Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 2581/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202507746

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio n. 4768/2025, nella parte in cui ha respinto l'impugnazione della deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024 e degli atti connessi relativi alla ricognizione e assegnazione dei posteggi degli "urtisti"

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Gli appellanti, titolari di concessioni per il commercio su posteggio in area pubblica, hanno chiesto la riforma della sentenza del TAR Lazio che aveva respinto la domanda di annullamento, in parte qua, della deliberazione municipale relativa alla ricognizione delle postazioni compatibili e alla base per la redazione del Piano del Commercio 2024, nonché della nota dirigenziale connessa. Hanno inoltre domandato la condanna dell'amministrazione a procedere a una corretta e sollecita ricognizione delle postazioni e, in un distinto giudizio, l'adozione di misure per l'esecuzione di precedenti pronunce che imponevano la conclusione del procedimento di rilocalizzazione dei posteggi nel rispetto delle garanzie partecipative. Nel corso del giudizio erano stati acquisiti elementi istruttori mediante ordinanza collegiale, con richiesta a Roma Capitale di una relazione dettagliata sul numero, l'ubicazione e la distanza dei posteggi degli "urtisti" prima e dopo gli atti contestati, sui posteggi destinati alla somministrazione di alimenti e bevande, sulle iniziative partecipative svolte per dare esecuzione al giudicato e sugli eventuali posteggi offerti e rifiutati. Roma Capitale non ha depositato la relazione nel termine assegnato. Gli appellanti hanno quindi chiesto una nuova camera di consiglio e l'adozione di provvedimenti utili all'acquisizione tempestiva della documentazione. Hanno inoltre rappresentato che, nelle more, il Municipio ha approvato il Piano Municipale del Commercio su Area Pubblica e adottato atti attuativi e una proroga tecnica delle concessioni a rotazione, impugnati con separato ricorso; secondo gli appellanti, tali sopravvenienze non avrebbero eliminato l'interesse al giudizio, ma avrebbero confermato la persistente assegnazione unilaterale di postazioni ritenute inidonee.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell'appello. Ha ritenuto necessario rinnovare l'ordine istruttorio già impartito a Roma Capitale e ordinare all'amministrazione di depositare una relazione puntuale, corredata dalla documentazione necessaria, su tutti i profili indicati nell'ordinanza precedente. Ha richiesto inoltre di chiarire il rapporto tra i nuovi atti approvati nel dicembre 2025, i precedenti atti comunali e il relativo contenzioso. È stato assegnato a Roma Capitale il termine perentorio di 45 giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza o dalla sua notifica, se anteriore. L'ulteriore trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 14 luglio 2026. Il Collegio ha richiamato l'amministrazione alle responsabilità derivanti dalla persistente inosservanza dell'ordine giudiziale.

Norme richiamate

  • art. 11 l. 214/2023

    Richiamato negli atti amministrativi sopravvenuti quale base normativa della proroga tecnica della validità delle concessioni dei posteggi a rotazione; l'ordinanza non ne offre una specifica interpretazione.

  • art. 35 D.A.C. n. 101/2023

    Richiamato quale disposizione regolamentare relativa alle concessioni dei posteggi a rotazione; l'ordinanza non ne offre una specifica interpretazione.

Massime di principio

  • Quando la documentazione richiesta dal giudice è necessaria per la definizione dell'appello e l'amministrazione non adempie all'ordine istruttorio nel termine assegnato, il giudice può rinnovare l'ordine, prescrivere puntualmente gli adempimenti e assegnare un nuovo termine perentorio, richiamando l'amministrazione alle responsabilità derivanti dall'inosservanza.
  • In presenza di atti amministrativi sopravvenuti, autonomamente impugnati e potenzialmente collegati agli atti già contestati, il giudice può disporre l'acquisizione di chiarimenti sul loro rapporto con gli atti precedenti e con il contenzioso pendente prima di decidere sull'interesse alla definizione dell'appello.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaRegolamenti e atti amministrativi generaliIstruttoria processuale
RamiCommercio e attività produttiveEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.