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Sentenza

Sentenza n. 267/2026 - Bari, Sezione U

per l'annullamento “della Deliberazione del Consiglio Comunale di Mola di Bari n. 32/2020 con la quale l’Amministrazione comunale ha disposto la “sospensione dell’efficacia della Delibera di C.C. n. 20 del 21.07.2009 ai fini dell’espletamento di procedimento di variante e connessa procedura di verifica di assoggettabilità a VAS”, nonché di ogni altro atto comunque presupposto e/o consequenziale”.

Giustizia amministrativa202100022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sezioni UniteSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione del Consiglio comunale di Mola di Bari n. 32/2020, recante la sospensione per 240 giorni dell’efficacia della deliberazione di approvazione del piano di lottizzazione della maglia C.2.3., allo scopo di promuovere una variante e svolgere la verifica di assoggettabilità a VAS

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la deliberazione consiliare deducendo, anzitutto, la violazione del quorum deliberativo, sostenendo che l’argomento fosse stato inserito all’ordine del giorno soltanto in seconda convocazione e che, pertanto, fosse necessario il quorum più elevato previsto per la prima convocazione. Con il secondo e il terzo motivo ha qualificato la sospensione come annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21-nonies l. 241/1990, lamentando il mancato rispetto del termine di 18 mesi e l’assenza di una specifica valutazione dell’interesse pubblico. Con il quarto motivo ha contestato la sussistenza dei presupposti per la variante al piano di lottizzazione e per i connessi adempimenti in materia di VAS, sostenendo che le prescrizioni della Soprintendenza e della Regione Puglia non avrebbero comportato modifiche volumetriche tali da rendere necessaria una variante. Il Comune ha eccepito anche l’inammissibilità per mancata impugnazione di precedenti comunicazioni amministrative e per assenza di lesione immediata, nonché l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio il Comune ha approvato d’ufficio, con deliberazione di giunta n. 245 del 17 novembre 2024, la variante definitiva al piano di lottizzazione, previo espletamento della verifica di assoggettabilità a VAS e adeguamento degli elaborati alle prescrizioni paesaggistiche.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la variante e gli adempimenti istruttori che la deliberazione impugnata intendeva promuovere sono stati successivamente eseguiti d’ufficio dal Comune, con approvazione definitiva della variante al piano di lottizzazione. Tuttavia, poiché la ricorrente ha manifestato interesse all’accertamento dell’illegittimità dell’atto ai fini risarcitori, il Collegio ha esaminato le censure nel merito ai sensi dell’art. 34 c.p.a., escludendone la fondatezza. Il primo motivo è stato respinto perché l’argomento era stato inserito all’ordine del giorno già nella prima convocazione, sicché risultava sufficiente il quorum raggiunto in seconda convocazione. Il secondo e il terzo motivo sono stati respinti perché la deliberazione non costituiva annullamento d’ufficio, ma sospensione dell’efficacia di un precedente provvedimento ai sensi dell’art. 21-quater l. 241/1990; non era quindi applicabile il termine di 18 mesi né la motivazione rafforzata richiesta per l’annullamento d’ufficio. La sospensione era temporalmente delimitata a 240 giorni, termine ritenuto ragionevole e comunque non superiore a quello previsto per l’annullamento d’ufficio, ed era sorretta da gravi ragioni, individuate nella necessità di recepire le prescrizioni paesaggistiche e regionali, verificare gli obblighi di VAS e adeguare il piano, anche in considerazione delle rilevanti dimensioni della maglia e della presenza di edilizia pubblica. Il quarto motivo è stato respinto perché dal confronto tra gli elaborati approvati e i progetti autorizzati emergeva una significativa modifica della configurazione planovolumetrica dei lotti costieri 5 e 17, tale da giustificare la variante. È stata quindi esclusa l’illegittimità dell’atto anche ai fini risarcitori. Le spese sono state compensate per la particolarità e complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 21-quater l. 241/1990

    La sospensione non può comunque essere disposta o perdurare oltre i termini per l’esercizio del potere di annullamento di cui all’articolo 21-nonies.

    La pubblica amministrazione dispone di un potere cautelare e temporaneo di sospensione degli effetti di un precedente provvedimento, esercitabile in presenza di gravi ragioni e con previsione di un termine certo e ragionevole, senza necessità dei presupposti propri dell’annullamento d’ufficio.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    La disciplina dell’annullamento d’ufficio, incluso il termine massimo di 18 mesi e la motivazione rafforzata sull’interesse pubblico, non si applica alla distinta fattispecie della sospensione dell’efficacia del provvedimento.

  • art. 34 c.p.a.

    Quando il ricorso è divenuto improcedibile ma il ricorrente dichiara di avere interesse all’accertamento dell’illegittimità dell’atto ai fini risarcitori, il giudice può esaminare le censure per verificare la sussistenza dei presupposti della responsabilità amministrativa.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria.

  • legge regionale Puglia n. 44/2012

    Richiamata quale disciplina regionale rilevante per la verifica della necessità della VAS o della verifica di assoggettabilità a VAS.

  • regolamento regionale Puglia n. 13/2018

    Richiamato quale disciplina regionale sopravvenuta rilevante per gli adempimenti in materia di VAS.

Massime di principio

  • La sospensione dell’efficacia di un provvedimento amministrativo, adottata ai sensi dell’art. 21-quater l. 241/1990, non costituisce annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21-nonies; pertanto, non è soggetta al termine di 18 mesi né all’obbligo di motivazione rafforzata sull’interesse pubblico previsto per l’autotutela demolitoria.
  • Il potere di sospensione amministrativa ha natura cautelare e temporanea e può essere esercitato in presenza di gravi ragioni, purché la sospensione sia assistita da un termine certo e ragionevole e non si protragga oltre il limite temporale previsto per l’annullamento d’ufficio, così da evitare una sospensione sine die.
  • La sopravvenuta approvazione della variante urbanistica e l’esecuzione degli adempimenti istruttori che costituivano la finalità della sospensione fanno venir meno l’interesse attuale alla decisione di annullamento dell’atto sospensivo, determinando l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In presenza di una dichiarazione del ricorrente di interesse all’accertamento dell’illegittimità dell’atto ai fini risarcitori, il giudice può esaminare nel merito le censure nonostante l’improcedibilità, verificando se residui l’illegittimità dell’azione amministrativa.
  • La modifica significativa della configurazione planovolumetrica di singoli lotti, anche se non accompagnata da un aumento dei volumi complessivi, può giustificare la qualificazione dell’intervento come variante a un piano di lottizzazione già approvato.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniAutotutelaVIA, VAS e verifica di assoggettabilità
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativoAmbiente
IstitutiAutotutela decisoriaEccesso di poterePonderazione degli interessi e interesse pubblicoSopravvenuta carenza di interesse

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