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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30059/2023 del 30/10/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Le lavoratrici avevano agito davanti al giudice del lavoro chiedendo di accertare l'illegittimità dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con l'azienda sanitaria, con conseguente conversione del rapporto a tempo indeterminato sin dal primo contratto, oltre al pagamento delle differenze retributive e al risarcimento del danno. Il tribunale aveva rigettato tutte le domande; in appello la Corte territoriale aveva accolto solo in parte le domande di alcune appellanti, dichiarando l'illegittimità dei termini apposti ai contratti e condannando l'ente al pagamento di un'indennità omnicomprensiva ai sensi dell'art. 32, comma 5, l. n. 183 del 2010, ma aveva rigettato la conversione del rapporto a tempo indeterminato. Avverso tale decisione le lavoratrici proponevano ricorso per cassazione con quattro motivi, ma prima della decisione i difensori di entrambe le parti chiedevano congiuntamente la declaratoria di cessazione della materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e la compensazione delle spese.

La decisione

La Corte ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, che determina l'inammissibilità sopravvenuta dell'impugnazione. Ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e ha compensato le spese del giudizio di legittimità in considerazione della richiesta concorde delle parti. Ha inoltre escluso l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002, ritenendo che tale previsione sanzionatoria non si applichi all'inammissibilità derivante da sopravvenuta carenza di interesse, ma solo alle impugnazioni dilatorie o pretestuose.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 5, L. n. 183 del 2010

    norma richiamata dalla Corte d'appello per liquidare un'indennità omnicomprensiva a titolo di risarcimento del danno in luogo della conversione del rapporto

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    la sanzione dell'ulteriore contributo unificato non si applica quando l'inammissibilità del ricorso è sopravvenuta per carenza di interesse, poiché la disposizione ha funzione di scoraggiare solo impugnazioni dilatorie o pretestuose e va interpretata restrittivamente

  • art. 1, comma 17, L. n. 228 del 2012

    norma che ha introdotto il comma 1-quater dell'art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso determina l'inammissibilità sopravvenuta dell'impugnazione.
  • La declaratoria di cessazione della materia del contendere, quando dipende da un accordo o da un venir meno dell'interesse ad agire in sede di legittimità, impedisce la decisione sul merito del ricorso.
  • La previsione dell'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002 ha natura sanzionatoria e di stretta interpretazione, sicché non si applica all'inammissibilità non originaria ma derivante da sopravvenuta carenza di interesse.
  • Quando le parti concordemente chiedono la compensazione delle spese in ragione della sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può disporre la compensazione delle spese del giudizio di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioniSpese di lite
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiPrescrizioneNullità

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