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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28022/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (agente riscossione)

La controversia

La controversia nasce da un'intimazione di pagamento relativa a omesso versamento di IVA e di diritti camerali. La Commissione tributaria regionale aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione contro la decisione di primo grado favorevole alla società contribuente, ritenendo invalida la costituzione in giudizio perché effettuata tramite un avvocato del libero foro. L'Agenzia ricorre per cassazione deducendo violazione delle norme che disciplinano la rappresentanza e difesa in giudizio dell'agente della riscossione davanti al giudice tributario e, in subordine, lamentando il mancato invito alla regolarizzazione tramite Avvocatura dello Stato. La censura centrale è che, nel caso concreto, la convenzione con l'Avvocatura e la normativa di settore consentivano il ricorso ad avvocati del libero foro senza necessità di ulteriori formalità o delibere.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso. Ha applicato il principio, già affermato dalle Sezioni Unite, secondo cui per le controversie rientranti nell'ambito in cui la convenzione prevede l'alternativa tra Avvocatura dello Stato e libero foro non occorre una specifica delibera o altra formalità per la scelta dell'avvocato esterno. Poiché il giudizio rientrava in tale ipotesi, l'appello dell'Agenzia non poteva essere dichiarato inammissibile per il solo fatto di essere stato sottoscritto da un avvocato del libero foro. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia per l'esame dell'appello dell'Agenzia; il secondo motivo è rimasto assorbito.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Invocato come vizio processuale per denunciare la nullità derivante dalla declaratoria di inammissibilità dell'appello.

  • art. 11, comma 2, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Disciplinando la presenza in giudizio dell'ufficio e dell'agente della riscossione nel processo tributario, è richiamato per sostenere la legittimità della costituzione dell'ente.

  • art. 12, comma 1, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato nel motivo come norma relativa alla rappresentanza nel processo tributario.

  • art. 15, comma 2-sexies, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato nel motivo come disposizione rilevante sulla difesa nel processo tributario.

  • art. 1, comma 8, d.l. 22 ottobre 2016, n. 193, conv. in L. 1 dicembre 2016, n. 225

    "L'ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato ... Lo stesso ente può altresì avvalersi ... di avvocati del libero foro ..."

    La Corte lo interpreta nel senso che l'agente della riscossione può avvalersi dell'Avvocatura dello Stato oppure, nei casi previsti, di avvocati del libero foro e propri dipendenti delegati.

  • art. 43 r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611

    "L'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa ..."

    Richiamato per chiarire che l'avvalimento dell'Avvocatura opera in via organica ed esclusiva solo nelle ipotesi autorizzate e secondo le regole convenzionali.

  • art. 4-novies d.l. 30 aprile 2019, n. 34, conv. in L. 28 giugno 2019, n. 58

    Norma di interpretazione autentica: limita l'applicazione dell'art. 43, quarto comma, r.d. n. 1611/1933 ai soli casi in cui l'Agenzia intenda non avvalersi dell'Avvocatura nei giudizi a questa riservati su base convenzionale, escludendola nei casi di indisponibilità dell'Avvocatura.

  • art. 4 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

    "L'affidamento dei contratti pubblici ... avviene nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità ..."

    Richiamato come parametro per la scelta degli avvocati del libero foro secondo criteri di evidenza pubblica e trasparenza.

  • art. 17 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

    Richiamato insieme all'art. 4 del codice dei contratti pubblici per la disciplina dell'affidamento degli incarichi legali.

  • art. 182 c.p.c.

    Richiamato in via subordinata per sostenere la possibilità di regolarizzare la costituzione in giudizio.

Massime di principio

  • Quando la disciplina primaria e la convenzione dell'ente prevedono, per una determinata tipologia di controversie, un'alternativa tra patrocinio dell'Avvocatura dello Stato e difesa da parte di avvocati del libero foro, la scelta del difensore esterno non richiede una specifica delibera motivata né ulteriori formalità processuali, essendo sufficiente il conferimento della procura.
  • L'assenza di una riserva esclusiva dell'Avvocatura dello Stato per il tipo di lite esclude che la costituzione dell'ente a mezzo di avvocato del libero foro sia inammissibile per difetto di rappresentanza.
  • Le convenzioni tra ente e Avvocatura, quando pubbliche e conoscibili, operano come parametro di individuazione dell'ambito in cui il patrocinio erariale è obbligatorio o solo facoltativo.
  • La norma di interpretazione autentica del 2019 chiarisce che la delibera prevista dall'art. 43, quarto comma, r.d. n. 1611/1933 serve solo quando l'ente, in un caso riservato convenzionalmente all'Avvocatura, intenda comunque non avvalersene; non opera invece nei casi in cui l'Avvocatura non sia disponibile ad assumere il patrocinio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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