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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11974/2025 del 26/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria del 18/04/2024 che aveva confermato la condanna di Tripodi Orazio per il delitto di estorsione (artt. 81, 629 c.p.) e la condanna in solido della Cooperativa Risciò S.r.l. a rifondere le spese civili. I ricorrenti deducevano: 1) violazione di legge per omessa declaratoria di estinzione del reato per prescrizione (art. 157 c.p.), con richiesta di accertamento della prescrizione rispetto alle singole date contestate; 2) vizio di motivazione e travisamento della prova in ordine alla sussistenza degli elementi dell'estorsione (mancanza di minaccia idonea, di dolo specifico e di fine di profitto); 3) mancata riqualificazione degli atti come falsità in foglio firmato in bianco, truffa o violenza privata; 4) omessa concessione dell'attenuante speciale per il fatto di lieve entità alla luce della giurisprudenza costituzionale sopravvenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la parte della sentenza relativa alle condotte commesse nel luglio 2010 e il 14/10/2010 perché il reato si è estinto per prescrizione, con eliminazione della relativa pena. Per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati: è stata pertanto dichiarata irrevocabile la responsabilità per le condotte del 01/03/2011 e del 01/11/2011; la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per la determinazione della pena residua relativa alle condotte non prescritte. Sono state rigettate le richieste di liquidazione delle spese per alcune parti civili (Franco Mariangela, Carè Silvana, Turco Gigliola) e riservata la liquidazione delle spese del grado per la parte civile Pelle Valentina.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato per individuare la partecipazione o responsabilità relativa alle azioni ascritte; utilizzato nel contestare temporalità delle condotte nel calcolo della prescrizione.

  • art. 629 cod. pen.

    Norma incriminatrice dell'estorsione; la Corte ha confermato che le condotte accertate integrano gli elementi del reato secondo la motivazione di merito.

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamato con riferimento all'estinzione del reato per prescrizione: la Cassazione ha ritenuto fondata la censura per alcune date, disponendo l'annullamento per prescrizione per specifiche condotte.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti della motivazione dovuti all'obbligo di riportare, per la decisione di cassazione, solo i motivi strettamente necessari alla motivazione.

  • art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di inammissibilità dei motivi generici o aspecifici: la Corte ha applicato il criterio di specificità del motivo di impugnazione e dichiarato inammissibili le doglianze reiterative dell'appello.

  • Corte Cost. n. 25 del 2023

    Evocata dai ricorrenti quale parametro per l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura perché tale questione non era stata sollevata in appello.

  • Corte Cost. n. 120 del 15/06/2023

    Citata dalla difesa in relazione al trattamento sanzionatorio, ma non effettivamente dedotta in appello; la Cassazione ha dichiarato la questione preclusa per mancata devoluzione.

Massime di principio

  • Se si contesta la prescrizione occorre dedurre in modo specifico le date rilevanti e indicare le cause di sospensione con il calcolo concreto dei termini; senza una deduzione precisa il vizio può risultare in parte inammissibile.
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi direttamente con la motivazione impugnata: la mera riproposizione di argomentazioni di merito già valutate in appello è inammissibile.
  • Quando la Corte d'appello aderisce in modo logico e coerente alla decisione di primo grado si forma un unico corpo argomentativo: è quindi difficile per la Cassazione rimettere in discussione la valutazione delle prove salvo vizio formale o travisamento specificamente documentato.
  • La qualificazione giuridica della condotta (es. estorsione vs. illecito amministrativo o diversa fattispecie) deve essere affrontata con argomentazioni tecniche e specifiche; una proposta di riqualificazione reiterativa e generica in Cassazione viene di norma respinta.
  • L'uso di una facoltà o di un atto formalmente legittimo può integrare la minaccia "contra ius" se viene esercitato per coartare la volontà altrui e ottenere un vantaggio ingiusto; pertanto la prospettazione di un diritto non esclude automaticamente la rilevanza penale se usata strumentalmente.
  • Questioni di trattamento sanzionatorio o di lieve entità sopravvenute devono essere sollevate e dedotte già in appello per non risultare precluse in Cassazione.
  • Le parti civili che non contribuiscono attivamente all'istruttoria o non contestano specificamente i motivi di impugnazione rischiano di non ottenere la liquidazione delle spese sostenute nel grado.

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