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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30298/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza tra i due Tribunali sulla procedura relativa a un'istanza di revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena concessa a Luca Agostino (nato 27/03/1988). Il Tribunale di Viterbo, con ordinanza del 28/03/2024, aveva dichiarato la propria incompetenza e trasmesso gli atti al Tribunale di Rieti; il Tribunale di Rieti, con ordinanza del 23/04/2024, ha sollevato conflitto negativo sostenendo che invece il Tribunale di Viterbo fosse competente in quanto la sentenza da quello emessa era divenuta irrevocabile in data successiva rispetto alla sentenza del Tribunale di Rieti.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e ha risolto accertando la competenza del Tribunale di Viterbo. Ha rilevato che, ai fini della competenza funzionale del giudice dell'esecuzione prevista dall'art. 665 comma 4 c.p.p., il parametro è di natura cronologica: il giudice competente è quello che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo. Dal certificato del casellario è risultato che la sentenza del Tribunale di Rieti divenuta irrevocabile il 7/02/2023 è anteriore alla sentenza del Tribunale di Viterbo divenuta irrevocabile il 20/06/2023; ne consegue la competenza del Tribunale di Viterbo. Ordinato il trasmettimento degli atti al Tribunale di Viterbo; estratto della sentenza comunicato ai giudici in conflitto, al pubblico ministero e notificato alle parti private.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Individua la situazione di conflitto quando due o più giudici si rifiutano contemporaneamente di prendere cognizione della stessa questione, attivando la procedura di decisione da parte della Corte competente.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Disciplina la procedura di definizione del conflitto di competenza tra giudici e rimette la decisione alla Corte; qui invocato come norma procedurale per la risoluzione del conflitto sollevato dal Tribunale di Rieti.

  • art. 665 comma 4 cod. proc. pen.

    Interpretato dalla Corte come criterio oggettivo e cronologico per determinare la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione: competente è il giudice che ha emesso il provvedimento processuale divenuto irrevocabile in epoca successiva.

  • art. 32 comma 2 cod. proc. pen.

    Prevede l'immediata comunicazione dell'estratto della decisione ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notificazione alle parti private; norma eseguita dalla Corte nella pronuncia.

Massime di principio

  • Il conflitto negativo di competenza sussiste quando due giudici si rifiutano contemporaneamente di conoscere della stessa questione; la risoluzione spetta alla Corte competente secondo gli artt. 28 e 30 c.p.p.
  • Per la competenza del giudice dell'esecuzione (anche in caso di istanza di revoca della sospensione condizionale) il criterio prevalente è cronologico: è competente il giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile (art. 665, comma 4 c.p.p.).
  • Per accertare le date di irrevocabilità si può far riferimento al certificato del casellario giudiziale o ad altro certificato ufficiale che riporti le date di irrevocabilità delle pronunce.
  • Quando emergono pronunce irrevocabili emesse da Corti o Tribunali diversi, va individuata quale pronuncia abbia avuto efficacia definitiva più recentemente: il giudice collegato a quella pronuncia è generalmente competente per le questioni di esecuzione.
  • Una volta risolto il conflitto, l'estratto della decisione va comunicato immediatamente ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e notificato alle parti private (art. 32, comma 2 c.p.p.), garantendo la ripresa del procedimento senza stasi.

Testo integrale

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