Sentenza n. 294/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento - del “Provvedimento Unico Autorizzativo n. -OMISSIS- del 10.07.2019 in sanatoria” rilasciato dal responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Ugento al sig. -OMISSIS- nella sua dichiarata qualità di direttore della -OMISSIS-S.p.a. corrente in -OMISSIS- alla località “-OMISSIS-”; - nonché di tutti i relativi atti presupposti, connessi e/o consequenziali, ed in particolare dello “Accertamento di compatibilità paesaggistica n. -OMISSIS-” ex artt. 167 c. 4 e art. 181 c. 1 quater D. Lgs. 22/01/2004 n. 42 e art. 91 NTA del PPTR/Puglia.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Provvedimento unico autorizzativo in sanatoria relativo a manufatti realizzati presso un villaggio turistico, unitamente all'accertamento di compatibilità paesaggistica
Esito
Favorevole al resistente (Comune e controinteressata)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento unico autorizzativo in sanatoria e l'accertamento di compatibilità paesaggistica relativi a opere realizzate presso il villaggio turistico gestito dalla controinteressata. Ha dedotto la violazione dell'art. 36 d.P.R. n. 380/2001, per errore sui presupposti, travisamento, difetto di istruttoria e motivazione, perplessità e sviamento; la violazione dell'art. 167, comma 4, d.lgs. n. 42/2004 in relazione all'art. 17-bis l. n. 241/1990; la violazione della disciplina in materia di vincolo idrogeologico; nonché il difetto di legittimazione della controinteressata alla presentazione dell'istanza di sanatoria, la mancanza della doppia conformità e l'assenza dei titoli presupposti. Il Comune e la controinteressata hanno eccepito il difetto di legittimazione e di interesse a ricorrere, sostenendo che la ricorrente non avesse dimostrato uno specifico pregiudizio derivante dal titolo impugnato. La ricorrente ha collegato il proprio interesse alle segnalazioni presentate per sollecitare i controlli edilizi, a un procedimento penale avviato a seguito di querela e alla possibilità, in caso di decadenza della concessione della controinteressata, di partecipare a una futura procedura per la riassegnazione dell'area.
La decisione
Il TAR ha esaminato preliminarmente l'eccezione di difetto di interesse, ritenendola assorbente, e ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a., senza esaminare i motivi relativi alla legittimità sostanziale dei titoli edilizi e paesaggistici. Richiamando il principio enunciato dall'Adunanza Plenaria n. 22 del 2021, il Collegio ha distinto la legittimazione dall'interesse al ricorso e ha affermato che la vicinitas può rilevare ai fini della legittimazione, ma non dimostra automaticamente l'interesse, che richiede la prova di uno specifico pregiudizio derivante dall'intervento autorizzato. Le segnalazioni volte ad attivare i controlli edilizi non risultavano pregiudicate dal titolo impugnato; la circostanza che la ricorrente fosse stata a sua volta sottoposta a controlli non aveva attinenza con quel titolo e non poteva fondare un'azione emulativa. Quanto al procedimento penale, la ricorrente non aveva prodotto gli atti né indicato l'interferenza con il provvedimento impugnato o il pregiudizio subito. Anche l'eventuale decadenza della concessione e la possibilità di partecipare a una futura gara erano state ritenute prospettazioni astratte e ipotetiche, espressive di un mero interesse di fatto. Il Collegio ha inoltre valorizzato la natura sanatoria del provvedimento, riferito a manufatti già esistenti, rispetto ai quali non erano state dedotte specifiche ragioni di pregiudizio correlate a collocazione e consistenza. Le spese sono state integralmente compensate, poiché il principio dell'Adunanza Plenaria era intervenuto dopo l'introduzione del giudizio.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. n. 380/2001
La norma è stata invocata dalla ricorrente in relazione alla sanatoria edilizia, alla doppia conformità e ai presupposti del titolo; il TAR non ne ha esaminato il merito per il difetto di interesse a ricorrere.
art. 167, comma 4, d.lgs. n. 42/2004
La norma è stata richiamata con riferimento all'accertamento di compatibilità paesaggistica; il relativo motivo non è stato esaminato per l'inammissibilità del ricorso.
art. 181, comma 1-quater, d.lgs. n. 42/2004
Indicato quale base normativa dell'accertamento di compatibilità paesaggistica impugnato; il TAR non ha deciso la relativa censura nel merito.
art. 17-bis l. n. 241/1990
Invocato dalla ricorrente in relazione al procedimento paesaggistico; la censura è rimasta assorbita.
art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.
Applicato per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per difetto di interesse a ricorrere.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Richiamato nel principio dell'Adunanza Plenaria secondo cui l'interesse al ricorso può essere precisato e comprovato nel corso del processo, nel rispetto del contraddittorio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato insieme alla normativa nazionale a tutela dei diritti e della dignità delle parti ai fini dell'oscuramento dei dati.
Massime di principio
- Nell'impugnazione di un titolo edilizio rilasciato a un terzo, la vicinitas può fondare la legittimazione a ricorrere, ma non dimostra automaticamente l'interesse al ricorso: il giudice deve accertare anche d'ufficio l'esistenza di uno specifico e concreto pregiudizio derivante dall'intervento autorizzato.
- L'interesse al ricorso contro un titolo edilizio non coincide con il mero interesse alla legalità dell'azione amministrativa né con l'intento di sollecitare controlli edilizi o di reagire a iniziative amministrative promosse dal beneficiario del titolo.
- La prospettazione di una futura decadenza della concessione del beneficiario e della conseguente eventuale partecipazione a una gara per la riassegnazione dell'area integra un interesse meramente ipotetico o di fatto, non sufficiente a dimostrare l'interesse concreto e attuale all'annullamento del titolo edilizio.
- Quando il provvedimento impugnato è una sanatoria relativa a manufatti già esistenti, il ricorrente confinante deve dedurre specifiche ragioni di pregiudizio collegate alla collocazione e alla consistenza delle opere; la mera prossimità dell'area non è sufficiente.
- L'interesse al ricorso può essere precisato e comprovato nel corso del processo, se contestato dalle controparti o rilevato d'ufficio, purché ciò avvenga nel rispetto del contraddittorio previsto dall'art. 73, comma 3, c.p.a.
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