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Sentenza

Sentenza n. 2739/2026 - Roma, Sezione 5Q

Ricorso avverso il silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine alle istanze presentate dalla ricorrente, per il rilascio del visto per motivi di studio, avente ad oggetto la fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della richiesta del suddetto visto.

Giustizia amministrativa202513848

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'amministrazione sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto di ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., ricorso avverso il silenzio serbato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla competente sede diplomatica sull'istanza diretta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio, chiedendo la fissazione di un appuntamento per formalizzare la domanda. Dopo la presentazione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato l'appuntamento richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l'avvenuta fissazione dell'appuntamento e, quindi, l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto, abbiano soddisfatto la pretesa azionata in giudizio, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, considerando il tempo non particolarmente esteso intercorso tra la richiesta dell'appuntamento e la notificazione del ricorso, nonché il comportamento dell'amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire alla ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; la domanda è stata proposta per ottenere l'attivazione del procedimento relativo al visto di ingresso per motivi di studio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata è integralmente soddisfatta nel corso del giudizio; nel caso concreto, la fissazione dell'appuntamento ha soddisfatto la pretesa relativa all'attivazione del procedimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per formalizzare un'istanza amministrativa può integrare il soddisfacimento della pretesa azionata quando l'azione giudiziale mira esclusivamente all'attivazione del relativo procedimento.
  • Quando, nel corso del giudizio promosso contro il silenzio, l'amministrazione adotta un comportamento che soddisfa integralmente la pretesa dedotta, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dal breve intervallo tra la richiesta dell'interessato e la notificazione del ricorso e dall'attivazione dell'amministrazione in tempi ritenuti ragionevoli; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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