Cassazione Penale, Sentenza n. 33900/2022 del 14/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione deducendo due motivi principali: 1) vizio di motivazione e violazione di norme processuali ex art. 603 c.p.p. per presunto errato rigetto da parte della Corte d'appello della richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale; 2) violazione dell'art. 99 c.p. relativamente all'applicazione della recidiva. In primo grado la recidiva era stata ritenuta sulla base di una precedente condanna per la quale la pena era stata estinta per esito positivo dell'affidamento in prova; la Corte d'appello, pur correggendo quel profilo, ha ritenuto rilevante un'altra precedente condanna e ha qualificato la recidiva come reiterata e infraquinquennale, basandosi su una condanna diventata definitiva il 24 giugno 2017, successiva alla data di commissione dei fatti (19 novembre 2014). Il ricorrente sostiene che non poteva farsi luogo a recidiva in quanto la condanna invocata non era definitivamente passata in giudicato prima della commissione dei fatti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il primo motivo (rinnovazione dell'istruttoria in appello), poiché la parte non ha dimostrato l'oggettiva necessità dell'istruttoria integrativa e si è limitata ad affermazioni generiche. Il secondo motivo è stato invece accolto: la Corte ha ritenuto errata l'applicazione della recidiva infraquinquennale basata su una condanna diventata definitiva dopo la data del fatto (24/06/2017 contro il fatto del 19/11/2014). Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata, limitatamente al punto relativo alla recidiva, e il giudizio è stato rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo esame su tale profilo; il resto della decisione è rimasto inalterato e i profili non accolti sono stati dichiarati inammissibili o rigettati.
Norme richiamate
art. 603 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla possibilità di rinnovare l'istruttoria in appello; la Corte ricorda che la rinnovazione è uno strumento eccezionale attivabile solo se il giudice d'appello, esercitando la propria discrezionalità, ritiene di non poter decidere allo stato degli atti.
art. 99 cod. pen.
Richiamato in relazione ai presupposti della recidiva; il principio applicato è che la recidiva richiede che la precedente condanna sia divenuta definitiva prima della commissione del nuovo fatto.
Cass. Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci)
Giurisprudenza citata per il principio della presunzione di completezza dell'istruttoria dibattimentale e per il carattere eccezionale della rinnovazione dell'istruttoria in appello.
Cass. Sez. 1, n. 994 del 25/11/2021 (Messini D'Agostini)
L'applicazione della recidiva presuppone che la precedente condanna sia divenuta definitiva prima della commissione del fatto in relazione al quale la recidiva stessa è ritenuta, poiché l'autore del nuovo delitto deve essere in grado di rendersi conto di tutte le possibili conseguenze penali derivanti dalla pregressa condanna
Principio applicato dalla Corte per escludere la recidiva quando la precedente condanna è divenuta definitiva solo dopo la data del fatto contestato.
Massime di principio
- La rinnovazione dell'istruttoria in appello è uno strumento eccezionale: in cassazione la sua omissione può essere censurata solo se si dimostra l'oggettiva necessità dell'assunzione delle prove e l'esistenza di lacune decisive nella motivazione della sentenza impugnata.
- Per l'applicazione della recidiva è essenziale che la condanna precedente sia divenuta definitiva prima della commissione del nuovo reato; se la definitività interviene dopo la data del fatto, la recidiva non è applicabile.
- In caso di accoglimento parziale del ricorso (ad esempio solo sul tema della recidiva), la Corte di Cassazione può annullare la sentenza limitatamente a quel punto e rinviare ad altra sezione della Corte d'appello per un nuovo esame.
- Chi impugna per omissione di rinnovazione probatoria deve dimostrare concretamente quali fatti/prove avrebbero inciso sulla decisione e che l'assenza di tali elementi ha creato lacune motivazionali rilevanti.
- Nella verifica delle recidive occorre controllare non solo l'esistenza di precedenti condanne, ma anche la data della loro definitività rispetto alla commissione del fatto nuovo.
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