Sentenza n. 2312/2026 - Palermo, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: annullamento in autotutela della conclusione positiva di una conferenza di servizi relativa al rilascio del permesso di costruire per un agricampeggio, nonché successivo verbale di conferenza di servizi con esito negativo
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la determinazione comunale con cui, ai sensi dell’art. 21-nonies l. 241/1990, erano stati annullati il verbale di conclusione positiva della conferenza di servizi e la determinazione comunale di recepimento, nonché il successivo verbale di conferenza di servizi che aveva espresso parere negativo sul progetto. In primo luogo, ha dedotto la tardività della richiesta di integrazioni e del parere contrario della Soprintendenza, sostenendo che tali atti fossero inefficaci e non potessero fondare l’autotutela. In secondo luogo, ha contestato la sussistenza dei presupposti dell’annullamento d’ufficio, lamentando l’assenza di un’illegittimità originaria degli atti ritirati, l’insufficiente motivazione sull’interesse pubblico prevalente, il mancato bilanciamento con il proprio affidamento e con gli impegni contrattuali assunti, nonché l’omessa valutazione delle osservazioni presentate ai sensi dell’art. 10-bis l. 241/1990. In terzo luogo, ha censurato il parere paesaggistico negativo per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti e erronea qualificazione dell’intervento come nuova edificazione e trasformazione permanente, sostenendo che l’agricampeggio fosse temporaneo, amovibile e stagionale. Ha inoltre contestato la valutazione di eccessiva antropizzazione e l’applicazione delle prescrizioni del Piano paesaggistico relative alla vicinanza a una ex area di cava.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso e i motivi aggiunti, ritenendo sufficiente, per la legittimità del provvedimento plurimotivato, la tenuta autonoma delle ragioni sostanziali poste a fondamento dell’autotutela, con assorbimento della censura sulla tardività del parere. Ha affermato che la Soprintendenza poteva sollecitare l’amministrazione procedente ad attivare l’autotutela e sottoporre le ragioni paesaggistiche a una riedizione del potere ai sensi dell’art. 14-quater l. 241/1990. Quanto all’art. 21-nonies, ha valorizzato il brevissimo intervallo tra la conclusione positiva della conferenza e l’avvio dell’autotutela, ritenendo non consolidato l’affidamento della ricorrente. Il Comune aveva inoltre assicurato la partecipazione procedimentale e aveva risposto alle osservazioni, che riguardavano esclusivamente la tempistica e non il merito paesaggistico. Gli impegni contrattuali prodotti in giudizio non risultavano indicati nelle osservazioni procedimentali, erano stati assunti pochi giorni dopo la conclusione della conferenza e prevedevano l’avvio dei lavori solo alcuni mesi più tardi; pertanto non imponevano una diversa ponderazione. Nel merito paesaggistico, il Collegio ha ritenuto congruo il parere della Soprintendenza, fondato sul vincolo paesaggistico gravante sull’intero territorio comunale, sul Piano Territoriale Paesaggistico delle Isole Egadi, sulla presenza nel lotto di una cava di interesse medio e sulla distanza minima di 20 metri prevista dall’art. 19 delle relative Norme di Attuazione. La valutazione tecnica sull’eccessiva antropizzazione, sui materiali e sulle tipologie progettuali, nonché sulla trasformazione permanente dei luoghi, è stata ritenuta chiara, coerente e non affetta dai vizi dedotti. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 21-nonies l. 241/1990
L’annullamento d’ufficio è legittimo quando ricorrono l’illegittimità originaria dell’atto, un interesse pubblico alla rimozione e un’adeguata ponderazione degli interessi coinvolti; nel caso concreto il brevissimo tempo trascorso e la mancata consolidazione dell’affidamento hanno consentito il ritiro.
art. 14-quater l. 241/1990
Le amministrazioni i cui atti sono sostituiti dalla determinazione motivata di conclusione della conferenza possono sollecitare con congrua motivazione l’amministrazione procedente ad assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell’articolo 21 novies.
L’amministrazione i cui atti sono sostituiti dalla determinazione conclusiva della conferenza può sollecitare motivatamente l’amministrazione procedente ad attivare l’autotutela e chiedere il riesame degli esiti della conferenza.
art. 14-bis, comma 5, l. 241/1990
Il dissenso non superabile dell’amministrazione preposta alla tutela paesaggistica può impedire l’esito favorevole della conferenza e fondare la conclusione negativa del procedimento.
art. 10-bis l. 241/1990
L’amministrazione deve esaminare le osservazioni pertinenti presentate dal privato; non è tenuta a replicare su profili non dedotti nella memoria procedimentale, quando il preavviso aveva reso conoscibili anche le ragioni ostative di merito.
art. 7 d.P.R. 160/2010
La conferenza di servizi è lo strumento procedimentale utilizzato dal SUAP per la definizione dell’istanza relativa all’intervento produttivo e ricettivo.
art. 18 l.r. Sicilia 7/2019
Disciplina, nel procedimento regionale, la conferenza di servizi semplificata in modalità asincrona.
art. 11, lett. b), Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesaggistico delle Isole Egadi
Le nuove costruzioni, da realizzarsi ad una o due elevazioni fuori terra, devono effettuarsi nel rispetto dei caratteri architettonici e delle tipologie edilizie tradizionali, delle preesistenze rurali e del paesaggio agricolo, nella scelta sia delle soluzioni tipologiche, sia dei materiali da costruzione.
Le nuove costruzioni nell’Ambito 27 devono rispettare i caratteri architettonici, le tipologie tradizionali, le preesistenze rurali e il paesaggio agricolo.
art. 19 Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesaggistico delle Isole Egadi
Nelle aree esterne al centro abitato, interessate dalla presenza di cava in fossa, è consentita l’edificazione ad una distanza minima di ml. 20 dai bordi esterni della cava, al fine di salvaguardare l’integrità del contesto paesaggistico della cava medesima.
La presenza di una cava in fossa nel lotto rende applicabile la distanza minima di 20 metri, anche quando la cava sia dismessa o qualificata come ex cava, poiché essa conserva rilevanza paesaggistica e storico-antropologica.
art. 3 d.P.R. 380/2001
Il richiamo alla nozione di intervento edilizio è stato esaminato nel contesto della contestata qualificazione delle strutture amovibili; la loro amovibilità e stagionalità non escludono, secondo la valutazione paesaggistica, una trasformazione stabile fisica e temporale dei luoghi.
Massime di principio
- In presenza di un provvedimento amministrativo plurimotivato, è sufficiente che una sola delle ragioni autonomamente poste a fondamento dell’atto superi le censure dedotte, perché il giudice possa respingere il ricorso assorbendo le doglianze relative alle altre motivazioni.
- Le amministrazioni i cui atti sono sostituiti dalla determinazione conclusiva della conferenza di servizi possono sollecitare motivatamente l’amministrazione procedente ad attivare l’autotutela ai sensi dell’art. 14-quater l. 241/1990 e a riesaminare gli esiti della conferenza, anche quando il loro apporto procedimentale sia stato espresso tardivamente.
- Il brevissimo intervallo tra l’adozione di un esito favorevole e l’avvio dell’autotutela è elemento idoneo a escludere, o comunque a rendere non consolidato, l’affidamento del privato; gli impegni economici assunti dopo l’esito favorevole devono inoltre essere tempestivamente rappresentati nel procedimento di autotutela per poter essere oggetto di ponderazione.
- L’obbligo di esaminare le osservazioni partecipative è circoscritto ai profili effettivamente dedotti dal privato e pertinenti alle ragioni ostative comunicate: l’amministrazione non è tenuta a replicare su interessi o circostanze non rappresentati nella memoria procedimentale.
- Nell’esercizio della discrezionalità tecnica paesaggistica, una motivazione basata su specifiche prescrizioni del piano paesaggistico, sulla tipologia e sui materiali dell’intervento, sull’impatto antropico e sulla collocazione del progetto in prossimità di un bene tutelato è sufficiente quando risulti chiara, coerente e riferita alle caratteristiche concrete dell’area.
- La natura temporanea, amovibile o stagionale di strutture destinate all’alloggiamento di persone, dotate di servizi e collegate alle reti, non esclude necessariamente che esse producano una trasformazione paesaggistica stabile o permanente ai fini dell’applicazione delle prescrizioni di tutela.
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