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Sentenza

Sentenza n. 5849/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento: - del provvedimento del 29 ottobre 2025, notificato a mezzo pec in data 3 novembre 2025, recante revoca della concessione n. 14/2021 per l’installazione di dehors su area pubblica in viale Sant’Antonio n. 23/25 a firma congiunta del Responsabile e del Dirigente del S.U.A.P. del Comune di Afragola, con contestuale ordine di ripristino dello stato dei luoghi mediante rimozione, entro 15 giorni dalla ricezione del provvedimento, della pedana antistante il locale commerciale; - del parere reso dal Dirigente della Polizia Locale assunto al protocollo dell’Ente con n. 39123 del 5.07.2025, citato nel provvedimento impugnato sub a) e sconosciuto all’odierna ricorrente; - della nota a firma del Dirigente della Polizia Locale assunta al protocollo dell’Ente con n. 35060 del 14.06.2025, citata nel provvedimento impugnato sub a) e sconosciuta all’odierna ricorrente; - del Regolamento per la realizzazione di elementi di arredo del tipo “Dehors”, approvato con Delibera di C.C. n° 50 del 17/11/2016 e modificato con Delibera di C.C. n. 79/19, nella parte in cui, all’art. 3, comma 8, seconda alinea, dispone che: “Nel caso in cui l’installazione avvenga sulla carreggiata ad occupazione di stalli parcheggio, la stessa dovrà avere una estensione massima, verso l’asse stradale, arretrata di almeno 35 cm rispetto al filo interno della striscia di delimitazione dello stallo occupato, prevedendo adeguati sistemi di visibilità degli ingombri, soprattutto nelle ore notturne”; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso e conseguente, parimenti lesivo, ancorché non conosciuto, ivi compresi gli atti istruttori, e/o altri atti e provvedimenti (anche se non conosciuti), in ogni modo relativi alla suddetta procedura.

Giustizia amministrativa202506149

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Revoca della concessione n. 14/2021 per l’installazione di un dehors, con ordine di rimuovere entro 15 giorni la pedana; impugnati anche gli atti istruttori presupposti e la disposizione del regolamento comunale sui dehors relativa alla distanza dagli stalli di sosta

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la revoca della concessione, adottata il 29 ottobre 2025 e notificata il 3 novembre 2025, lamentando con il primo motivo la violazione degli artt. 3, 7, 10, 10-bis e 21-quinquies della l. 241/1990, dell’art. 97 Cost. e del giusto procedimento, nonché difetto di motivazione, sviamento, falsità della causa e illogicità: l’amministrazione non avrebbe chiarito i presupposti fattuali e le ragioni dell’asserito sopravvenuto interesse pubblico. Con il secondo motivo ha dedotto violazione del codice della strada e del regolamento comunale sui dehors, oltre a difetto dei presupposti, travisamento, sviamento e sproporzione: sosteneva che le prescrizioni dell’art. 20 del codice della strada non fossero applicabili perché il dehors insisteva su stalli di sosta, esterni alla carreggiata, e che il regolamento comunale consentisse l’installazione dei dehors sugli stalli lungo il prospetto dell’attività. Il Comune ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse, poiché la concessione annuale, scaduta il 18 giugno 2026, non era stata rinnovata per quell’anno.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse: la concessione aveva validità annuale e, non essendo stata presentata per il 2026 l’istanza di rinnovo richiesta entro i trenta giorni precedenti la scadenza, era comunque scaduta il 18 giugno 2026, anche durante la sospensione cautelare della revoca. La società non avrebbe quindi ricavato utilità dall’annullamento della revoca di una concessione ormai priva di efficacia. Ai fini delle spese, il Collegio ha tuttavia valutato la fondatezza virtuale del ricorso e ha ritenuto fondata la censura di difetto di istruttoria e motivazione: il Comune aveva richiamato esigenze sopravvenute di viabilità e sicurezza senza spiegare in che modo fossero sorte dopo il rilascio della concessione; inoltre, trattandosi di area già destinata alla sosta e quindi esterna alla carreggiata, non era coerente affermare che l’installazione richiedesse la previa istituzione di un’area pedonale e la modifica della viabilità, anche in considerazione della disposizione regolamentare che consente i dehors sugli stalli di parcheggio lungo il prospetto dell’attività. Non è stata pronunciata una statuizione di annullamento nel merito, essendo il ricorso improcedibile. Il Comune è stato condannato a rifondere le spese, liquidate in 1.500 euro oltre accessori, con attribuzione ai difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 21-quinquies l. 241/1990

    Gli atti impugnati muovono dall’affermazione della sussistenza di sopravvenute ragioni di pubblico interesse a fondamento della disposta revoca, legate a ragioni di viabilità e sicurezza, senza tuttavia chiarire in che termini tali situazioni siano sopravvenute rispetto al momento del rilascio della concessione oggetto di revoca.

    La revoca fondata su sopravvenuti motivi di interesse pubblico deve rendere comprensibile quali circostanze siano mutate rispetto al rilascio della concessione; l’omessa chiarificazione ha fondato la valutazione di difetto di istruttoria e motivazione.

  • art. 3, comma 8, Regolamento comunale per la realizzazione di elementi di arredo del tipo “Dehors”

    Dunque, non risulta coerente con tali premesse l’asserita necessità che detta concessione sia subordinata alla previa istituzione di un’area pedonale urbana, con modifica della viabilità esistente; ciò viepiù ove si considerino le previsioni di cui all’art. 3, comma 8, del vigente Regolamento comunale per cui “E’ consentita l’installazione dei dehors ad occupazione degli stalli parcheggi lungo il prospetto dell'attività stessa”.

    La previsione regolamentare consente l’installazione dei dehors sugli stalli di parcheggio lungo il prospetto dell’attività; tale disciplina rende incoerente, nella fattispecie, assumere che la concessione necessitasse della previa istituzione di un’area pedonale e della modifica della viabilità.

  • artt. 35, comma 1, lett. c, e 85, comma 9, c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

    La perdita sopravvenuta dell’utilità conseguibile con la decisione di merito comporta l’improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La revoca di una concessione per sopravvenuti motivi di interesse pubblico deve indicare in modo intelligibile quali esigenze siano sopravvenute rispetto al rilascio e come giustifichino il ritiro; il generico richiamo a esigenze di viabilità e sicurezza, privo di tale confronto, è affetto da difetto di istruttoria e motivazione.
  • Nel valutare la legittimità della revoca di una concessione per dehors, la motivazione deve essere coerente con la natura e la collocazione dell’area interessata e con la disciplina comunale applicabile; non è coerente invocare la necessità di istituire un’area pedonale per un dehors collocato su stalli di sosta esterni alla carreggiata, quando il regolamento consente l’occupazione di tali stalli lungo il prospetto dell’attività.
  • La mancata presentazione dell’istanza di rinnovo richiesta per una concessione annuale, con conseguente scadenza del titolo, determina sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione della revoca quando l’annullamento non potrebbe restituire al ricorrente un’utilità concreta.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può valutare la fondatezza virtuale delle censure ai soli fini della regolazione delle spese, ponendole a carico dell’amministrazione quando la contestazione risulta fondata.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneSopravvenuta carenza di interesse

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