Cassazione Penale, Sentenza n. 15165/2022 del 20/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza che ha confermato la condanna per furto con destrezza di un portafoglio sottratto nella tasca del soprabito all'interno di un esercizio commerciale. I motivi dedotti: 1) assenza dell'elemento psicologico e mancata consumazione del furto perché la BEVILACQUA sarebbe stata trovata nello stesso punto e non avrebbe effettuato una fuga con la refurtiva, rimanendo sotto il controllo della persona offesa (mancato possesso esclusivo della res); 2) se esclusa la consumazione, estinzione per prescrizione; 3) alternativa di riqualificazione del fatto come smarrimento ai sensi dell'art.647 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e inammissibili perché si limitavano a chiedere una rivalutazione degli elementi di fatto già logicamente e coerentemente motivati dai giudici di merito. Ha confermato che la consumazione del furto sussiste quando la cosa è passata anche per breve tempo sotto il dominio esclusivo dell'agente, evidenziando che nella specie la vittima non aveva immediatamente percepito la sottrazione e la BEVILACQUA aveva avuto autonoma disponibilità del portafoglio mentre era intenta a prelevare una banconota. Ha inoltre escluso la maturazione della prescrizione alla luce della recidiva reiterata che amplia il termine prescrizionale secondo l'art.161 c.2 c.p. Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 161, comma 2, codice penale
La Corte ha ritenuto applicabile la regola che, in presenza di recidiva reiterata, si estende il termine prescrizionale nella misura prevista, impedendo la dichiarazione di estinzione per prescrizione del reato.
art. 647 codice penale
La prospettata riqualificazione del fatto come appropriazione di cosa smarrita è stata esclusa: la Corte ha ritenuto la ricostruzione alternativa congetturale e non supportata dai fatti, dunque non idonea a superare la qualificazione per furto con destrezza.
art. 616 codice di procedura penale
Applicato ai fini della condanna alle spese e della sanzione pecuniaria perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile senza che emergesse assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (sez. 4, n.22588/2005; sez.5, n.26749/2016)
Riferimenti a precedenti secondo cui la consumazione del furto si verifica anche se la cosa è passata per breve tempo sotto il dominio esclusivo dell'agente e che l'osservazione a distanza della condotta da parte della vittima non esclude necessariamente la consumazione qualora non vi sia costante e diretto controllo.
Massime di principio
- Per il furto è sufficiente che l'agente acquisisca anche per breve tempo il dominio esclusivo della cosa; non è richiesto lo spostamento della res dal luogo della sottrazione.
- La consumazione è esclusa solo se l'intera condotta illecita si svolge sotto costante e diretto monitoraggio della vittima; una semplice osservazione a distanza non impedisce la consumazione.
- La ricorrezione in Cassazione basata su una diversa valutazione dei fatti o su ricostruzioni alternative congetturali è generalmente inammissibile: la Corte di legittimità sindaca vizi di diritto e profili di motivazione manifestamente illegittimi, non il mero apprezzamento probatorio.
- In presenza di recidiva reiterata va valutata l'estensione del termine prescrizionale ai sensi dell'art.161 c.2 c.p.; ciò può impedire la dichiarazione di estinzione per prescrizione.
- La riqualificazione del fatto come appropriazione di cosa smarrita richiede elementi probatori specifici che escludano l'intenzione di sottrarre: la sola alternativa interpretativa non è sufficiente.
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