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Sentenza

Sentenza n. 34/2026 - Lecce, Sezione 1

per l’accertamento e la declaratoria dell’illegittimità dell’inerzia serbata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza a fronte dell’istanza per il rilascio del provvedimento di VIA ex art. 23 e ss. del d.lgs. n. 152/2006 (di seguito “TUA”), presentata dalla Società relativamente al “Progetto per un impianto agrivoltaico della potenza di 78,72 MW e relative opere di connessione alla RTN ricadenti nei comuni di San Pancrazio Salentino (BR) e Torre Santa Susanna (BR)” (ID 8324); dell’illegittimità dell’inerzia serbata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza a fronte della richiesta di rilascio del provvedimento di VIA del 17 febbraio 2025; nonché per l’accertamento della formazione del silenzio assenso quanto all’atto di assenso di competenza del Ministero della Cultura ai sensi del combinato disposto degli artt. 25, comma 2-bis, del TUA, e dell’art. 17-bis della l. n. 241/1990; e per la condanna del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a rilasciare il provvedimento di VIA ex art. 25 del TUA.

Giustizia amministrativa202500351

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: inerzia ministeriale sulla richiesta di rilascio del provvedimento di VIA relativo a un impianto agrivoltaico e opere di connessione alla rete elettrica nazionale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto ricorso per accertare l'illegittimità dell'inerzia del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica rispetto all'istanza di VIA presentata ai sensi degli artt. 23 e seguenti del d.lgs. n. 152/2006, nonché rispetto alla richiesta di rilascio del provvedimento di VIA del 17 febbraio 2025. Ha inoltre chiesto l'accertamento della formazione del silenzio-assenso sull'atto di competenza del Ministero della Cultura, ai sensi dell'art. 25, comma 2-bis, del d.lgs. n. 152/2006 e dell'art. 17-bis della l. n. 241/1990, e la condanna del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica al rilascio del provvedimento di VIA. Nel corso del giudizio, con atto del 25 novembre 2025, la ricorrente ha dichiarato che la propria pretesa era stata soddisfatta, chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere o, in subordine, dell'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto che, secondo quanto riferito dalla ricorrente, la pretesa azionata era stata soddisfatta nel corso del giudizio. Non è stata quindi esaminata nel merito la dedotta illegittimità dell'inerzia, né la questione relativa alla formazione del silenzio-assenso o la domanda di condanna al rilascio della VIA. Il Collegio ha ritenuto che la natura formale della decisione giustificasse la compensazione delle spese di lite.

Norme richiamate

  • artt. 23 e ss. d.lgs. 152/2006

    Disciplinano il procedimento di valutazione di impatto ambientale cui si riferiva l'istanza della società; il TAR non ne ha esaminato l'applicazione nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 25, comma 2-bis, d.lgs. 152/2006

    Richiamato dalla ricorrente quale base normativa per l'accertamento del silenzio-assenso sull'atto di competenza del Ministero della Cultura; la questione non è stata decisa nel merito.

  • art. 17-bis l. 241/1990

    Richiamato dalla ricorrente in combinato disposto con l'art. 25, comma 2-bis, d.lgs. 152/2006, per sostenere la formazione del silenzio-assenso; il TAR non ha esaminato la questione per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio promosso contro l'inerzia della pubblica amministrazione, la pretesa sostanziale del ricorrente risulta soddisfatta, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame delle censure di merito e delle domande consequenziali.
  • La soddisfazione della pretesa dichiarata dalla parte ricorrente può giustificare una decisione meramente processuale e la compensazione delle spese di lite quando la natura formale della pronuncia lo renda opportuno.

Come è indicizzato

MaterieVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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