L.R. FVG 3/2015
RilancimpresaFVG - Riforma delle politiche industriali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riorganizza gli strumenti regionali per attrarre investimenti, sostenere innovazione, internazionalizzazione, filiere e aree di crisi, e riordina i consorzi industriali in consorzi di sviluppo economico locale. Prevede agevolazioni Irap, incentivi e misure transitorie soprattutto riferite al triennio 2015-2017 e ai processi di riordino allora avviati.
Riforma delle politiche industriali e degli incentivi alle imprese in Friuli Venezia Giulia
Riforma delle politiche industriali del Friuli Venezia Giulia
La legge ridisegna, per il Friuli Venezia Giulia, la politica industriale regionale con strumenti per attrarre investimenti, sostenere l’innovazione e semplificare gli insediamenti produttivi. Una parte rilevante della disciplina riguarda inoltre il riordino dei consorzi industriali e del sistema di gestione delle aree produttive.
Obiettivi generali e definizioni
Il provvedimento mira a migliorare l’attrattività del territorio per favorire nuovi investimenti, sviluppo del sistema produttivo, crescita economica e tutela dell’occupazione. A tal fine introduce definizioni rilevanti per la disciplina, tra cui PMI, cluster, filiere produttive, tecnologie abilitanti, aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA), servizi primari, secondari e ambientali.
Attrazione degli investimenti e marketing territoriale
La Regione istituisce l’Agenzia Investimenti FVG, incardinata nella struttura competente in materia di attività produttive, senza nuovi oneri per il bilancio. L’Agenzia opera con Friulia, Finest, enti del sistema regionale, Unioni territoriali intercomunali, consorzi, EZIT, parchi scientifici e tecnologici, sistema camerale e incubatori per attrarre investimenti nazionali e internazionali, prioritariamente negli agglomerati industriali.
La legge prevede un Programma di marketing territoriale per promuovere nuove iniziative imprenditoriali mediante:
- ricerca di investitori nazionali ed esteri;
- promozione dell’immagine della Regione e delle opportunità di investimento;
- integrazione tra politiche regionali e locali;
- mappatura delle aree disponibili e delle aree industriali dismesse.
È inoltre previsto un portale del marketing territoriale, sviluppato con Insiel, regolato da apposito regolamento che deve garantirne accessibilità e fruibilità anche per i soggetti disabili.
Semplificazione delle procedure insediative e contratti di insediamento
La Regione promuove accordi con le pubbliche amministrazioni per semplificare le procedure relative all’avvio e svolgimento delle attività produttive, soprattutto negli agglomerati industriali. Gli accordi possono riguardare localizzazione, ampliamento, trasferimento, riconversione, cessazione o riattivazione delle attività. In via transitoria, le procedure autorizzative sono coordinate dallo sportello unico per le attività produttive, con controlli successivi unificati e non duplicati.
Sono previsti i contratti regionali di insediamento per nuovi investimenti, ampliamenti o riconversioni con effetti occupazionali positivi. Possono includere contributi in conto capitale a copertura parziale degli investimenti, secondo regolamento. La priorità è rivolta alle imprese di media dimensione e agli interventi con elevato investimento, impatto occupazionale, innovazione e sostenibilità.
Agevolazioni Irap per nuove imprese e per imprese in ricerca e sviluppo
Dal periodo d’imposta in corso all’1 gennaio 2015, le nuove imprese o quelle che trasferiscono l’insediamento produttivo in Friuli Venezia Giulia beneficiano di una riduzione dell’aliquota Irap dell’1 per cento per cinque periodi d’imposta.
Sempre dal periodo d’imposta in corso all’1 gennaio 2015, è prevista una riduzione dell’aliquota Irap dello 0,40 per cento per i soggetti che incrementano di almeno il 10 per cento i costi del personale addetto a ricerca e sviluppo rispetto alla media dei due periodi precedenti, con ulteriori regole per imprese di recente costituzione. L’agevolazione è subordinata al rispetto delle soglie di incidenza dei costi R&S sul valore della produzione netta e, nel testo originario, gli effetti erano sospesi in attesa dell’esito positivo dell’esame della Commissione europea.
APEA e sostenibilità ambientale
La Regione promuove la trasformazione di agglomerati industriali e aree distrettuali in APEA, cioè aree produttive ecologicamente attrezzate, con infrastrutture e servizi gestiti unitariamente per garantire tutela ambientale, sicurezza, efficienza energetica, logistica sostenibile e prevenzione dell’inquinamento.
Un regolamento regionale deve definire criteri e parametri tecnici per le APEA, compresi:
- insediamento prioritario in presenza di domanda di nuove aree;
- gestione unitaria pubblica o privata di infrastrutture e servizi;
- qualità progettuale e riqualificazione delle aree;
- certificazione dei sistemi di gestione ambientale.
Gli impianti localizzati nelle APEA sono esonerati dall’acquisizione delle autorizzazioni concernenti l’utilizzazione dei servizi presenti; tali adempimenti restano a carico dei gestori delle infrastrutture e dei servizi comuni.
Politiche di sostegno allo sviluppo delle imprese, innovazione e start-up
La legge struttura un sistema di incentivi coordinato e conoscibile, pubblicato in un catalogo sul sito regionale, con attenzione alla complementarietà e all’assenza di sovrapposizioni.
Sono previste misure per:
- supporto manageriale delle PMI, tramite temporary management o assunzione di personale manageriale qualificato per i primi 24 mesi;
- acquisizione di servizi per l’innovazione, tramite voucher per studi di fattibilità, analisi di mercato, tutela della proprietà intellettuale, trasferimento tecnologico e servizi tecnici;
- valorizzazione economica dell’innovazione, anche per industrializzazione dei risultati della ricerca e brevettazione;
- ricerca e sviluppo sperimentale;
- sostegno alle start-up innovative, compresa la copertura di costi di costituzione e primo impianto, accompagnamento degli aspiranti imprenditori, venture capital e crowdfunding;
- coworking e promozione dei Fab-lab;
- concorso di idee per nuovi strumenti a supporto dell’imprenditorialità giovanile.
I contributi sono concessi nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato e, ove finanziati con fondi UE, delle regole sulla stabilità delle operazioni. Il testo prevede anche premialità per mantenimento o incremento dell’occupazione, assunzione femminile e politiche di conciliazione famiglia-lavoro.
Internazionalizzazione, tecnologie abilitanti e cluster
La Regione coordina le iniziative di internazionalizzazione del sistema economico tramite SPRINT, indirizzando anche Finest e Informest, e promuovendo accordi con UnioncamereFVG e altri soggetti operanti nel settore. È inoltre previsto il sostegno alle tecnologie abilitanti, alla diffusione delle ICT e alla creazione di un ambiente regionale di open collaboration e innovation.
La legge riconosce il ruolo dei cluster e affida ad appositi soggetti il compito di attivare sinergie, in particolare nel cluster agroalimentare.
Misure per le filiere produttive e per i distretti industriali
La Regione riconosce e sostiene le filiere produttive e promuove il monitoraggio dei distretti industriali e delle filiere attraverso UnioncamereFVG. Sono finanziabili progetti di filiera presentati da aggregazioni di almeno cinque imprese, in forme giuridiche tipizzate, con bandi regionali dedicati.
Le spese ammissibili possono riguardare, tra l’altro:
- innovazione di prodotto, processo e organizzazione;
- internazionalizzazione e promozione commerciale;
- ricerca, trasferimento tecnologico e tecnologie abilitanti;
- eco-innovazione e risparmio energetico;
- certificazioni di qualità, gestione ambientale e tracciabilità;
- formazione, competenze qualificate e piani di riconversione industriale;
- reti di impresa.
Sono previste abrogazioni della precedente disciplina dei distretti industriali e una norma transitoria per il completamento dei progetti già avviati.
Interventi per crisi diffusa, imprese in difficoltà e cooperativa dei lavoratori
La Regione può finanziare piani di rilancio delle aree colpite da crisi diffusa, con consulenze qualificate, sostegno alla creazione di nuove imprese, promozione di nuovi investimenti e altri interventi definiti dai bandi. Tali misure sono collegate alle aree ammesse dagli aiuti di Stato e, in caso di finanziamento UE, alle sole PMI non in difficoltà.
Sono inoltre previste misure per supportare imprese in difficoltà, inclusi piani di ristrutturazione e rilancio, e per favorire la costituzione di cooperative di lavoratori di imprese in crisi, anche tramite consulenze specialistiche e manager a tempo.
Per il settore dell’elettrodomestico e della relativa filiera sono previsti incentivi per ricerca, sviluppo, innovazione, efficientamento energetico, riconversione e recupero ambientale, anche in coordinamento con misure nazionali. Per l’area industriale di Trieste, riconosciuta area di crisi industriale complessa, sono previsti incentivi per ricerca, efficienza energetica, tutela ambientale, recupero ambientale e riconversione delle aree dismesse, con gestione delegata all’EZIT.
Contrasto alle delocalizzazioni produttive
Le imprese che, dopo aver beneficiato di contributi regionali in conto capitale, delocalizzano la produzione da un sito regionale verso uno Stato non UE entro cinque anni dalla concessione decadono dal beneficio e devono restituire i contributi ricevuti, se la delocalizzazione comporta una riduzione del personale di almeno il 30 per cento.
Vincoli sugli incentivi, variazioni soggettive e procedure concorsuali
La legge modifica la disciplina generale dei contributi regionali prevedendo che le imprese beneficiarie di incentivi in conto capitale debbano mantenere per tre anni, o cinque per le grandi imprese, la destinazione dei beni e la sede o unità operativa nel territorio regionale, con possibile estensione dei vincoli. La violazione comporta la rideterminazione dell’incentivo.
In caso di operazioni societarie, gli incentivi possono essere mantenuti in capo al subentrante se ricorrono requisiti soggettivi, continuità dell’attività, mantenimento anche parziale dell’occupazione e rispetto dei vincoli residui.
Le procedure concorsuali non comportano automaticamente la revoca degli incentivi già erogati; per quelli non ancora erogati è prevista la sospensione cautelare, con possibilità di conferma in capo a soggetti diversi se l’attività prosegue e i vincoli sono rispettati. La legge disciplina anche rateazione, rinuncia ai crediti di modesto importo e il valore degli importi ai fini delle relative norme.
Riordino dei consorzi di sviluppo industriale in consorzi di sviluppo economico locale
La parte centrale della legge attua il riordino dei Consorzi di sviluppo industriale, trasformandoli in Consorzi di sviluppo economico locale. Tali enti sono pubblici economici, operano negli agglomerati industriali, promuovono condizioni per attività produttive industriali e artigianali e sono organizzati in un coordinamento regionale.
Il riordino può avvenire tramite fusioni o adeguamento statutario, con tempistiche stringenti dall’entrata in vigore della legge. In caso di inerzia, la Giunta regionale può intervenire con commissariamento e nomina di commissari straordinari o liquidatori. Sono previste regole sul personale, sulla durata degli incarichi, sui compensi e sulla sospensione dei contributi durante le procedure commissariali.
I consorzi hanno funzioni di urbanizzazione, gestione di servizi alle imprese, acquisto e vendita di aree e fabbricati, gestione di infrastrutture energetiche e ambientali, promozione di fabbriche-laboratorio, sostegno alle APEA, gestione di incentivi e partecipazione a programmi europei. Possono inoltre svolgere funzioni di pianificazione territoriale mediante piani territoriali infraregionali e, per alcune zone, piani attuativi comunali.
Riacquisto delle aree e disciplina finanziaria dei consorzi
I consorzi possono riacquistare aree cedute se lo stabilimento non viene realizzato entro cinque anni o non entra in funzione entro ulteriori due anni, oppure se l’attività cessa da più di tre anni. È previsto anche il riacquisto degli stabilimenti, con criteri di valorizzazione e riduzione del prezzo in relazione a contributi pubblici ricevuti e opere infrastrutturali realizzate.
I consorzi si finanziano con rendite patrimoniali, proventi da vendita o locazione, gestione di infrastrutture e servizi, attività tecniche e altre entrate. Il bilancio e il piano economico-finanziario sono disciplinati con obbligo di equilibrio minimo tra spese ed entrate e con approvazione e vigilanza regionali.
Contributi e trasferimenti per infrastrutture e riordino
La Regione può concedere contributi alle PMI insediate negli agglomerati industriali, prioritariamente nelle APEA, per coprire parzialmente i costi di utilizzo di opere e impianti a servizio dell’agglomerato, per il solo anno di insediamento e quello successivo; in prima applicazione, la misura è estesa per un biennio anche alle PMI già insediate.
Sono inoltre previsti:
- trasferimenti in conto capitale ai consorzi e all’EZIT per infrastrutture di urbanizzazione primaria a fruizione collettiva;
- contributi per infrastrutture locali per l’insediamento di attività produttive;
- contributi per le operazioni di riordino e fusione;
- rimborso spese per la gestione degli incentivi delegati.
Disciplina dell’EZIT
L’Ente Zona Industriale di Trieste adegua lo statuto alla nuova disciplina, ed è sottoposto a regole analoghe a quelle dei consorzi per pianificazione, gestione di infrastrutture e sostegno alle PMI. La legge riforma inoltre i suoi organi, il revisore legale, la gestione delle tariffe, le funzioni, le procedure di commissariamento e liquidazione, nonché la disciplina del personale.
Delega di funzioni, monitoraggio e norme finanziarie
La gestione di diversi incentivi può essere delegata a UnioncamereFVG, con convenzione regionale e rimborso delle spese. La legge prevede anche una clausola valutativa con relazione annuale nel primo biennio e relazione triennale successiva sui risultati di attrazione investimenti, innovazione, R&S, occupazione e semplificazione.
Le disposizioni finanziarie quantificano la copertura delle misure solo per gli esercizi 2015-2017, con molte autorizzazioni di spesa destinate a misure specifiche e alcune minori entrate legate alla riduzione IRAP. Trattandosi di una legge strettamente collegata a quel triennio e a processi di riordino già conclusi, molte sue previsioni hanno oggi rilievo prevalentemente storico o residuale.
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