Ordinanza n. 280/2026 - Parma, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del Questore di Reggio Emilia del 6 luglio 2026, notificato il 9 luglio 2026, di rifiuto dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata il 25 gennaio 2023
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato e ne ha chiesto la sospensione cautelare. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso; dalla motivazione cautelare emerge che il diniego era fondato, tra l’altro, sulla condanna definitiva del richiedente per i reati di cui agli artt. 81 e 110 c.p. e all’art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, nonché sulla sua situazione complessiva.
La decisione
Il TAR ha rigettato l’istanza cautelare, ravvisando prima facie un’idonea motivazione del provvedimento, fondata su elementi significativi compiutamente evidenziati, inclusa la condanna definitiva e la situazione complessiva del ricorrente. Ha quindi ritenuto insussistente il fumus boni iuris, senza pronunciarsi in via definitiva sulla domanda di annullamento. Ha condannato il ricorrente a pagare alla Questura di Reggio Emilia le spese della fase cautelare, liquidate in 1.000 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
La disposizione costituisce la base processuale per la decisione sulla domanda cautelare; il TAR ha rigettato la richiesta perché ha ritenuto non sussistente il fumus boni iuris.
Massime di principio
- In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere escluso quando, sulla base degli elementi disponibili, il provvedimento impugnato risulti prima facie sorretto da motivazione idonea e da elementi significativi compiutamente evidenziati, inclusi una condanna definitiva rilevante e la situazione complessiva dell’interessato.
Come è indicizzato
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