Cassazione Penale, Sentenza n. 37646/2024 del 14/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorsi avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Caltanissetta che aveva disposto il sequestro preventivo (diretto e per equivalente) fino a concorrenza di 108.544,53 euro collegato al capo 17 (indebita compensazione) nei confronti della Sardo s.r.I. e, in via subordinata, di altre persone fisiche e società. Le difese contestavano: (i) la riqualificazione del fatto dalla truffa aggravata all'indebita compensazione; (ii) la competenza territoriale (luogo di presentazione degli F24 vs luogo di accertamento); (iii) il divieto di bis in idem rispetto a procedimento pendente a Torino; (iv) il calcolo del profitto e l'ammontare del sequestro (sostenevano che il vantaggio fosse inferiore); (v) l'assenza del periculum in mora e della necessaria motivazione per anticipare la confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha pronunciato decisione mista. Ha accolto i primi motivi di Burlò e Russo (annullamento con rinvio del provvedimento di sequestro nei loro confronti) perché il Tribunale del Riesame non ha chiarito compiutamente le coordinate spazio-temporali (date e luoghi di presentazione degli F24) e la modalità di calcolo della soglia di punibilità prevista dall'art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000; ha quindi disposto il rinvio al Tribunale del Riesame per un nuovo esame su questi punti. Invece i ricorsi di Graziella Maria Sardo e della Sardo s.r.l. sono stati rigettati: la Cassazione ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale del Riesame in ordine al fumus commissi delicti, alla competenza territoriale (in mancanza di individuazione dell'ultima utilizzazione del credito, il luogo di accertamento è stato ritenuto idoneo) e all'individuazione del profitto (sequestro confermato per 108.544,53 euro) nonché del periculum in mora; le ricorrenti sono state condannate alle spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000
La soglia di rilevanza penale (£50.000 annui) va riferita all'ammontare dei crediti inesistenti o non spettanti effettivamente utilizzati in compensazione (somma algebrica degli importi dei crediti indebitamente portati in compensazione); rilevano anche i debiti contributivi omessi.
art. 29 d.lgs. n. 276/2003
Responsabilità solidale del committente per contributi e retribuzioni in appalto: elemento richiamato per collegare la condotta del committente al meccanismo delle compensazioni indebite e giustificare il ruolo attivo del beneficiario.
art. 17 d.lgs. n. 241/1997
Disciplina le modalità operative delle compensazioni tramite F24; utile per identificare il momento/luogo dell'ultima utilizzazione del credito ai fini della competenza territoriale per il reato di indebita compensazione.
art. 321, comma 2, c.p.p.
Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario motivare specificamente le ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio (onere di motivazione sul periculum in mora).
art. 325 c.p.p.
Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso per violazione di legge; la sindacabilità in Cassazione è quindi limitata a profili di illegittimità di diritto e vizi radicali della motivazione.
art. 310 e art. 322-bis c.p.p.
Richiamati in relazione alle censure sulla correttezza della riqualificazione del reato e sulla procedura cautelare; la Corte segnala che la riqualificazione è legittima ma non può fondarsi su elementi di fatto nuovi e non contestati dal P.M.
art. 616 c.p.p.
Norma richiamata per l'imposizione delle spese processuali alle ricorrenti le cui impugnazioni sono state rigettate.
Principio del ne bis in idem e giurisprudenza (Sez. Un. n. 34655/2005 e altre)
Il divieto del ne bis in idem non si applica automaticamente ai procedimenti pendenti innanzi a giudici diversi; in caso di procedimenti duplicati in sedi distinte deve essere attivato il rimedio dei conflitti di competenza e non l'eccezione generica di bis in idem.
Massime di principio
- La riqualificazione del fatto operata in sede cautelare è possibile, ma il giudice del riesame non può fondare la decisione su ricostruzioni di fatto autonome rispetto all'iniziativa del P.M.; se la nuova qualificazione richiede elementi spazio-temporali (es. date/luoghi di presentazione F24) questi devono essere chiaramente indicati oppure il provvedimento può essere annullato e rinviato.
- Per il reato di indebita compensazione (art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000) la soglia di punibilità si calcola sulla somma dei crediti inesistenti effettivamente utilizzati in compensazione; a fini di valutazione cautelare vanno chiariti gli importi e la loro natura (crediti inesistenti vs imposte non versate).
- Il divieto di ne bis in idem non impedisce automaticamente procedimenti paralleli in sedi diverse: chi intende opporre la duplicazione deve proporre i rimedi previsti per i conflitti di competenza, non l'eccezione generica di bis in idem quando i processi sono pendenti in distinte giurisdizioni.
- La competenza territoriale per l'indebita compensazione si individua nel luogo dell'ultima utilizzazione del credito tramite F24 o, se non individuabile, nel luogo dell'accertamento; i giudici cautelari possono quindi fare riferimento al luogo dove sono state svolte le indagini.
- In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, il profitto del reato di indebita compensazione può corrispondere all'importo dell'imposta evasa/superiore risparmio di spesa; le difese devono proporre computi specifici per contestare l'ammontare oggetto di cautela.
- Il sindacato della Cassazione sugli ordini di sequestro è limitato a vizi di diritto o a vizi motivazionali radicali: questioni di merito o apparente illogicità della motivazione, ove non configurabili come violazioni di legge, difficilmente ottengono accoglimento in questa sede.
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