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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34194/2025 del 20/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza del G.u.p. di Bergamo del 26/09/2024, per omissione della statuizione obbligatoria della confisca del profitto del reato (dichiarazione fraudolenta ai fini IRPEF e IVA per l'anno 2014), norma prevista dall'art. 12-bis del d.lgs. n. 74/2000 (ora art. 87 d.P.R. n. 87/2024). Il Procuratore Generale denunciava violazione di legge per l'omessa confisca diretta o per equivalente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato parzialmente la sentenza impugnata limitatamente al punto dell'omessa confisca e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio sul punto al G.u.p. del Tribunale di Bergamo in diversa persona fisica (decisione inappellabile). La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, in presenza di condanna per reato tributario e omessa confisca, occorre verificare mediante attività istruttorie la possibilità di procedere prioritariamente alla confisca diretta del profitto e, solo se ciò sia impossibile, alla confisca per equivalente.

Norme richiamate

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000 (ora art. 87 d.P.R. n. 87 del 2024)

    La norma impone la confisca obbligatoria del profitto del reato tributario; la Corte interpreta che, in caso di condanna, il giudice deve pronunciarsi sulla confisca e, se omessa, la sentenza è annullabile con rinvio per accertamenti istruttori volti a verificare la possibilità di confisca diretta e, solo in mancanza di questa, di confisca per equivalente.

  • art. 87 d.P.R. n. 87 del 2024

    ora art. 87 d.P.R. n. 87 del 2024

    Riformulazione/riposizionamento normativo dell'obbligo di confisca del profitto previsto dall'art. 12-bis: mantiene l'obbligatorietà della confisca e il criterio della prioritaria applicazione della confisca diretta rispetto a quella per equivalente.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 3165 del 22/11/2019 (Tortorici)

    Sez. 3, n. 3165 del 22/11/2019, dep. 2020, Tortorici, Rv. 278637 - 02

    Principio di diritto richiamato: la condanna per reato tributario che ometta la confisca del profitto va annullata parzialmente con rinvio per permettere gli accertamenti necessari a stabilire se procedere alla confisca diretta e, in subordine, a quella per equivalente.

Massime di principio

  • In caso di condanna per reati tributari, il giudice deve sempre pronunciarsi sulla confisca del profitto: si tratta di una statuizione obbligatoria la cui omissione può essere impugnata dalla pubblica accusa.
  • Se la confisca è stata omessa, la Corte di Cassazione annulla parzialmente e rinvia per consentire attività istruttorie necessarie a verificare la possibilità di confisca diretta; solo se questa è impossibile si procede alla confisca per equivalente.
  • Il giudizio da rinviare sarà affrontato dal G.u.p. in diversa persona fisica quando la Cassazione ordina il rinvio per nuovo esame del punto omesso; la decisione sulla confisca pronunciata in esito al rinvio può essere inappellabile come nel caso descritto.
  • Anche se la condanna è intervenuta con il rito abbreviato, l'obbligo di decidere sulla confisca permane: il rito alternativo non esime il giudice dall'adottare le misure obbligatorie previste dalla legge penale.
  • Per la difesa e per l'accusa, nelle fasi successive a una condanna priva di statuizione sulla confisca è fondamentale predisporre e richiedere gli accertamenti probatori necessari (per esempio individuazione e collegamento dei beni al profitto) per consentire al giudice di disporre la confisca diretta o per equivalente.

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