Sentenza n. 70/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza) n. 1779/2023, resa tra le parti, il 29 maggio 2023, con la quale è stato respinto il ricorso proposto per l’annullamento: - della deliberazione di Consiglio Comunale di Cefalù n. 93 del 20 dicembre 2022, pubblicata mediante affissione all’Albo Pretorio del Comune di Cefalù per 15 giorni consecutivi decorrenti dal 2 febbraio 2023, avente ad oggetto “Controdeduzioni alle osservazioni presentate alla Variante del PRG di Cefalù, ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 71/1978 e 2 s.m.i. ed al rapporto ambientale della valutazione ambientale strategica del PRG ai sensi dell’art. 14 comma 2 del D. Lgs. 152/2006 e all’integrata procedura di VINCA per le aree Natura 2000 di cui al DPR 357/1997. Inizio”; - della deliberazione del Consiglio Comunale di Cefalù n. 94 del 27 dicembre 2022, pubblicata mediante affissione all’Albo Pretorio del Comune di Cefalù per 15 giorni consecutivi decorrenti dal 23 febbraio 2023, avente ad oggetto “Controdeduzioni alle osservazioni presentate alla Variante del PRG di Cefalù, … Prosecuzione”; - della deliberazione del Consiglio Comunale di Cefalù n. 95 del 28 dicembre 2022, pubblicata mediante affissione all’Albo Pretorio del Comune di Cefalù per 15 giorni consecutivi decorrenti dal 7 marzo 2023, avente ad oggetto “Controdeduzioni alle osservazioni presentate alla Variante generale del PRG di Cefalù… Approvazione”; - nonché dei relativi allegati ivi comprese le tavole, la relazione del progettista sulle osservazioni presentate e le delibere delle commissioni consiliari; tutti nella parte in cui non sono state integralmente accolte le osservazioni dell’originario ricorrente dirette ad una riconferma della qualificazione dell’area di sua proprietà rispetto alla vecchia pianificazione, confermando la classificazione attribuita in sede di revisione del PRG, e contratto, così, l’esercizio dello ius edificando; - ove occorrer possa, della deliberazione di Consiglio comunale n. 91 del 5 novembre 2021, avente ad oggetto la “Adozione della variante generale del P.R.G. del Comune di Cefalù ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 71/1978, giusta disposizione contenuta nell’art. 53, comma 1 della L.R. n. 19/2020. Presa d’atto della VAS del P.R.G. di cui agli artt. 13 e seguenti del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. e dell’integrata procedura di VIA per le aree Natura 2000 di cui al DPR 357/1997”; - della deliberazione di Consiglio comunale n. 95 del 23 novembre 2021 avente ad oggetto: “Variante generale del P.R.G. del Comune di Cefalù ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 71/1978, giusta disposizione contenuta nellart. 53, c.1, della L.R. 19/2020. Presa d’atto della Vas del P.R.G. di cui agli artt. 13 e sgg del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. e dellintegrata procedura di Via per le aree Natura 2000 di cui al DPR 357/1997 stralcio porzione di area ricadente in zona C3 identificata in 3 catasto al fgl. n. 18, part. 468,583, 584, 1386, 1388, 1390”; - della deliberazione di Consiglio comunale n. 101 del 29 dicembre 2021, avente ad oggetto “lettura ed approvazione verbali sedute precedenti”; - nonché dei relativi allegati ivi comprese le tavole e le delibere delle commissioni consiliari; tutti nella parte in cui, come si dirà meglio appresso, hanno modificato la classificazione dell’area di proprietà del ricorrente e contratto, così, l’esercizio dello ius aedificandi; nonché di ogni altro provvedimento presupposto, connesso o consequenziale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Sicilia, Sezione III, n. 1779/2023 e deliberazioni comunali relative alla variante generale del PRG di Cefalù, nella parte in cui non avevano accolto le osservazioni della proprietaria e avevano modificato la classificazione urbanistica delle sue aree, comprimendone lo ius aedificandi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La proprietaria ha appellato la sentenza del TAR Sicilia che aveva respinto il ricorso proposto contro le deliberazioni del Consiglio comunale di Cefalù relative all'adozione e all'approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni e della variante generale del PRG, nonché contro i relativi allegati e atti presupposti. L'impugnazione riguardava la mancata integrale accettazione delle osservazioni concernenti la riconferma della precedente qualificazione urbanistica delle aree di proprietà e la conseguente asserita compressione dello ius aedificandi. L'appellante ha dedotto vari profili di error in iudicando e in procedendo. Nel corso del giudizio ha tuttavia dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché il decreto dirigenziale regionale del 15 maggio 2025, pubblicato nella G.U.R.S. il 13 giugno 2025 e recante l'approvazione del PRG di Cefalù, ha accolto le osservazioni relative alle sue aree e alle limitrofe aree pertinenziali.
La decisione
Il CGARS ha preso atto che il successivo decreto dirigenziale regionale di approvazione del PRG ha accolto le osservazioni della proprietaria, facendo venir meno l'interesse alla decisione dell'appello. Ha quindi dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse e l'improcedibilità dell'appello ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), 38 e 85, comma 9, c.p.a. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi, tenuto conto della sequenza procedimentale e delle vicende processuali.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 38 c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla decisione del giudizio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell'ambito della pronuncia di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
Massime di principio
- L'impugnazione diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, un successivo provvedimento amministrativo accoglie le pretese sostanziali dell'appellante e rende non più utile una pronuncia sull'atto originariamente impugnato.
- La dichiarazione della parte circa il venir meno dell'interesse alla decisione, accompagnata dall'accertamento giudiziale dell'intervenuta soddisfazione della pretesa, giustifica la declaratoria di improcedibilità dell'appello per sopravvenuto difetto di interesse.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando la sequenza procedimentale e le vicende processuali rendano sussistenti giusti motivi, anche in presenza di una pronuncia di improcedibilità.
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