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Sentenza

Sentenza n. 4647/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (Sezione Terza) n. 00897/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202508085

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia n. 897/2025, nella parte in cui aveva respinto la censura di illegittimità derivata del provvedimento provinciale di riesame e aggiornamento dell’AIA

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni ambientali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il capo della sentenza di primo grado che aveva respinto il motivo diretto a far valere l’illegittimità derivata del provvedimento provinciale di riesame dell’AIA rispetto alla deliberazione della Giunta regionale della Lombardia n. 3398/2020. Ha dedotto, in particolare, l’incompetenza della Regione in materia di criteri tecnici per la gestione dei rifiuti, sostenendo che la disciplina ambientale e le BAT Conclusions europee rientrassero nella competenza statale e che la Regione non potesse introdurre prescrizioni più rigorose in assenza di una specifica motivazione riferita a situazioni particolari del territorio. Ha inoltre dedotto la violazione degli artt. 29-bis, 29-sexies, 29-octies e 195 del d.lgs. n. 152/2006, dell’art. 8, comma 2, della l.r. Lombardia n. 24/2006, dei principi di proporzionalità, adeguatezza, libertà di iniziativa economica e concorrenza. Secondo l’appellante, la delibera regionale avrebbe introdotto criteri più severi e rigidi rispetto alle BAT Conclusions approvate dalla Commissione europea, senza che ricorressero specifiche criticità territoriali e senza lasciare alle Province un effettivo margine di valutazione. Da tali censure la società faceva derivare l’illegittimità del provvedimento provinciale di aggiornamento dell’AIA.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato il capo della sentenza impugnata. Ha ritenuto infondate le censure sull’incompetenza regionale, affermando che l’art. 195, comma 5-bis, del d.lgs. n. 152/2006 consente alle Regioni, nelle more della definizione dei criteri statali, di adottare una disciplina anche più restrittiva quando lo richiedano situazioni particolari del territorio. La tutela ambientale, pur rientrando nella potestà legislativa esclusiva statale, ha natura trasversale e non esclude interventi regionali più rigorosi, purché rispettosi degli standard statali e non arbitrariamente discriminatori. Il Collegio ha ritenuto che le criticità ambientali del territorio lombardo fossero state considerate nell’istruttoria regionale attraverso il coinvolgimento delle Province, di ARPA Lombardia, dei gestori e delle associazioni di categoria, nonché mediante tavoli di lavoro e protocolli per l’accettazione e la gestione dei rifiuti. Ha inoltre riconosciuto che la delibera regionale costituisse legittimo atto di indirizzo e organizzazione, adottato nell’ambito dell’art. 8, comma 2, della l.r. Lombardia n. 24/2006, senza vincolare le Province nell’apprezzamento della concreta applicabilità delle prescrizioni alle singole installazioni. Le BAT Conclusions costituiscono la regola generale e un parametro conformativo per il rilascio e il riesame dell’AIA, ma non impediscono all’autorità competente di introdurre prescrizioni più rigorose o condizioni ulteriori, purché ricorrano i presupposti normativi, sia rispettato il principio di proporzionalità e la scelta sia sorretta da rigorosa istruttoria e motivazione. Essendo stata ritenuta legittima la delibera regionale, è stata esclusa anche l’illegittimità derivata del provvedimento provinciale di riesame dell’AIA. Le spese del giudizio d’appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 117, comma 2, lett. s), Cost.

    Attribuisce allo Stato la potestà legislativa esclusiva in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, senza escludere interventi regionali più restrittivi quando la materia ambientale si intreccia con competenze regionali e ricorrono i presupposti previsti dalla legge.

  • art. 118 Cost.

    Il principio di sussidiarietà consente l’allocazione delle funzioni amministrative al livello di governo adeguato rispetto alle esigenze concrete di tutela.

  • art. 3-quinquies, commi 2 e 3, d.lgs. n. 152/2006

    Le regioni e le province autonome ... possono adottare forme di tutela giuridica dell'ambiente più restrittive, qualora lo richiedano situazioni particolari del loro territorio, purché ciò non comporti un'arbitraria discriminazione, anche attraverso ingiustificati aggravi procedimentali.

    Le Regioni possono innalzare il livello di tutela ambientale rispetto agli standard statali, purché l’intervento sia giustificato da situazioni particolari del territorio e non comporti discriminazioni arbitrarie o aggravi procedimentali ingiustificati.

  • art. 8, comma 2, l.r. Lombardia n. 24/2006

    La Giunta regionale stabilisce le direttive per l'esercizio uniforme e coordinato delle funzioni conferite.

    Legittima la Giunta regionale ad adottare direttive per l’esercizio uniforme e coordinato delle funzioni provinciali in materia di AIA, lasciando alle Province la valutazione della coerenza e concreta applicabilità delle prescrizioni.

  • art. 195, comma 5-bis, d.lgs. n. 152/2006

    Nelle more della definizione dei criteri statali, abilita le Regioni a dettare una disciplina anche più restrittiva, qualora lo richiedano situazioni particolari del territorio, con successivo adeguamento alla normativa statale.

  • art. 29-bis, comma 1, d.lgs. n. 152/2006

    Le condizioni dell’AIA sono definite avendo a riferimento le conclusioni sulle BAT.

    Le BAT Conclusions costituiscono il parametro ordinario per la definizione delle condizioni dell’AIA.

  • art. 29-sexies, commi 4, 4-bis, 4-ter, 9 e 9-bis, d.lgs. n. 152/2006

    Consente, nei casi e alle condizioni previste, l’adozione di valori limite, condizioni specifiche o prescrizioni più rigorose rispetto alle BAT, nonché deroghe meno rigorose in casi specifici.

  • art. 29-septies d.lgs. n. 152/2006

    Consente l’adozione di prescrizioni più rigorose rispetto alle BAT quando ciò sia richiesto da strumenti di programmazione o pianificazione ambientale per garantire il rispetto delle norme di qualità ambientale.

  • Decisione di esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione

    Stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili per il trattamento dei rifiuti, che costituiscono la base tecnica e il parametro ordinario delle AIA nel settore.

Massime di principio

  • Le BAT Conclusions costituiscono la regola generale e un parametro conformativo per la definizione delle condizioni delle autorizzazioni integrate ambientali; non sono mere linee guida, ma livelli standard elaborati in sede europea per assicurare un elevato livello di tutela ambientale e condizioni uniformi di concorrenza.
  • L’autorità competente può discostarsi dalle BAT e imporre prescrizioni più rigorose quando ciò sia consentito dalla normativa ambientale, da strumenti di pianificazione o programmazione, dalla necessità di rispettare norme di qualità ambientale o dal perseguimento degli obiettivi dell’AIA; tale scelta richiede una rigorosa istruttoria, una motivazione rafforzata e il rispetto della proporzionalità.
  • La competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente non esclude interventi regionali più restrittivi, purché siano giustificati da situazioni particolari del territorio, innalzino e non riducano gli standard di tutela, non introducano discriminazioni arbitrarie o aggravi procedimentali ingiustificati e rispettino la disciplina statale.
  • Nelle more dell’adozione dei criteri statali, l’art. 195, comma 5-bis, del d.lgs. n. 152/2006 consente alle Regioni di adottare una disciplina ambientale più rigorosa, ove richiesta da specifiche situazioni territoriali, con obbligo di adeguamento alla successiva normativa statale.
  • Le direttive regionali rivolte alle autorità provinciali competenti in materia di AIA sono legittime quando svolgono una funzione di indirizzo e coordinamento senza sostituirsi alla valutazione concreta dell’autorità competente, alla quale deve rimanere un margine di apprezzamento sulla coerenza e applicabilità delle prescrizioni rispetto alle singole installazioni.

Come è indicizzato

MaterieAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliRifiutiResponsabile del procedimento e competenza
RamiAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiIncompetenzaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoria

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