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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 33017/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Compar impugnava la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva annullato il licenziamento intimato a Scarpone per insussistenza del giustificato motivo oggettivo (la socià aveva chiuso il punto vendita di Colonnella; la Corte territoriale ritenne che il rifiuto della lavoratrice ad accettare una riduzione unilaterale dell'orario o trasferimenti (Milano/Roma) per mantenere l'orario pieno non giustificasse il licenziamento). La Compar proponeva ricorso per cassazione con sette motivi.

La decisione

Prima dell'esame del merito, le parti private hanno depositato un verbale di conciliazione giudiziale e con istanza congiunta hanno chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. La Corte di cassazione ha dichiarato estinta la materia del contendere per sopravvenuta inammissibilità del ricorso a causa della conciliazione, ha compensato integralmente le spese processuali e ha rilevato che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato ai sensi del d.P.R. n.115/2002, art.13, comma 1 quater, quando l'inammissibilità sopravviene per cessazione della materia del contendere.

Norme richiamate

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8-bis

    Richiamata in sede di procedimento (menzione formale del deposito delle conclusioni del P.M.), con valore procedurale nella relata del deposito delle conclusioni.

  • L. 18 dicembre 2020, n. 176 (conversione del D.L. n.137/2020)

    Riferimento formale alla conversione del decreto citato; valore procedurale nel fascicolo.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (e comma 1-bis)

    La Corte interpreta che il meccanismo sanzionatorio del raddoppio del contributo unificato non si applica quando l'inammissibilità del ricorso sopravviene in seguito a cessazione della materia del contendere (per esempio per conciliazione giudiziale).

  • Giurisprudenza di questa Corte (Cass. S.U. n.21217/2021; Cass. S.U. n.5625/2022)

    Richiamate come principi consolidati secondo cui l'accordo transattivo che elimina l'interesse delle parti alla decisione determina l'inammissibilità sopravvenuta del ricorso per cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Se le parti raggiungono un accordo transattivo che estingue la controversia e lo documentano con verbale di conciliazione, il ricorso in corso è dichiarato inammissibile per cessazione della materia del contendere e il giudice non decide il merito.
  • La domanda di estinzione congiunta comporta in genere la compensazione integrale delle spese processuali, salvo diversa pattuizione tra le parti.
  • Il raddoppio del contributo unificato (sanzione per impugnazioni infondate) non trova applicazione quando l'inammissibilità del ricorso è sopravvenuta per cessazione della materia del contendere (es. conciliazione), secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione.
  • Perché la cessazione della materia del contendere sia riconosciuta è opportuno depositare documentazione probatoria dell'accordo (verbale di conciliazione) e un'istanza congiunta per la dichiarazione di estinzione; senza ciò l'istanza può essere rigettata.
  • In controversie lavoristiche, la transazione che estingue il giudizio evita il giudizio sulla legittimità del licenziamento e sui relativi rimedi (reintegrazione, danni, contributi), trasferendo la soluzione del conflitto nell'ambito dell'accordo raggiunto tra le parti.

Testo integrale

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