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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28609/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Granata era stato dichiarato responsabile della violazione delle prescrizioni della misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Qualiano, poiché sorpreso alla guida di un'autovettura nel Comune di Giugliano in Campania il 04/01/2023 (art. 75 d.lgs. 159/2011). Ha impugnato sostenendo, in primo luogo, che la Corte d'appello ha errato nel non riconoscere il vincolo di continuazione tra il fatto in esame e una precedente condanna (sentenza Corte d'appello Napoli 08/03/2022, irrevocabile 24/03/2022), nonostante la richiesta di continuazione fosse stata proposta già in primo grado; in secondo luogo ha censurato il riconoscimento della recidiva come motivato con formule di stile e senza adeguato fondamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha ritenuto che la Corte territoriale abbia omesso di valutare nel merito la richiesta di continuazione e, pur potendo esaminare il fascicolo, non abbia dato motivazione circa l'assenza della sentenza invocata né disposto l'acquisizione della stessa. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente al diniego della continuazione e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio, libero nel dispositivo, ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile: il secondo motivo (sulla recidiva) è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché i giudici di merito avevano adeguatamente valutato i precedenti e gli elementi indizianti della pericolosità del reo.

Norme richiamate

  • art. 75 d.lgs. 159/2011

    La norma è stata richiamata come fattispecie violata: la condotta (essere fuori dal comune di obbligo di soggiorno e guidare un'autovettura) è stata ritenuta violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale.

  • art. 623, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Fondamento procedurale per l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata limitatamente al profilo censurato (diniego della continuazione).

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. U. n. 35738/2010 e successivi)

    Richiamati i principi consolidati sull'apprezzamento della recidiva che richiedono una valutazione concreta e individualizzata (natura dei reati, omogeneità, distanza temporale, occasionalità della ricaduta, significatività dei precedenti) e non il mero riscontro formale di precedenti penali.

Massime di principio

  • Se l'imputato chiede il riconoscimento della continuazione con una precedente sentenza e la richiesta è stata sollevata già in primo grado, la corte d'appello non può limitarsi a negare valutazione per assenza della sentenza: deve valutare nel merito o disporre l'acquisizione del provvedimento mancante.
  • La mancata produzione in atti di una precedente sentenza non è automaticamente motivo per escludere l'esame della richiesta di continuazione se la richiesta è già stata discussa in primo grado; il giudice di appello ha il dovere di adottare provvedimenti istruttori per colmare la carenza documentale.
  • La valutazione della recidiva richiede un esame concreto e motivato in base ai criteri giurisprudenziali consolidati (tipo e gravità dei reati, frequenza, omogeneità, distanza temporale, occasionalità): formule di stile non sono ammissibili, ma se la motivazione di merito è compatibile con tali criteri il sindacato di legittimità è limitato.
  • In presenza di vizi motivazionali limitati a uno specifico profilo (es. diniego della continuazione), la Cassazione può annullare solo quella parte della decisione e disporre il rinvio per nuovo giudizio sul punto, dichiarando inammissibile il resto del ricorso se infondato o inammissibile.
  • Per evitare pregiudizi procedurali, chi impugna o difende dovrebbe allegare e depositare copia delle sentenze pregresse rilevanti e documentare espressamente le richieste di continuazione già proposte, così da impedire che questioni formali ostacolino l'esame sostanziale.

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