Sentenza n. 966/2026 - Firenze, Sezione 1
per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Siena, sezione lavoro, n. 93 del 6 marzo 2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena, sezione lavoro, n. 93 del 6 marzo 2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Siena, passata in giudicato, che aveva accertato il suo diritto all’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2020/21, 2022/23 e 2023/24, condannando il Ministero alla corresponsione, tramite la carta, dell’importo nominale di euro 500,00 per ciascuna annualità, oltre agli interessi legali. La sentenza era stata notificata all’Amministrazione l’8 luglio 2024 ed era decorso il termine dilatorio previsto dall’art. 14, comma 1, del decreto-legge n. 669/1996. La ricorrente ha dedotto l’inadempimento del Ministero e chiesto, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito senza formulare deduzioni sul merito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che dagli atti non risultava l’esecuzione del giudicato. Ha ordinato al Ministero dell’istruzione e del merito di dare integrale esecuzione al titolo giudiziale entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, compiendo ogni adempimento necessario e corrispondendo quanto dovuto. Per l’eventuale ulteriore inadempienza, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale del bilancio del Ministero, con facoltà di delega a un funzionario dello stesso Ufficio. Il commissario dovrà provvedere entro sessanta giorni dalla richiesta della parte interessata, presentata dopo l’inutile decorso del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione del giudicato e nominare, in caso di ulteriore inadempimento, un commissario ad acta.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Individua le finalità e le modalità attributive della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, oggetto del giudicato da eseguire.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Prevede il termine dilatorio per l’esecuzione dei titoli giudiziali nei confronti delle amministrazioni pubbliche; il TAR ha rilevato che tale termine era decorso prima della proposizione del ricorso.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è fondata quando, nonostante il passaggio in giudicato del titolo giudiziale e il decorso del termine dilatorio previsto per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione, dagli atti non risulti l’avvenuta esecuzione dell’obbligo imposto all’amministrazione debitrice.
- In presenza di un giudicato non eseguito, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione di compiere entro un termine determinato tutti gli adempimenti necessari per l’integrale esecuzione del titolo.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su richiesta della parte interessata dopo l’inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione, fissando anche il termine per l’intervento sostitutivo.
- La costituzione dell’amministrazione nel giudizio di ottemperanza, in assenza di contestazioni sul merito e senza prova dell’avvenuta esecuzione, non impedisce l’accoglimento della domanda e la condanna alle spese secondo il principio di soccombenza.
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