta la partecipazione all'associazione, ma non è conclusiva: elementi concreti e contrari (attività accertata dopo la detenzione, sequestri, arresti di sodali, connessioni territoriali e modalità dell'attività illecita) possono dimostrare la persistenza della partecipazione.
  • L'onere di provare il protrarsi della condotta spetta all'accusa; il giudice dell'esecuzione valuta la prova concreta offerta dalla sentenza di merito e dagli atti processuali.
  • In sede di cassazione è preclusa una rinnovata valutazione piena dei fatti: le censure devono essere incentrate su errori di diritto o manifesta illogicità della motivazione, non su una diversa lettura della prova già valutata dal giudice di merito.
  • Se dopo una detenzione per reati-fine emergono nuovi atti o accertamenti successivi che attestano l'operatività dell'imputato (sequestri, esecuzione di misure cautelari, condanne per fatti analoghi), questi elementi rafforzano l'inidoneità della detenzione precedente a essere computata in favore di una successiva condanna per reato permanente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.