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Ordinanza

Ordinanza n. 1567/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento espresso di diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo richiesto in data 07.08.2025 (n. pratica 25NA040891), desumibile dal rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato di tipologia diversa da quella richiesta (permesso n. I 23085491, rilasciato con data 26.11.2024, consegnato in data 17.03.2026, scadenza 31.12.2026), nonché contestuale impugnazione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato quale atto alternativo illegittimo e lesivo.

Giustizia amministrativa202603301

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego espresso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, desunto dal rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato di diversa tipologia, nonché il permesso di soggiorno per lavoro subordinato quale atto alternativo ritenuto illegittimo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo richiesto il 7 agosto 2025, desunto dal rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato di diversa tipologia. Ha inoltre impugnato il permesso di soggiorno per lavoro subordinato quale atto alternativo illegittimo e lesivo. Il testo dell'ordinanza non specifica gli ulteriori vizi di legittimità dedotti nel ricorso, concentrandosi sulla verifica dell'interesse concreto e attuale alla tutela cautelare.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, senza formulare valutazioni definitive sul merito del ricorso. Ha ritenuto non percepibile, allo stato della sommaria delibazione cautelare, un concreto e attuale interesse alla misura interinale, rilevando che il ricorrente dispone di un valido ed efficace titolo di soggiorno che gli consente di permanere nel territorio nazionale, sebbene destinato a cessare alla fine del 2026. Secondo il Collegio, il pregiudizio prospettato e il correlato interesse cautelare sono attualmente elisi dall'esistenza di tale titolo; l'interesse potrebbe eventualmente attualizzarsi in prossimità della sua scadenza. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare è stata valutata alla luce della necessità di un concreto e attuale interesse e di un pregiudizio non altrimenti evitabile o evitabile solo mediante un sacrificio eccessivo o sproporzionato.

Massime di principio

  • La tutela cautelare nel processo amministrativo presuppone un interesse concreto e attuale, collegato a un pregiudizio imminente e non altrimenti evitabile o evitabile soltanto mediante un sacrificio eccessivo o sproporzionato.
  • La disponibilità di un valido ed efficace titolo amministrativo che consenta al ricorrente di permanere nel territorio nazionale può escludere, allo stato, l'attualità del pregiudizio posto a fondamento della domanda cautelare contro il diniego di un diverso titolo di soggiorno.
  • Quando il titolo di soggiorno esistente sia destinato a scadere, l'interesse alla tutela cautelare può attualizzarsi in prossimità della scadenza, ma non è necessariamente concreto e attuale in una fase precedente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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