Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8762/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per il delitto previsto dall'art. 14, comma 5-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, per essersi trattenuto senza giustificato motivo nel territorio dello Stato dopo essere stato espulso e aver ricevuto un ordine di allontanamento (Questore di Milano, 2/9/2014). In cassazione il difensore ha proposto due motivi: (1) vizio di diritto per avere il giudice di primo grado ritenuto sufficiente l'elemento soggettivo della colpa, mentre il reato richiede il dolo; (2) vizio di diritto per avere il giudice escluso la causa di improcedibilità per tenuità del fatto (art. 34 d.lgs. n. 274/2000), sostenendo che nei reati di pericolo non sia possibile individuare un grado minimo di offensività.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha osservato che sebbene la sentenza di merito contenga un passaggio erroneo che parla di colpa, si tratta di errore ininfluente: la motivazione mostra che l'intimazione a lasciare il territorio era stata notificata e che l'imputato, pur conoscendola, decise di non ottemperare senza giustificazione, valore probatorio sufficiente a dimostrare il dolo. Sul secondo motivo la Corte ha affermato che l'istituto dell'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 è compatibile anche con i reati di pericolo, ma che il Giudice di pace ha motivatamente valutato nel merito il contesto, ritenendo non tenue il grado di offensività per via della protratta permanenza e della "accentuata proclività al delitto"; tale apprezzamento non è implausibile. Il ricorso è quindi rigettato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sull'immigrazione), art. 14, comma 5-ter

    Il reato disciplinato dall'art. 14, comma 5-ter è un reato doloso: si integra quando l'imputato, avendo ricevuto e conosciuto l'ordine di allontanamento/espulsione, decide volontariamente di non ottemperare.

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 34

    L'istituto dell'improcedibilità per tenuità del fatto può applicarsi anche ai reati di pericolo, se il giudice accerta concretamente un livello minimale di offensività; la valutazione è rimessa al giudice di merito.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. dalla legge n. 176 del 2020

    Prevede la possibilità di svolgere il giudizio di cassazione a trattazione scritta; il procedimento in esame è stato trattato secondo questa modalità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto del ricorso in Cassazione.

Massime di principio

  • Il delitto previsto dall'art. 14, comma 5-ter T.U. immigrazione è di natura dolosa: è decisiva la conoscenza dell'intimazione di allontanamento e la volontà di non ottemperare.
  • Un errore di formulazione nella motivazione (es. parlare di colpa anziché di dolo) è ininfluente se dalla complessiva motivazione emerge chiaramente la sussistenza del dolo.
  • La causa di improcedibilità per tenuità (art. 34 d.lgs. n. 274/2000) può trovare applicazione anche nei reati di pericolo, ma spetta al difensore allegare e dimostrare la tenuità e al giudice valutare il grado concreto di offensività.
  • In presenza di una protratta permanenza illegale e di elementi che denotano propensione alla commissione di illeciti, il giudice può ragionevolmente escludere la tenuità della condotta.
  • In Cassazione errori non decisivi o incongruenze formali nella motivazione non determinano annullamento se la decisione di merito resta sorretta da motivazione alternativa solida.
  • Il rigetto del ricorso comporta, di regola, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.