Cassazione Penale, Sentenza n. 2469/2022 del 20/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge relativa all'erroneo calcolo della pena nel giudizio di patteggiamento: il ricorrente deduceva che la circostanza attenuante del vizio parziale di mente era stata applicata solo alla pena base del reato di furto aggravato (reato ritenuto come base della continuazione) e non anche ai reati satellite. Secondo il ricorrente la riduzione dovuta alla diminuente soggettiva avrebbe dovuto essere valutata per ciascun reato componente la continuazione o dopo il calcolo complessivo della pena per la continuazione, richiamando giurisprudenza di questa Corte.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto in primo luogo che, in linea di principio, la diminuente del vizio parziale di mente, essendo una circostanza soggettiva inerente alla persona, dovrebbe essere considerata ai fini del calcolo per ciascun reato componente la continuazione. Tuttavia, nel caso concreto il giudice del patteggiamento non aveva indicato espressamente alcuna esclusione dell'applicazione dell'attenuante ai reati satellite; pertanto, per il principio del favor rei e per la natura personale della circostanza, la diminuzione deve intendersi applicata a tutte le imputazioni continuate. Inoltre la Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulla determinazione della pena nel patteggiamento: gli errori nei passaggi di calcolo non sono sindacabili se non determinano una pena illegale. Poiché il risultato finale della pena concordata (un anno di reclusione ed euro 140 di multa) non risultava illegale e l'attenuante è stata, in concreto, ritenuta estesa ai reati satellite, il ricorso è infondato e la sentenza impugnata è confermata.
Norme richiamate
art. 89 cod. pen.
vizio parziale di mente (circostanza attenuante)
La diminuente attinente all'imputabilità è qualificata come circostanza soggettiva inerente alla persona e, quindi, va considerata ai fini del calcolo della pena per ciascun reato componente la continuazione, salvo espressa indicazione contraria del giudice.
art. 81 cod. pen.
Nel reato continuato la perdita di autonomia sanzionatoria dei reati satellite non esclude la necessità di valutare la gravità dei singoli episodi ai fini della determinazione degli aumenti; la diminuzione soggettiva va computata nel calcolo degli aumenti per ciascun reato.
art. 62-bis cod. pen.
Le attenuanti che riguardano la persona possono, in linea di principio, estendersi a tutti i reati in continuazione se basate su elementi soggettivi inerenti all'imputato; se il giudice non specifica, si presume l'applicazione a tutti i reati.
art. 133 cod. pen.
parametri per la determinazione della pena
Il giudice valuta attenuanti e aggravanti secondo parametri 'oggettivi' e 'soggettivi'; se l'attenuante si fonda su elementi soggettivi inerenti all'imputato, rileva per i reati in continuazione.
art. 444 cod. proc. pen.
Nel patteggiamento l'accordo si forma sul risultato finale della pena; pertanto, errori nei passaggi di calcolo non sono sindacabili in cassazione se non producono una pena illegale.
art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.
sindacato di legittimità sulle sentenze di patteggiamento
Limita il sindacato in cassazione alle ipotesi di pena illegale; la Corte richiama i confini di tale sindacato alla luce della giurisprudenza di legittimità.
art. 625 cod. pen., comma primo, n. 7
aggravante contestata (lesioni ad pubblico ufficiale)
Contestata come aggravante nel caso concreto e presa in considerazione nel calcolo complessivo del trattamento sanzionatorio.
art. 23 cod. pen.
Richiamato come esempio di ipotesi in cui la pena può essere considerata illegale (pena inferiore al minimo edittale) nel contesto della giurisprudenza sul patteggiamento.
art. 25 Cost.
principio di irretroattività della legge penale più sfavorevole
Richiamato nella giurisprudenza delle Sezioni Unite come limite alla legittimità della pena applicata nel patteggiamento quando la commisurazione si fonda su parametri incostituzionali.
Massime di principio
- La diminuente soggettiva (es. vizio parziale di mente) è, in linea di principio, applicabile a tutti i reati componenti la continuazione, salvo che il giudice indichi espressamente di limitarne l'applicazione ad alcune imputazioni.
- Se il giudice nel patteggiamento non specifica a quali imputazioni è riferita un'attenuante soggettiva, per il principio del favor rei e per la natura personale della circostanza, va ritenuta estesa a tutti i reati in continuazione.
- Nel patteggiamento la Corte di cassazione sindaca solo la 'pena illegale': errori nei calcoli intermedi non giustificano l'annullamento se il risultato finale rientra nei limiti legali.
- Per evitare contestazioni successive, è opportuno che la parte difensiva richieda al giudice, nel verbale di patteggiamento o nella motivazione, l'esplicita indicazione delle imputazioni cui si riferiscono attenuanti o aggravanti e la specificazione del calcolo della pena.
- Il pubblico ministero può impugnare in cassazione quando la pena sia effettivamente illegale (per specie o quantità), mentre gli errori puri di calcolo che non alterano la legalità della pena risultano inammissibili.
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