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Sentenza

Sentenza del 22/09/2022 n. 2831 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria

IMU/ICI - Valore venale - Determinazione - Delibera di G.C. - Ex post - Legittimità - Condizioni

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di cinque avvisi di accertamento IMU/ICI per gli anni 2011-2015 relativi al valore attribuito a un'area; la ricorrente contestava che il terreno fosse lontano dai servizi, accessibile solo tramite una strada pedonale, parzialmente o totalmente inedificabile per motivi morfologici e per vicinanza di un fronte finestrato, denunciando altresì vizio di motivazione e applicazione errata delle sanzioni.

La decisione

L'appello è stato accolto. Il giudice d'appello ha ritenuto congruo il valore indicato nella relazione estimativa prodotta dal Comune e allegata alla Deliberazione di Giunta Municipale n. 7 del 12/01/2021, che quantifica valori molto inferiori a quelli dell'avviso impugnato (zona 'Pellegrina': € 175 per zona B e € 90 per zona E). Sulla base di tale documentazione il ricorso è stato accolto e l'atto di accertamento annullato; le spese dei due gradi di giudizio sono state compensate integralmente.

Norme richiamate

  • Deliberazione di Giunta Comunale n. 7 del 12/01/2021 (relazione estimativa)

    La relazione estimativa allegata alla delibera comunale, pur successiva all'avviso e all'introduzione del giudizio, può essere presa in considerazione per parametrizzare il valore venale delle aree ai fini IMU/ICI se fornisce stime di valore congrue e riferite alla specifica zona catastale; valori zonali inferiori possono giustificare l'annullamento dell'accertamento.

  • Avviso di accertamento IMU/ICI

    L'avviso di accertamento contiene la determinazione del valore su cui l'ente fonda il prelievo; tuttavia tale determinazione può essere disconfermata in giudizio se emergono elementi probatori, anche prodotti dall'amministrazione stessa (es. relazione estimativa successiva), che dimostrino valori diversi e più congrui.

Massime di principio

  • Una relazione estimativa comunale allegata a una deliberazione, anche se adottata dopo l'emissione dell'avviso e dopo l'inizio del giudizio, può essere valutata dal giudice e ritenuta prova congrua del valore venale se è specifica per la zona e indica valori più bassi e coerenti.
  • Le circostanze di fatto non contestate (es. accessibilità limitata, distanza dai servizi, vincoli morfologici o di edificabilità) vengono considerate ammesse e rafforzano la prova del contribuente sul minor valore dell'area.
  • Il giudice può parametrizzare il valore dell'immobile sulla base di elementi tecnico-amministrativi idonei anche se prodotti dall'ente resistente; in tal caso l'esito del giudizio può favorire il contribuente.
  • Quando l'accoglimento dell'appello deriva da documentazione prodotta dall'ente stesso e da atti successivi, è possibile la compensazione integrale delle spese tra le parti.

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