Sentenza del 08/12/2016 n. 933 - Corte di Giustizia UE
Rinvio pregiudiziale - IVA - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 56 - Luogo della prestazione di servizi - Nozione di "altri diritti analoghi" - Istituzione e conservazione del registro delle quote di emissioni - Trasferimento di quote di emissioni di gas a effetto serra.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La questione riguardava il luogo di imposizione IVA dei trasferimenti di quote di emissione di gas a effetto serra. Occorreva stabilire se tali quote rientrassero nella nozione di "altri diritti analoghi" prevista dall'articolo 56, paragrafo 1, lettera a), della direttiva IVA. La qualificazione era decisiva per determinare se l'IVA dovesse essere applicata nello Stato del prestatore tedesco oppure nello Stato in cui era stabilito il destinatario lussemburghese. Il procedimento nazionale traeva origine da un complesso meccanismo fraudolento di compravendita di quote e indebite detrazioni d'imposta, rispetto al quale A e B sostenevano, in sostanza, la rilevanza dell'errata applicazione territoriale dell'IVA.
La decisione
La Corte di giustizia ha dichiarato che le quote di emissione definite dalla direttiva 2003/87 costituiscono "altri diritti analoghi" ai sensi dell'articolo 56, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2006/112. Il trasferimento di tali quote rientrava quindi nella regola speciale sul luogo delle prestazioni di servizi, con collegamento al luogo in cui il destinatario aveva stabilito la propria attività economica o disponeva della relativa stabile organizzazione. La Corte non ha deciso direttamente la responsabilità penale di A e B né le spese del procedimento nazionale, demandando tali valutazioni al giudice tedesco del rinvio.
Norme richiamate
Articolo 56, paragrafo 1, lettera a), direttiva 2006/112/CE
«cessioni e concessioni di diritti d'autore, brevetti, diritti di licenza, marchi di fabbrica e di commercio e altri diritti analoghi»
La nozione di "altri diritti analoghi" comprende le quote di emissione di gas a effetto serra, poiché sono diritti immateriali, esclusivi, trasferibili e soggetti a registrazione. La disposizione non deve essere interpretata restrittivamente come mera eccezione alla regola generale.
Articolo 3, lettera a), direttiva 2003/87/CE
«diritto di emettere una tonnellata di biossido di carbonio equivalente per un periodo determinato, valido unicamente per rispettare le disposizioni della presente direttiva e cedibile conformemente alla medesima»
La quota di emissione è un diritto trasferibile e utilizzabile nell'ambito di un'attività economica; tali caratteristiche la rendono assimilabile ai diritti espressamente elencati nell'articolo 56 della direttiva IVA.
Articolo 19, direttiva 2003/87/CE
«Gli Stati membri provvedono ad istituire e conservare un registro per assicurare l'accurata contabilizzazione precisa delle quote di emissioni rilasciate, possedute, cedute e cancellate»
La registrazione obbligatoria consente di identificare con elevata certezza l'acquirente, il luogo del suo stabilimento e il Paese di destinazione del trasferimento, sostenendo il collegamento impositivo al luogo del destinatario.
Articolo 43, direttiva 2006/112/CE
«Il luogo di una prestazione di servizi è il luogo in cui il prestatore ha stabilito la sede della propria attività economica»
È la regola generale, applicabile quando la prestazione non rientra in una delle fattispecie speciali previste dagli articoli successivi. La Corte ha chiarito che l'articolo 56 non è subordinato né deve essere interpretato necessariamente in senso restrittivo rispetto all'articolo 43.
Articolo 199 bis, direttiva 2006/112/CE
Gli Stati membri possono stabilire che il soggetto tenuto al pagamento dell'IVA sia il soggetto passivo nei cui confronti sono effettuati i trasferimenti di quote di emissioni
La successiva previsione del meccanismo facoltativo di inversione contabile conferma l'esigenza di contrastare le frodi IVA nel settore dei trasferimenti di quote, senza costituire il fondamento principale della qualificazione come diritti analoghi.
Massime di principio
- Quando un bene o una posizione giuridica immateriale è esclusivo, trasferibile, registrato e sfruttabile economicamente, può rientrare in una categoria IVA analoga anche se non appartiene formalmente al settore della proprietà intellettuale.
- Per individuare il luogo IVA di servizi relativi a diritti o autorizzazioni trasferibili, occorre verificare prima l'applicabilità delle regole speciali e non fermarsi automaticamente alla regola generale del luogo del prestatore.
- La finalità di evitare doppie imposizioni o mancata imposizione e di tassare il servizio nel luogo della sua effettiva fruizione è rilevante nell'interpretazione delle norme sul luogo delle prestazioni.
- Registri pubblici o sistemi obbligatori di contabilizzazione possono costituire elementi decisivi per determinare con certezza il destinatario e il luogo di stabilimento rilevante ai fini IVA.
- Nel settore delle quote di emissione, la qualificazione come diritto analogo comporta, per le operazioni transfrontaliere interessate dalla disciplina applicabile ratione temporis, il collegamento al luogo del destinatario; resta comunque necessario verificare la normativa vigente nel periodo considerato e l'eventuale applicazione dell'inversione contabile.
- Una pronuncia pregiudiziale interpreta il diritto dell'Unione ma non decide automaticamente la responsabilità penale o fiscale nel procedimento nazionale: tali conseguenze devono essere accertate dal giudice del rinvio sulla base dei fatti e della normativa interna.
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