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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12472/2022 del 04/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza della Corte di appello di Bologna del 13/07/2021 che aveva rigettato la sua istanza di rescissione del giudicato relativo alla sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Rimini il 23/01/2020. Gjoka deduce di non essere venuto a conoscenza del procedimento penale e contesta che la mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio al momento dell'identificazione sia sufficiente a considerarlo presente o informato del processo.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha stabilito che la Corte di appello aveva motivato il rigetto unicamente sulla base della elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, senza valutare se fosse effettivamente instaurato un rapporto professionale che rendesse certa la conoscenza del procedimento da parte dell'indagato. Si è richiamata la giurisprudenza delle Sezioni Unite che, per le situazioni anteriori alla modifica normativa (legge n.103/2017), esclude la sufficienza della sola elezione di domicilio per dichiarare l'assenza ai sensi dell'art. 420-bis c.p.p. Ne consegue l'accoglimento del ricorso, l'annullamento dell'ordinanza impugnata e la revoca della sentenza di condanna del Tribunale di Rimini; sospensione dell'esecuzione della sentenza e rimessione degli atti al Tribunale di Rimini per la prosecuzione del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Riferita alla disciplina della dichiarazione di assenza: la Corte osserva che, per i fatti anteriori all'introduzione dell'art.162, comma 4-bis, non può ritenersi che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio determini automaticamente la conoscenza del procedimento da parte dell'indagato.

  • art. 162, comma 4-bis cod. proc. pen.

    Richiamato per distinguere le situazioni anteriori alla modifica normativa; la Corte evidenzia che prima dell'introduzione di tale comma la mera elezione di domicilio non era presupposto sufficiente per dichiarare l'assenza ex art.420-bis.

  • legge n. 103 del 2017

    La legge ha introdotto il comma 4-bis dell'art.162 c.p.p.; la sentenza precisa che per i casi anteriori a tale riforma si richiede la verifica di un effettivo rapporto professionale tra difensore e indagato.

  • Sezioni Unite, n. 23948 del 28/11/2019 (dep. 17/08/2020), Rv. 279420

    Giurisprudenza di legittimità che afferma la necessità, nelle ipotesi anteriori alla legge n.103/2017, di accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale e non basarsi soltanto sulla mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio.

Massime di principio

  • La mera elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio non è di per sé prova che l'indagato abbia avuto conoscenza del processo; il giudice deve verificare l'esistenza di un effettivo rapporto professionale tra difensore e indagato.
  • Per i fatti anteriori all'entrata in vigore dell'art.162, comma 4-bis (legge n.103/2017), non si può automaticamente applicare la presunzione di conoscenza del procedimento sulla base della sola elezione di domicilio; servono elementi che dimostrino contatti e prestazioni difensive effettive.
  • Se risulta che il processo è stato svolto in assenza illegittima dell'imputato (per mancata effettiva conoscenza), la sentenza di condanna può essere revocata e gli atti rimessi al giudice di merito per il prosieguo; l'esecuzione può essere sospesa.
  • Il giudice dell'impugnazione deve motivare specificamente la valutazione circa la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato: non è sufficiente un richiamo sommario alla elezione di domicilio.
  • In casi analoghi, la difesa dovrebbe documentare ogni elemento che attesti contatti continuativi o prestazioni del difensore (scambi, udienze, atti difensivi) per dimostrare la conoscenza o, al contrario, la sua assenza.

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