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Risoluzione

Risoluzione n. 249 del 17/06/2008

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La risoluzione chiarisce quando una fondazione che opera nel settore culturale può ricevere erogazioni liberali deducibili ai sensi dell’art. 100, comma 2, lett. f), TUIR e dell’art. 14, comma 1, D.L. n. 35/2005. L’Agenzia conferma che occorrono requisiti soggettivi e oggettivi specifici: assenza di scopo di lucro, personalità giuridica, attività effettiva di tutela/promozione/valorizzazione di beni culturali e, per l’art. 100 TUIR, autorizzazione ministeriale e rispetto delle procedure previste.

Erogazioni liberali a favore di una fondazione culturale

Erogazioni liberali a favore di fondazioni culturali: inquadramento generale

La risoluzione esamina la possibilità per una società di effettuare erogazioni liberali in denaro a favore di una fondazione che opera nel settore culturale, verificando la compatibilità della destinataria con due diverse discipline fiscali: l’art. 100, comma 2, lettera f), del TUIR e l’art. 14, comma 1, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35. Il chiarimento si concentra sia sui requisiti soggettivi della fondazione sia sulle finalità concrete delle attività svolte.

Quesito posto dall’istante

La società ALFA S.p.A. intende effettuare donazioni in denaro alla Fondazione Palazzo ……, ente iscritto nel Registro delle Persone Giuridiche presso la Prefettura competente e privo di scopo di lucro. La fondazione è composta da soggetti istituzionali e da fondatori privati, tra cui la stessa ALFA S.p.A., e svolge attività finalizzate a creare uno spazio culturale innovativo attraverso esposizioni, eventi sperimentali e creativi, con l’obiettivo di valorizzare Palazzo …… come punto di attrazione.

La società chiede se la fondazione possa essere destinataria delle erogazioni liberali previste:

  • dall’art. 100, comma 2, lettera f), TUIR, per iniziative culturali quali mostre o altre manifestazioni;
  • dall’art. 14, comma 1, D.L. n. 35/2005, per finalità di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali.

Soluzione interpretativa prospettata dall’interpellante

L’istante ritiene che la fondazione possieda i requisiti per accedere a entrambe le agevolazioni. Sotto il profilo soggettivo, afferma che, pur essendo qualificata come ente commerciale, la fondazione può rientrare tra i soggetti agevolabili perché è una fondazione riconosciuta che, per statuto, svolge attività di promozione e valorizzazione di beni di interesse storico e artistico.

Sotto il profilo oggettivo, l’interpellante sostiene che l’attività concreta della fondazione, consistente nell’ideazione, progettazione e realizzazione di mostre e manifestazioni culturali, rientri nelle attività considerate dalle norme agevolative, purché sia presente l’autorizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali.

Per l’art. 14 del D.L. n. 35/2005, la società ritiene che la fondazione sia destinataria di liberalità deducibili poiché opera nel settore della promozione e valorizzazione dei beni culturali e, per statuto, persegue finalità di sostegno ad attività culturali, di spettacolo, formazione superiore, ricerca scientifica, organizzazione di mostre ed eventi culturali.

Parere dell’Agenzia delle Entrate: principi generali

L’Agenzia premette che le erogazioni liberali devono essere caratterizzate da animus donandi e dall’assenza di qualsiasi controprestazione a favore dell’erogante. Su tale base procede ad analizzare separatamente le due discipline fiscali invocate.

Art. 100, comma 2, lettera f), TUIR: requisiti e limiti

L’art. 100, comma 2, lettera f), TUIR consente la deducibilità dal reddito d’impresa delle erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgono o promuovono attività di studio, ricerca e documentazione di rilevante valore culturale e artistico, nonché delle erogazioni effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro di beni culturali e per l’organizzazione di mostre o esposizioni di rilevante interesse scientifico o culturale.

L’Agenzia precisa che possono beneficiare della deduzione, senza limiti quantitativi, i titolari di reddito d’impresa che effettuano erogazioni in favore dei soggetti e per le attività espressamente previste dalla norma.

Requisito soggettivo

Tra i destinatari rientrano anche le fondazioni che, senza scopo di lucro, svolgono o promuovono attività di studio, ricerca e documentazione di valore culturale e artistico. La nozione di “non lucratività” non coincide necessariamente con quella di non commercialità. È invece necessario che:

  • lo statuto o l’atto costitutivo prevedano espressamente l’assenza di finalità lucrativa;
  • sia previsto l’obbligo di destinare utili e avanzi di gestione alle finalità sociali;
  • sia vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’ente;
  • sia previsto che, in caso di scioglimento, il patrimonio sia devoluto a un ente con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità.

Tali clausole devono risultare dai documenti costitutivi ed essere anche concretamente osservate.

Requisito oggettivo

Le erogazioni devono essere destinate all’acquisto, protezione o restauro delle “cose” richiamate dalla norma, ovvero all’organizzazione di mostre o esposizioni dei medesimi beni e agli eventuali studi e ricerche connessi. Il riferimento al d.lgs. n. 490/1999 deve intendersi oggi aggiornato agli artt. 2 e 10 del d.lgs. n. 42/2004.

Le mostre e le esposizioni devono quindi riguardare beni di rilevante interesse culturale ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Autorizzazione ministeriale e controllo delle somme

La norma richiede inoltre che mostre, esposizioni, studi e ricerche siano autorizzati dal Ministero per i beni e le attività culturali, previo parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali. Il Ministero approva la previsione di spesa e il conto consuntivo e stabilisce i tempi di utilizzo delle erogazioni, controllandone l’impiego.

Le somme non utilizzate nei termini o utilizzate in modo difforme confluiscono integralmente all’entrata dello Stato. I termini possono essere prorogati una sola volta per causa non imputabile al donatario.

Applicazione al caso concreto

Nel caso esaminato, la fondazione può essere destinataria delle erogazioni ex art. 100 TUIR solo se sussistono sia il requisito soggettivo sia quello oggettivo. In particolare, se lo statuto non contiene le clausole relative alla non lucratività, o se tali clausole non sono rispettate di fatto, la fondazione non può beneficiare dell’agevolazione. Il rispetto del requisito oggettivo è verificato secondo le procedure ministeriali richiamate.

Art. 14, comma 1, D.L. n. 35/2005: requisiti e applicazione

L’art. 14, comma 1, del D.L. n. 35/2005 prevede la deducibilità dal reddito complessivo delle liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche o da enti soggetti all’IRES in favore, tra gli altri, di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al d.lgs. n. 42/2004.

La deduzione spetta entro il limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e, comunque, fino a un massimo di 70.000 euro annui.

Requisiti dei destinatari

Le fondazioni e associazioni operanti nei beni culturali devono:

  • avere personalità giuridica;
  • avere per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico;
  • svolgere effettivamente tali attività.

La norma si riferisce ai beni culturali e paesaggistici definiti dal d.lgs. n. 42/2004.

Richiami al Codice dei beni culturali e del paesaggio

La risoluzione richiama:

  • l’art. 2, che definisce il patrimonio culturale come costituito da beni culturali e paesaggistici;
  • l’art. 3, che definisce la tutela come attività dirette a individuare i beni e garantirne protezione e conservazione per la pubblica fruizione;
  • l’art. 6, che definisce la valorizzazione come attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e a garantirne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica;
  • l’art. 111, che ricomprende nella valorizzazione la costituzione e l’organizzazione stabile di risorse, strutture o reti finalizzate alle funzioni di cui all’art. 6.

Valorizzazione e mostre culturali

L’Agenzia ritiene che, nell’ambito della valorizzazione, possa essere ricompresa anche l’organizzazione di mostre ed esposizioni aventi ad oggetto beni culturali per i quali sia stata verificata, secondo il Codice, la sussistenza dell’interesse artistico e storico.

Ritiene inoltre che la valorizzazione possa realizzarsi anche attraverso la migliore utilizzazione e fruizione di immobili dichiarati meritevoli di tutela, mediante l’organizzazione stabile di risorse per costituire l’immobile come spazio culturale destinato a eventi in grado di soddisfare le esigenze di valorizzazione.

Applicazione al caso concreto

Nel caso di Palazzo ……, le condizioni dell’art. 14 possono ritenersi soddisfatte se l’immobile si configuri come bene di interesse artistico e storico nei modi previsti dal Codice dei beni culturali e se la sua fruizione pubblica per la promozione della cultura avvenga attraverso un’organizzazione stabile di risorse finalizzata alla realizzazione di uno spazio culturale per eventi culturali.

Conclusioni operative desumibili dalla risoluzione

La risoluzione afferma in sostanza che la fondazione può essere destinataria di erogazioni liberali agevolate solo in presenza dei requisiti richiesti dalle singole norme. Per l’art. 100 TUIR è essenziale la combinazione di non lucratività, destinazione delle somme alle attività tassativamente indicate e autorizzazione ministeriale; per l’art. 14 del D.L. n. 35/2005 contano la personalità giuridica, l’oggetto statutario coerente e l’effettivo svolgimento di attività di tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale.

Le Direzioni Regionali sono invitate a vigilare affinché i principi espressi siano applicati in modo uniforme.

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