Cassazione Penale, Sentenza n. 49002/2023 del 07/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha dedotto che, durante il termine per proporre il ricorso per cassazione, l'Avv. Gaetano Cirella, procuratore speciale della persona offesa Furnari Salvatore Andrea, ha rimesso la querela nei confronti dell'imputato e tale remissione è stata ritualmente accettata dall'Avv. Giosuè Giardina, procuratore speciale dell'imputato, come risultante da verbale dei Carabinieri del 3 maggio 2023. Il ricorrente ha dunque fondato il motivo sul principio per cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata determina l'estinzione del reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità, a condizione che il ricorso sia stato tempestivamente proposto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto che la remissione di querela e la sua accettazione fossero state effettuate in modo rituale e che non sussistessero elementi nella sentenza impugnata idonei a dimostrare l'evidente innocenza dell'imputato o l'incontrovertibile insussistenza del fatto. Applicando il principio di diritto consolidato (Sez. U. n. 24246/2004), ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Ha altresì condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali, rilevando che, in mancanza di deroga pattizia, le spese sono a carico del querelato ai sensi dell'art. 340 c.p.p.
Norme richiamate
art. 582 cod. pen.
Norma che individua il delitto contestato all'imputato (lesioni personali); nel testo della sentenza è richiamata per identificare il capo d'imputazione contro CARUANA.
Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (giurisprudenza di legittimità)
"La remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato che prevale su eventuali cause di inammissibilità e va rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto"
Il principio applicato afferma che la remissione di querela, se formalmente corretta e accettata, estingue il reato anche durante la pendenza del ricorso per cassazione e obbliga la Corte di Cassazione a dichiararne l'estinzione quando il ricorso sia tempestivo.
art. 340 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla liquidazione delle spese processuali: salvo diversa pattuizione, le spese sono poste a carico del querelato (ossia del soggetto contro il quale era diretta la querela).
Massime di principio
- La remissione di querela validamente manifestata e accettata estingue il reato anche se il procedimento è in corso e il ricorso per cassazione è già stato proposto; il giudice di legittimità deve rilevare d'ufficio tale estinzione purché il ricorso sia tempestivo.
- Per essere efficace la remissione deve essere rituale e la sua accettazione deve risultare in modo documentato (atto formale/verbale), in modo che il giudice possa verificare la regolarità dell'operazione.
- L'estinzione del reato per remissione di querela interviene indipendentemente dall'esame del merito sostanziale (non è necessario che emerga l'innocenza dell'imputato); tuttavia il giudice deve controllare che non sussistano elementi di prova evidente di innocenza che richiederebbero una diversa valutazione.
- La remissione prevale su questioni formali di inammissibilità del ricorso: se il ricorso è tempestivo e la remissione è valida, la Cassazione deve dichiarare l'estinzione anche se esistessero altre ragioni procedurali.
- Quanto alle spese processuali, in assenza di pattuizione diversa, il legislatore prevede che esse siano poste a carico del querelato; dunque l'estinzione del reato non esclude l'addebito delle spese al soggetto contro il quale era rivolta la querela.
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