Ordinanza n. 235/2026 - Latina, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - della determinazione del Responsabile del Servizio n. -OMISSIS-, avente ad oggetto “trascrizione nei registri immobiliari, a seguito di acquisizione al patrimonio comunale, ai sensi dell'art. 31 comma 4 del D.P.R. 380/01, per inottemperanza all'ordinanza di demolizione n° -OMISSIS-, degli immobili abusivi e dell'area di sedime siti in -OMISSIS- Via -OMISSIS- individuati al catasto al -OMISSIS-”; - della deliberazione di C.C. n. -OMISSIS-, mediante cui il Comune di -OMISSIS- ha dichiarato l’esistenza di un prevalente interesse pubblico, ai sensi e per gli effetti dell’art. 31, comma 5, del d.P.R. n. 380/01, al mantenimento e alla conservazione al patrimonio comunale dell’intero fabbricato e dell’area di sedime sito in Località -OMISSIS- sito in Catasto al -OMISSIS-, realizzato dalla -OMISSIS-, in quanto non contrastanti gli interessi urbanistici e ambientali della zona e perché utilizzabile per scopi pubblici, in particolare di voler destinare tale immobile ad uso istituzionale; - della determinazione del Responsabile del Servizio dei LL.PP. n. -OMISSIS-, mediante cui è stato affidato, al Geom. -OMISSIS-, con studio in -OMISSIS-, l'incarico professionale per la trascrizione nei registri immobiliari e la registrazione all'AdE del titolo di acquisizione al patrimonio comunale dell'immobile sito in Via -OMISSIS- (-OMISSIS-); - di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ivi compreso il verbale di inottemperanza della Polizia Municipale prot. n. -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Atti comunali di acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile abusivo e dell’area di sedime, dichiarazione di prevalente interesse pubblico al mantenimento del fabbricato, atti di trascrizione e verbale di inottemperanza all’ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
La parte ricorrente ha impugnato gli atti con cui il Comune, a seguito dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione, ha acquisito al patrimonio comunale il fabbricato abusivo e l’area di sedime, dichiarando inoltre un prevalente interesse pubblico al mantenimento dell’intero fabbricato e dell’area. In sede cautelare è stata dedotta, tra l’altro, la mancata motivazione in ordine alla determinazione dell’area ulteriore rispetto al sedime e l’omessa verifica del limite massimo del decuplo della superficie utile abusiva. È stata contestata anche la mancata specificazione delle ragioni per cui sarebbe stata necessaria l’acquisizione dell’intera corte identificata da una particella catastale, sulla quale la ricorrente è titolare di un diritto di godimento. La ricorrente ha inoltre allegato il rischio di pregiudizio alla continuità dell’attività commerciale svolta sul terreno.
La decisione
Il TAR ha accolto l’istanza cautelare, ritenendo che il ricorso non fosse prima facie privo di fumus boni iuris, in particolare per la possibile carenza di motivazione sulla quantificazione dell’area ulteriore rispetto all’area di sedime e sulla verifica del limite del decuplo della superficie utile abusiva, nonché per l’omessa esplicitazione delle ragioni dell’acquisizione dell’intera corte. Ha ravvisato anche il periculum in mora, poiché l’esecuzione degli atti avrebbe arrecato un grave pregiudizio alla continuità dell’attività commerciale della parte ricorrente. Ha quindi sospeso gli effetti degli atti impugnati e confermato il precedente decreto cautelare monocratico. La trattazione di merito è stata fissata al 3 dicembre 2026; le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001
acquisizione al patrimonio comunale, ai sensi dell'art. 31 comma 4 del D.P.R. 380/01
La disposizione costituisce la base dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili abusivi e dell’area di sedime in caso di inottemperanza all’ordine di demolizione; la legittimità della misura cautelarmente contestata è stata scrutinata anche con riferimento alla corretta determinazione dell’area acquisita.
art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001
ha dichiarato l’esistenza di un prevalente interesse pubblico, ai sensi e per gli effetti dell’art. 31, comma 5, del d.P.R. n. 380/01, al mantenimento e alla conservazione al patrimonio comunale
La dichiarazione di prevalente interesse pubblico al mantenimento dell’opera abusiva deve essere adeguatamente motivata, anche con riguardo all’estensione dell’area da acquisire e alle ragioni della necessità di acquisire l’intera corte.
art. 55 c.p.a.
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; il giudice ha valutato il fumus boni iuris e il periculum in mora, disponendo la sospensione degli effetti degli atti impugnati.
Massime di principio
- Nell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione, l’amministrazione deve motivare la determinazione dell’area ulteriore rispetto all’area di sedime e verificare il rispetto del limite massimo del decuplo della superficie utile abusiva.
- L’acquisizione di un’intera corte o di un’area eccedente il sedime dell’opera abusiva richiede la specificazione delle ragioni concrete che rendono necessaria tale estensione, non essendo sufficiente una motivazione generica.
- In sede cautelare, la possibile carenza di motivazione sulla quantificazione dell’area acquisita integra fumus boni iuris, mentre il pregiudizio alla continuità di un’attività commerciale esercitata sull’area integra periculum in mora idoneo a giustificare la sospensione degli atti.
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