Cassazione Penale, Sentenza n. 29024/2026 del 30/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (indagato)
La controversia
Il provvedimento riguarda un sequestro disposto e poi convalidato su telefoni cellulari, relative sim card e una somma di denaro contante pari a euro 26.950,00. Il ricorrente censura l'ordinanza del Tribunale che aveva omesso di verificare i presupposti del decreto di convalida del sequestro emesso dal Pubblico Ministero. In particolare, la questione attiene alla necessità che nel decreto siano già indicate in modo concreto ed effettivo le ragioni che giustificano l'ablazione dei dispositivi informatici ai fini dell'estrapolazione e analisi dei dati, secondo un canone di proporzionalità temporale del vincolo, non essendo sufficiente un generico richiamo a un'ipotetica indagine tecnica. Analogamente, si contesta la mancanza di specificazione delle concrete esigenze probatorie poste a base del sequestro del denaro in contanti.
La decisione
La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale per un nuovo esame dei punti indicati. Ha affermato che, se nel decreto di convalida del sequestro non risultano riferimenti alla concreta ed effettiva predisposizione di un'indagine tecnica mirata all'estrapolazione dei dati contenuti nella memoria informatica dei telefoni, dovrà essere annullata anche la convalida del sequestro dei cellulari e delle sim card. Inoltre, la convalida del sequestro della somma di euro 26.950,00 dovrà essere annullata qualora non siano state esplicitate le concrete esigenze probatorie a suo sostegno.
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
Il sequestro, anche quando finalizzato ad attività di estrapolazione e analisi dei dati informatici, deve essere sorretto da motivazione concreta sulle esigenze probatorie e sulla proporzionalità del vincolo.
art. 125 c.p.p.
La motivazione del provvedimento cautelare reale deve esplicitare in modo effettivo le ragioni dell'ablazione del bene, non potendo risolversi in formule apparenti o generiche.
Massime di principio
- Nel sequestro di dispositivi informatici finalizzato all'estrazione e analisi dei dati, il decreto deve indicare sin dall'origine le concrete ragioni investigative che rendono necessario il vincolo, con motivazione effettiva e non meramente apparente.
- Non è sufficiente il riferimento astratto a future o ipotetiche indagini tecniche: occorre che emerga una reale e concreta predisposizione dell'attività di analisi dei dati contenuti nei supporti sequestrati.
- Il giudice del riesame deve verificare specificamente la sussistenza dei presupposti del decreto di convalida del sequestro; la mancata verifica di tali presupposti impone l'annullamento con rinvio.
- La proporzionalità temporale del vincolo cautelare reale costituisce parametro essenziale di legittimità del sequestro di apparecchi e supporti contenenti dati informatici.
- Quando il sequestro riguarda denaro contante, la convalida richiede l'esplicitazione di concrete esigenze probatorie, non essendo sufficiente una motivazione generica sulla sua possibile rilevanza investigativa.
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