Cassazione Civile, Sentenza n. 23650/2021 del 31/08/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il primo motivo censura la violazione delle regole probatorie in tema di revocatoria fallimentare (art. 67 legge fall., artt. 2901, 2697, 2727, 2729 c.c., artt. 115 e 116 c.p.c., in relazione all'art. 360, co. 1, nn. 3 e 4 c.p.c.): la Corte d'appello avrebbe richiesto prova positiva della conoscenza dello stato di insolvenza da parte dell'accipiens, senza valorizzare la prova per presunzioni costituita da molteplici articoli di stampa nazionali, bilanci pubblicati, procedure monitorie e altri indici. Il secondo motivo lamenta l'omesso esame del rapporto di joint venture tra le parti (art. 360, co. 1, n. 5 c.p.c.), deduzione che la ricorrente sostiene avrebbe inciso sulla valutazione della scientia decoctionis.
La decisione
La Cassazione accoglie il primo motivo (in parte), ritenendo illegittima la motivazione della Corte d'appello che ha escluso acriticamente la rilevanza degli articoli di stampa senza valutare concretamente le caratteristiche della campagna informativa (numero di articoli, carattere nazionale, contenuto, dettaglio), e ha cassato la sentenza impugnata nei limiti indicati, rinviando la causa alla Corte d'appello designata per nuovo esame. Il secondo motivo è dichiarato inammissibile perché la questione del rapporto di joint venture è stata introdotta per la prima volta in Cassazione e non risultava dedotta nel giudizio di merito. La Corte dispone che la Corte distrettuale provveda anche sulle spese di legittimità.
Norme richiamate
art. 67 legge fallimentare
La pronuncia richiama che l'azione revocatoria ai sensi dell'art. 67 richiede la prova che l'accipiens avesse conoscenza dello stato di insolvenza; tale conoscenza può risultare direttamente o per presunzioni gravi, precise e concordanti.
art. 2901 cod. civ.
Riferimento alla disciplina delle presunzioni e alla utilizzabilità di indizi nella ricostruzione della conoscenza.
art. 2697 cod. civ.
Richiama l'onere della prova: chi vuol far valere un fatto deve provarlo, salvo che la legge disponga diversamente (riferimento al carico probatorio della procedura concorsuale).
art. 2727 cod. civ.
Stabilisce il principio per cui le prove sono valutate dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento e può giustificare l'uso di presunzioni nell'accertamento.
art. 2729 cod. civ.
Disciplina le presunzioni semplici e legali; la Corte ricorda che le presunzioni semplici, se fondate su elementi gravi, precisi e concordanti, possono assolvere l'onere probatorio.
artt. 115 e 116 cod. proc. civ.
Riferimenti ai principi generali sull'assunzione e valutazione delle prove e sulle prove atipiche in giudizio.
art. 360, co. 1, nn. 3, 4 e 5 cod. proc. civ.
Norme che regolano i motivi di ricorso per cassazione: n.3 e n.4 (violazione di legge e vizio di motivazione) sono stati invocati con successo per contestare la valutazione probatoria; n.5 (omesso esame di un fatto decisivo) è stato invocato ma ritenuto inammissibile perché la circostanza non era stata dedotta in sede di merito.
art. 348 ter cod. proc. civ.
Richiamata l'eccezione di inammissibilità relativa alla conferma della decisione di primo grado da parte della Corte d'appello; la Cassazione spiega che la norma non impedisce il ricorso alla Cassazione nel caso di appelli introdotti con atti notificati prima del termine di riferimento (transizione d’efficacia).
art. 54, co. 2 d.l. n. 83/2012 conv. con l. n. 134/2012
Norma di carattere transitorio usata per spiegare l'irretroattività dell'inammissibilità prevista da art. 348 ter in alcuni giudizi di appello iniziati anteriormente al 11 settembre 2012.
Massime di principio
- In materia di revocatoria fallimentare l'onere probatorio sulla conoscenza dello stato di insolvenza (“scientia decoctionis”) può essere assolto con prove dirette o con presunzioni semplici purché fondate su indizi gravi, precisi e concordanti.
- Le notizie di stampa possono costituire indizi utili a provare la conoscenza dell'insolvenza da parte dell'accipiens, specie se sono numerose, di diffusione nazionale, dettagliate e circostanziate; non è necessaria la regola astratta di un "dovere di lettura", ma va valutata la probabilità concreta che l'accipiens venisse a conoscenza delle informazioni considerandone la posizione e le capacità organizzative.
- Il giudice di merito, quando si fonda su prove indiziarie, deve ancorare il ragionamento alle condizioni concrete dell'accipiens (qualità professionali, struttura organizzativa, collegamenti con il settore) e motivare in modo logico e congruo la valutazione degli indizi (numero, contenuto e portata delle notizie di stampa, altri segnali come bilanci, protesti, procedure esecutive).
- Non è corretto un approccio astratto che escluda a priori la rilevanza di determinate fonti informative: il giudice deve esaminare le caratteristiche della campagna informativa per decidere se essa sia idonea a fondare una presunzione di conoscenza.
- In Cassazione non possono essere proposte per la prima volta questioni non affrontate in sede di merito; la parte deve dimostrare di averle dedotte nei precedenti gradi e il ricorso deve essere autosufficiente nel rappresentare le ragioni di cassazione.
- Il parametro di controllo della Cassazione sulle valutazioni di fatto rimane la congruità, logicità e l'assenza di errori di diritto nella motivazione del giudice di merito; se la motivazione è meramente assertiva o omette di valutare elementi rilevanti, la Cassazione può cassare e rinviare per nuovo esame.
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