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Ordinanza

Ordinanza n. 1520/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento -PREVIA TUTELA CAUTELARE- - del -OMISSIS--OMISSIS- visto d’ingresso in Italia per ricerca n. -OMISSIS-, emesso dall’Ambasciata d’Italia -OMISSIS-; - di ogni atto e -OMISSIS-ad esso presupposto e conseguente, ancorché incognito.

Giustizia amministrativa202503439

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d’ingresso in Italia per ricerca, con gli atti presupposti e conseguenti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di un visto d’ingresso in Italia per ricerca, chiedendone in via incidentale la sospensione cautelare. Il testo dell’ordinanza, ampiamente oscurato, non consente di ricostruire in modo determinato i motivi di illegittimità dedotti né il contenuto specifico dell’istruttoria amministrativa. Dalla parte non oscurata emerge tuttavia che la controversia coinvolge risultanze istruttorie collegate a fonti di intelligence e a esigenze di sicurezza nazionale.

La decisione

Il Collegio, ritenuta la propria giurisdizione e competenza, ha respinto l’istanza cautelare all’esito della delibazione sommaria propria della fase cautelare, facendo prevalere, nel bilanciamento degli interessi, il pregiudizio potenzialmente derivante all’interesse pubblico particolarmente sensibile alla tutela della sicurezza nazionale e delle fonti di intelligence coinvolte nell’istruttoria del provvedimento impugnato. Secondo il TAR, i rischi per la salus rei publicae prospettati dall’Agenzia governativa giustificano cautele tali da non consentire, allo stato degli atti, la conoscenza di tutte le risultanze istruttorie e prevalgono sull’interesse della ricorrente alla sospensione del diniego. La decisione è espressamente resa con riserva di ulteriore approfondimento nel merito. In considerazione della novità della questione, le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo e costituisce la base processuale per la decisione sull’istanza di sospensione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a sostegno dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, il giudice amministrativo decide sulla base di una delibazione sommaria, suscettibile di ulteriore approfondimento nella fase di merito, e deve bilanciare gli interessi pubblici e privati coinvolti.
  • Quando l’istruttoria del provvedimento impugnato coinvolge esigenze di sicurezza nazionale e fonti di intelligence, il rischio per la salus rei publicae può prevalere sull’interesse del privato a conoscere integralmente le risultanze istruttorie e a ottenere la sospensione dell’atto.
  • La tutela cautelare può essere negata quando, allo stato degli atti, la sospensione del provvedimento inciderebbe su un interesse pubblico particolarmente sensibile connesso alla sicurezza nazionale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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