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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8476/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza per violazione di legge e vizio motivazionale in ordine al dolo, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe illegittimamente invertito l'onere della prova ritenendo la sua consapevolezza del contenuto dei bagagli sulla base dell'inverosimiglianza della versione difensiva (inganno tramite pretesto ereditaro). Inoltre censura la violazione del principio "al di là di ogni ragionevole dubbio", per avere la Corte ritenuto la responsabilità senza accertare movente o vantaggio economico e senza aver escluso ragionevoli alternative esplicative.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione dei giudici di merito che, integrando la motivazione di appello con quella di primo grado, hanno accertato il dolo sulla base della modalità di condotta, delle contraddizioni dell'imputato, delle precedenti tratte e contatti con gli autori dell'inganno e della massima di esperienza secondo cui il viaggiatore normalmente conosce il contenuto del proprio bagaglio a mano. Ha escluso l'inversione dell'onere della prova e ha ritenuto rispettato il principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio. Confermata dunque la condanna per il reato previsto dall'art. 73, comma 1, e art. 80, comma 2, D.P.R. 309/1990 (quantitativi descritti in motivazione); la Corte d'Appello aveva ridotto la pena a 4 anni di reclusione e Euro 17.000,00 di multa, statuendo le circostanze attenuanti generiche prevalenti: tale statuizione è stata sostanzialmente confermata dalla Cassazione che ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 73 comma 1; art. 80 comma 2

    Norme che definiscono il reato di traffico/trasporto di stupefacenti e la disciplina sanzionatoria: la Corte ha ritenuto integrati gli elementi materiali e soggettivi del reato nei termini contestati.

  • Codice di procedura penale, art. 507

    Articolo invocato per il supplemento d'istruttoria disposto in sede di merito: la Corte ha effettuato ulteriori accertamenti (risentimento testi, richieste informazioni) per verificare la plausibilità della versione difensiva.

  • Principio probatorio "al di là di ogni ragionevole dubbio"

    La Cassazione ricorda che la violazione di tale regola giustifica intervento solo se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria; nel caso concreto la motivazione è stata ritenuta congrua e non manifestamente illogica.

  • Massime di esperienza (id quod plerumque accidit)

    I giudici di merito hanno fatto uso di una massima di esperienza (il viaggiatore normalmente conosce il contenuto del bagaglio a mano) come elemento indiziario compatibile con la responsabilità; la Cassazione ha ritenuto ammissibile tale ricorso a massima di esperienza e non mera congettura.

  • Giurisprudenza di riferimento (es. Cass. Sez.1, n.16523/2020)

    Citati orientamenti che delimitano il sindacato di legittimità sulle massime di esperienza e sull'opportunità di non sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove indiziarie.

Massime di principio

  • In materia di prova indiziaria, la Corte di legittimità non rifa la valutazione delle prove ma verifica la logicità e la non arbitrarietà della motivazione: dubbî meramente conjecturali non sono sufficienti a scalfire una valutazione consolidata.
  • L'uso di massime di esperienza (es. che chi viaggia conosce il contenuto del bagaglio a mano) è ammesso come elemento indiziario purché non sia pura congettura e sia plausibile nel caso concreto.
  • La mancata indicazione di un movente o di un vantaggio economico non esclude automaticamente la responsabilità per reati di traffico: il movente non è elemento costitutivo del reato e l'assenza di movente non basta a generare un dubbio ragionevole se le prove indiziarie sono consistenti.
  • Per contestare efficacemente una condanna fondata su indizi, la difesa deve proporre elementi concreti, verificabili e non soltanto ipotesi alternative suggestive; richieste di supplemento istruttorio devono essere supportate da circostanze utili e precise.
  • Non sussiste inversione dell'onere della prova quando i giudici, dopo aver accertato indizi e fatto ricorso a massime di esperienza, esaminano e respingono la tesi difensiva con argomentazione specifica: la semplice contestazione formale della motivazione è insufficiente in Cassazione.

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