Cassazione Penale, Sentenza n. 6964/2023 del 17/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Micillo è stato imputato di concorso in tentata rapina (artt. 56 e 628 cod. pen.). È contestato di aver messo a disposizione il proprio box come punto di partenza per scavare un tunnel destinato a raggiungere un tombino nei pressi della filiale Unicredit Banco di Roma di via Aniello Palumbo a Giugliano, dove si sarebbe dovuta consumare la rapina. L'allarme dell'istituto ha interrotto l'azione, rimanendo il fatto allo stadio del tentativo. In primo grado, con rito abbreviato, il giudice ha ritenuto non credibile la versione alternativa del ricorrente (che negava consapevolezza dell'uso del box) e lo ha condannato; la Corte d'Appello ha confermato la condanna ritenendo gli atti e le intercettazioni idonei a dimostrare la consapevolezza e il contributo del ricorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure difensive relative alla insufficienza e alla valutazione delle prove e al vizio di motivazione: i giudici di merito avevano fornito motivazioni coerenti e integrate fra loro, richiamando la lunga durata dei lavori di scavo, i riferimenti nelle conversazioni intercettate al ricorrente, il fatto che questi non abbia impedito la prosecuzione dei lavori (anche quando il box si era allagato), e la corrispondenza degli atti con l'informativa di polizia giudiziaria. Perciò la condotta fu ritenuta funzionale alla commissione della rapina e idonea a rafforzarne il proposito criminoso. Conseguentemente il ricorrente è stato dichiarato inammissibile al ricorso e condannato alle spese processuali e al versamento in favore della cassa delle ammende di euro 3.000.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Norma sul tentativo: il reato è rimasto allo stadio del tentativo. La Corte ha ritenuto che gli atti concretamente posti in essere fossero idonei e univoci per configurare il tentativo di rapina.
art. 628 cod. pen.
Norma sulla rapina: il fatto era contestato come rapina aggravata, e la Corte ha valorizzato gli elementi che collegano la disponibilità del box alla realizzazione del reato predatorio.
art. 606 lett. e) cod. proc. pen.
Norma che individua come motivo di ricorso in Cassazione il vizio di motivazione. La Corte ha definito le censure ricondotte a materiale riesame dei fatti e, dunque, non ammissibili laddove non attengano a profili di illogicità, incongruenza o incompletezza della motivazione.
art. 616 c.p.p.
Norma che consente la condanna alle spese e l'irrogazione di una somma a favore della cassa delle ammende per ricorso manifestamente infondato o per colpa nella determinazione dell'inammissibilità: applicata per imporre il versamento di Euro 3.000.
Massime di principio
- La messa a disposizione di un luogo (es. box/garage) può integrare concorso in reato se provata la consapevolezza e la finalità agevolativa nei confronti degli autori materiali.
- Il tentativo di rapina è configurato quando gli atti compiuti sono univocamente diretti alla consumazione del reato (es. scavo del tunnel verso il luogo della rapina, strumenti e organizzazione), anche se interrotti dall'allarme o dall'intervento degli organi di polizia.
- Intercettazioni e comportamenti successivi (per esempio non impedire la prosecuzione dell'attività criminale, mettere a disposizione locali) sono elementi rilevanti per dimostrare la consapevolezza e il contributo al reato.
- La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione di fatto: può censurare la motivazione solo se è illogica, contraddittoria o manifestamente insufficiente; non accoglie una semplice diversa interpretazione degli stessi elementi.
- Per impugnare con successo decisioni di merito occorre far emergere vizi formali o logicità assente nella motivazione, oppure errori di diritto; la mera proposta di una ricostruzione alternativa dei fatti è generalmente insufficiente.
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