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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41193/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava il mantenimento del sequestro preventivo, nella forma impeditiva ex art. 321, comma 1, c.p.p., di un'autovettura Audi Q3 targata GK499TY intestata a lei, disposta dal giudice del riesame con riferimento all'ipotesi che il veicolo fosse stato utilizzato da Li Causi Gaetano per commettere e agevolare reati di contrabbando di tabacchi. La difesa deduceva che l'uso del mezzo era stato occasionale, che la proprietaria era estranea alle indagini e che mancava la prova della "abituale" o strutturale strumentalità del veicolo ai fini della commissione dei reati, nonché una motivazione adeguata sul pericolo della perseverazione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Palermo non avesse fornito adeguata motivazione circa la sussistenza del requisito dell'abituale adibizione del veicolo ai fini del reato (o di una non sporadica utilizzazione), elemento necessario per legittimare il sequestro impeditivo a carico di un bene di proprietà di un terzo. Perciò la decisione del riesame è stata annullata per carenza di motivazione e violazione di legge.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Secondo la giurisprudenza richiamata e la Corte, la "pertinenza" ai fini del sequestro preventivo impeditivo può valere anche per beni nella disponibilità di terzi, ma occorre che il bene sia strutturalmente funzionale alla possibile reiterazione dell'attività criminosa (strumentalità 'essenziale' o uso non sporadico). Non è sufficiente un uso meramente occasionale.

  • art. 240, comma 1, cod. pen.

    Nella parte richiamata, la Corte evidenzia che anche la confisca facoltativa richiede che la strumentalità del bene rispetto al reato sia essenziale e non occasionale; il parametro di pericolosità sociale è analogo a quello richiesto in sede di sequestro preventivo.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo impeditivo può essere disposto anche su beni intestati a terzi, ma solo se è comprovata una strumentalità specifica e "abituale" del bene rispetto all'attività delittuosa; l'uso occasionale non basta.
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve essere completa e consentire la ricostruzione logica del nesso tra bene e reato: la mera affermazione della pertinenza senza spiegare perché il bene sia strutturalmente funzionale al reato comporta nullità o annullamento.
  • Per legittimare misure ablative su beni di terzi è necessario dimostrare il pericolo concreto di reiterazione o protrazione del reato collegabile alla disponibilità del bene; occorre argomentare come la disponibilità del bene faciliti la commissione di ulteriori reati.
  • La giurisprudenza distingue tra funzioni occasionali e funzioni strutturali/abituali del bene: il giudice deve valutare la ripetitività dell'uso illecito o la specifica predisposizione del bene per l'attività criminosa.
  • In mancanza di motivazione sufficiente sul requisito dell'abitualità/strumentalità, la cassazione annulla e rinvia per nuovo giudizio; nelle situazioni analoghe è opportuno che la difesa deduca la occasionalità dell'uso e la terzietà del proprietario, mentre l'accusa deve documentare con elementi concreti l'uso continuativo o la funzione essenziale del bene.

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