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Sentenza

Sentenza n. 797/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) n. 1174/2023.

Giustizia amministrativa202310140

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione e di acquisizione gratuita dell’area al patrimonio comunale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

Le società hanno impugnato la sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, che aveva dichiarato irricevibile l’impugnazione dell’ordinanza di demolizione del 2015 e respinto le censure contro il successivo provvedimento di accertamento dell’inottemperanza e acquisizione dell’area. In appello hanno dedotto, tra l’altro, violazione degli artt. 6, 27 e 31 del d.P.R. 380/2001, errore di fatto e di diritto, sostenendo che l’ordinanza di demolizione non contenesse l’avviso circa l’effetto acquisitivo previsto dall’art. 31 e che tale omissione impedisse l’acquisizione gratuita del bene e dell’area di sedime. Hanno inoltre riproposto le censure relative alla presentazione di una CILA in sanatoria, alla qualificazione dell’opera come intervento autorizzabile o comunque come abuso minore, alla genericità dell’individuazione del bene e dell’area da acquisire, nonché alla violazione delle garanzie partecipative e al difetto di istruttoria. Il Comune ha sostenuto la legittimità del proprio operato. Il capo della sentenza di primo grado relativo all’irricevibilità dell’impugnazione dell’ordinanza di demolizione non è stato specificamente appellato ed è quindi passato in giudicato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione comunale di genericità dell’appello e ha esaminato le censure relative al solo provvedimento di accertamento dell’inottemperanza e acquisizione, essendo ormai intangibile l’ordinanza di demolizione presupposta. Ha accolto il secondo motivo di appello, ritenendo violato l’art. 31, comma 2, del d.P.R. 380/2001. Secondo il Collegio, l’ingiunzione di demolizione deve avvisare il destinatario che la mancata demolizione entro novanta giorni comporta l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale del sedime, dell’ulteriore area necessaria alla realizzazione di opere analoghe e dello stesso manufatto abusivo. L’avviso costituisce elemento costitutivo della fattispecie acquisitiva; la sua omissione non rende illegittimo l’ordine di demolizione, ma impedisce il perfezionamento dell’acquisizione. Poiché l’ordinanza di demolizione si limitava a prevedere l’esecuzione in danno del ripristino, senza il prescritto avviso sull’effetto acquisitivo, il successivo provvedimento di accertamento dell’inottemperanza e acquisizione è stato ritenuto illegittimo e annullato. Sono stati assorbiti il motivo relativo alla CILA in sanatoria e le ulteriori censure sulla qualificazione e autorizzabilità delle opere. La sentenza di primo grado è stata parzialmente riformata; il Comune è stato condannato alle spese del doppio grado, liquidate in euro 5.000,00 oltre accessori. Restano fermi gli ulteriori provvedimenti eventualmente adottabili dall’amministrazione, con il vincolo conformativo di specificare nell’ingiunzione le conseguenze dell’inottemperanza.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    «nella ingiunzione di demolizione delle opere abusive il dirigente o il responsabile competente indica l’area oggetto di acquisizione gratuita a favore del comune»

    L’ingiunzione deve contenere uno specifico avviso circa l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale, in caso di mancata demolizione entro novanta giorni, del sedime, dell’ulteriore area necessaria per opere analoghe e dello stesso manufatto abusivo. L’avviso è elemento costitutivo della fattispecie acquisitiva.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    «l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisite di diritto gratuitamente al patrimonio del comune»

    L’acquisizione opera solo quando si siano perfezionati tutti gli elementi della fattispecie, incluso il previo avviso contenuto nell’ingiunzione di demolizione.

  • art. 29 c.p.a.

    Il termine per impugnare l’ordinanza di demolizione, notificata alla società nel 2015, era decorso quando il ricorso è stato notificato nel 2018; il relativo capo della sentenza di primo grado è divenuto definitivo perché non appellato.

  • art. 74 c.p.a.

    Il giudice richiama la possibilità di motivare la decisione mediante adesione a un consolidato indirizzo giurisprudenziale.

  • art. 88, comma 2, lett. d), c.p.a.

    Il giudice richiama i precedenti conformi posti a fondamento della motivazione.

Massime di principio

  • L’omissione, nell’ingiunzione di demolizione, dell’avviso circa l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale in caso di mancata ottemperanza entro novanta giorni non rende illegittimo l’ordine demolitorio, ma impedisce il perfezionamento della successiva fattispecie acquisitiva.
  • Ai fini dell’acquisizione prevista dall’art. 31 del d.P.R. 380/2001, l’ingiunzione di demolizione deve indicare e rendere note al destinatario le specifiche conseguenze dell’inottemperanza, comprendendo il sedime, l’eventuale ulteriore area necessaria per opere analoghe e il manufatto abusivo.
  • Il provvedimento di accertamento dell’inottemperanza e di acquisizione gratuita è illegittimo quando l’ingiunzione di demolizione presupposta non contiene l’avviso costitutivo dell’effetto acquisitivo, anche se l’ordine di demolizione non è più impugnabile ed è divenuto definitivo.
  • Il giudicato che annulla il provvedimento di acquisizione per omesso avviso non impedisce all’amministrazione di adottare ulteriori provvedimenti eventualmente consentiti, ma impone, quale vincolo conformativo, di specificare nell’ingiunzione le conseguenze dell’inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoAppello
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàEffetto conformativo e riedizione del potereDecadenza e tardivitàDifetto di motivazione

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