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Sentenza

Sentenza del 04/12/2023 n. 33701 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Porto di Lavagna Spa aveva impugnato l'avviso di accertamento con cui il Comune aveva rideterminato, in aumento, la TARSU relativa alle superfici acquee riconducibili alla concessione demaniale per l'annualità (omissis). La società eccepiva decadenza della pretesa impositiva, carenza di legittimazione passiva, nullità dell'avviso (anche per violazione del principio di affidamento) ed erroneo computo delle superfici tassabili. In primo grado la superficie tassabile era stata parzialmente ridotta; in appello l'avviso era stato annullato perché era stato ritenuto provato che il concessionario aveva trasferito ai singoli diportisti la proprietà superficiaria dei posti barca e che quindi i singoli acquirenti erano soggetti passivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, ritenendo fondato il motivo unico: il concessionario del demanio marittimo detiene, in forza della concessione, le aree e lo specchio acqueo e pertanto è soggetto passivo della tassa sui rifiuti per i posti-barca, anche quando abbia stipulato contratti che attribuiscano a terzi la disponibilità dei singoli posti. I contratti con i terzi non estinguono la detenzione del concessionario ma la presuppongono. La sentenza di merito è stata cassata e la causa rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria in diversa composizione per le questioni assorbite (compresa la quantificazione delle superfici e la regolazione delle spese).

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - art. 62

    Definisce la nozione di 'aree scoperte' e include superfici utilizzabili che possono produrre rifiuti urbani; applicata dalla Corte per ricomprendere anche gli specchi acquei e i posti barca.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - art. 63

    Stabilisce chi è obbligato al pagamento della tassa; la Corte chiarisce che la disciplina sugli obbligati non esclude la responsabilità del concessionario quale detentore dell'area demaniale, pur non riferendosi specificamente al caso delle concessioni demaniali.

  • Cass., Sez. 5, 18/02/2009, n. 3829

    Precedente giurisprudenziale richiamato per affermare che la nozione di 'aree scoperte' è estesa anche a superfici non terrestri e che la stipula di contratti di ormeggio non è di per sé idonea a sottrarre la detenzione al concedente.

  • Cass., Sez. 5, 16/02/2018, n. 3798

    Richiamata per il principio secondo cui, in caso di concessione demaniale, si presume che il soggetto tenuto al pagamento sia il concessionario in quanto detentore, salvo che il contribuente documenti nella denuncia o in giudizio le condizioni oggettive di inutilizzabilità o la detenzione da parte di terzi.

Massime di principio

  • Il concessionario di un bene demaniale (es. porto turistico) è normalmente soggetto passivo della tassa sui rifiuti per le aree e gli specchi acquei della concessione, anche se concede l'uso a terzi tramite contratti di ormeggio o simili.
  • I contratti che attribuiscono la disponibilità di posti barca a terzi non estinguono automaticamente la detenzione del concessionario: tali contratti configurano generalmente una sub-detenzione e presuppongono la detenzione del concessionario stesso.
  • Per spostare l'obbligo tributario sul singolo utilizzatore/terzo è necessario fornire prova chiara e specifica (preferibilmente già nella denuncia originaria o di variazione) che la detenzione si sia effettivamente estinta o che il terzo abbia una situazione di detenzione reale e opponibile al concedente pubblico.
  • La parte che contesta la qualificazione giuridica degli atti (es. che si sia configurato un vero diritto reale di superficie opposto al concedente) ha l'onere probatorio in giudizio; la Corte di Cassazione non esclude la possibilità in astratto, ma richiede accertamento puntuale in sede di merito.
  • I Comuni possono legittimamente rivolgere l'accertamento al concessionario; in caso di contenzioso, se il giudice di merito accerta che il terzo ha acquisito un diritto reale effettivo e opponibile, la responsabilità può essere riesaminata, ma la presunzione di responsabilità grava in prima battuta sul concessionario.
  • In fase di contenzioso, questioni relative alla quantificazione delle superfici imponibili possono restare assorbite dalla decisione sulla legittimazione passiva e devono essere riesaminate dal giudice di merito in diversa composizione se la decisione di principio viene cassata.

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