Cassazione Penale, Sentenza n. 00543/2026 del 08/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore della Repubblica ha proposto ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio (4/9/2025) dei dispositivi informatici in uso a Raffaele Guarino e Alessandro Di Domenico, indagati per reati di corruzione. Il Tribunale del riesame aveva ritenuto carente la motivazione del decreto sotto due profili principali: (i) mancata adeguata determinazione e motivazione della perimetrazione temporale dei dati da acquisire (il vincolo era stato esteso all'intero mandato del sindaco Coppola); (ii) assenza di un termine o di una chiara scansione temporale per l'estrazione e l'analisi dei dati, con conseguente violazione del principio di proporzionalità e pregiudizio per i diritti della difesa. Il Pubblico Ministero ha censurato l'ordinanza denunciando violazione di legge e motivazione meramente apparente, richiamando la complessità delle imputazioni, l'elevato numero di dispositivi e i richiami ai precedenti decreti.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso nei limiti precisati. Sul primo profilo (perimetrazione temporale) ha ritenuto che il Tribunale del riesame aveva solo apparentemente censurato l'assenza di motivazione: il decreto impugnato richiamava espressamente precedenti decreti nei quali il Pubblico Ministero aveva motivato la scelta di estendere la perimetrazione all'intero mandato del sindaco, sicché la motivazione era presente per relationem. Pertanto la censura del Tribunale su questo punto non regge. Sul secondo profilo (termine per estrazione/analisi) la Corte ha ricordato che il principio di proporzionalità impone che il vincolo reale sia temporalmente proporzionato e che il decreto indichi una durata "ragionevole" o una scansione prevedibile delle operazioni; tuttavia non è richiesto l'indicazione di un termine cronometricamente preciso se obiettivamente non prevedibile al momento dell'adozione. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che il Pubblico Ministero avesse delineato una stringente e specifica scansione delle fasi operative e non fosse stata lesiva del diritto di difesa. Conclusivamente il ricorso del Procuratore è stato accolto e l'ordinanza del Tribunale di Napoli è stata censurata nella parte in cui aveva annullato il sequestro per i motivi indicati; il sequestro è stato ritenuto compatibile con i canoni di proporzionalità, fermo restando il diritto dei titolari di proporre istanze di restituzione o impugnazioni in caso di protrazione ingiustificata del vincolo.
Norme richiamate
art. 275 cod. proc. pen.
Richiamato come fonte dell'obbligo di valutare proporzionalità, adeguatezza e gradualità delle misure cautelari (principio applicabile anche alle cautele reali)
art. 253 cod. proc. pen.
Richiesto come riferimento alla motivazione del decreto di sequestro probatorio: il decreto deve dare conto della finalità probatoria e della proporzionalità della misura
art. 42 Cost.
Tutela del diritto di proprietà; richiede bilanciamento tra interesse pubblico all'accertamento e sacrificio del diritto della persona
Primo Protocollo addizionale alla CEDU, art. 1
Richiama l'obbligo di equilibrio e proporzionalità per le misure che incidono sul diritto di proprietà
Carta dei diritti fondamentali dell'UE
Richiami al principio di proporzionalità e alla necessità che le ingerenze nei diritti fondamentali siano adeguatamente motivate e bilanciate
Sentenza Sez. U. n. 5876/2004 (Bevilacqua)
Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004, Bevilacqua, Rv. 226711 - 01
Stabilisce che anche per il corpo del reato il decreto di sequestro a fini probatori deve contenere idonea motivazione delle ragioni probatorie e della proporzionalità temporale/durata
Sentenza Sez. U. n. 36072/2018 (Botticelli)
Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli, Rv. 273548 - 01
Ribadisce l'obbligo motivazionale e il principio di proporzionalità anche per i sequestri probatori; richiede valutazione preventiva di adeguatezza e gradualità
Giurisprudenza più recente sulla materia (Donadini, Corsaro, Pessotto, Bozzano, ecc.)
Sez. 6, n. 17677 del 29/01/2025 Donadini; Sez. 6, n. 17312 del 15/02/2024 Corsaro; Sez. 6, n. 6623 del 09/12/2020 Pessotto; Sez. 6, n. 1286 del 20/11/2024 Bozzano
Precisano che nel sequestro di dispositivi elettronici occorre indicare le ragioni per un sequestro esteso o, alternativamente, le specifiche informazioni ricercate, i criteri di selezione, la giustificazione della perimetrazione temporale e i tempi ragionevoli di selezione e restituzione
Giurisprudenza CEDU
es. Stefanov c. Bulgaria, Corte EDU 22/08/2008; Reznik c. Ucraina, 23/01/2025; Grande Oriente d'Italia c. Italia, 19/12/2024
La Corte EDU richiede che l'accesso massiccio e indiscriminato ai dati sia proporzionato; la durata sproporzionata o l'assenza di rimedi efficaci può integrare violazione dell'art. 8 CEDU
Massime di principio
- Il pubblico ministero che ordina il sequestro probatorio di dispositivi informatici deve motivare la scelta tra un sequestro omnicomprensivo e una selezione mirata, indicando i criteri di selezione dei dati richiesti
- La perimetrazione temporale dei dati può essere più ampia dell'imputazione provvisoria, ma se è "sensibilmente difforme" deve essere specificamente giustificata nel decreto
- Non è obbligatorio fissare un termine cronometrico preciso per l'estrazione e l'analisi dei dati, ma il decreto deve prevedere una durata "ragionevole" o una chiara scansione operativa; è ammessa la proroga motivata
- Il richiamo per relationem a precedenti decreti è ammesso: la motivazione può essere efficace se risulta chiaramente dalle fonti richiamate e consente di valutare la proporzionalità
- La misura non può essere esplorativa o indiscriminata: il sequestro totale di archivi o memorie senza criteri selettivi espliciti è illegittimo; la difesa può chiedere la restituzione o impugnare la protrazione eccessiva del vincolo
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