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Sentenza

Sentenza n. 9448/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento di diniego del visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato emesso in data 29/09/2025 dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi.

Giustizia amministrativa202515342

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR, decidendo in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha dichiarato la cessazione della materia del contendere perché, nelle more del giudizio, il visto d’ingresso è stato rilasciato. Le spese sono state poste a carico del MAECI secondo il criterio della soccombenza virtuale, con liquidazione di € 1.000,00 oltre accessori di legge e rimborso dell’importo del contributo unificato.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, emesso dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 29 settembre 2025 con cui l’Ambasciata d’Italia a New Delhi gli aveva negato il visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato. Il testo non espone specifici vizi di legittimità dedotti contro il diniego. Nel corso del giudizio l’Amministrazione si è costituita resistendo al ricorso; prima della decisione è tuttavia intervenuto il rilascio del visto.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    La disposizione ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere consegue al sopravvenuto rilascio del visto, che ha eliminato l’utilità concreta della decisione sull’impugnazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa, insieme al GDPR, per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di impugnazione di un diniego di visto d’ingresso, l’amministrazione rilascia il visto richiesto, viene meno l’utilità concreta della decisione sull’atto originariamente impugnato e il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal sopravvenuto rilascio del titolo richiesto, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe verosimilmente prevalso sulla domanda originaria.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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