Sentenza n. 946/2026 - Firenze, Sezione 4
per l'annullamento dell’ordinanza n.4 del 10 gennaio 2023 e notificata l''11 gennaio 2023 con la quale il Sindaco del Comune di Carrara ha ordinato ai ricorrenti di liberare la sede stradale (di via Pianamaggio) dai detriti e sostituire la rete metallica con new jersey e di mettere in sicurezza l''area interessata dal crollo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente che imponeva ai proprietari di liberare la sede stradale dai detriti, sostituire la rete metallica con new jersey e mettere in sicurezza l'area interessata dal crollo
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti, proprietari di un terreno attraversato da una strada vicinale ad uso pubblico, hanno impugnato l'ordinanza con cui il Sindaco aveva imposto loro, entro dieci giorni, la rimozione dei detriti dalla carreggiata e la messa in sicurezza dell'area a seguito dello smottamento di un pendio e della caduta di massi. Hanno dedotto: violazione e falsa applicazione dell'art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000, per insussistenza dei presupposti del potere contingibile e urgente e per difetto di motivazione sull'impossibilità di utilizzare gli strumenti ordinari; violazione degli artt. 3 e 7 l. 241/1990, travisamento dei fatti e abuso di potere, contestando anche l'individuazione dei proprietari quali destinatari dell'ordine; violazione e falsa applicazione dell'art. 3 d.lgs. 1446/1918. Il TAR ha disposto l'esibizione del verbale di accertamento richiamato nell'ordinanza, degli atti utili a individuare i proprietari del terreno interessato dalla frana e degli eventuali atti successivi. Il Comune non ha ottemperato all'ordine istruttorio né ha prodotto la documentazione richiamata dall'ordinanza.
La decisione
Il TAR ha accolto il primo e il secondo motivo e ha annullato l'ordinanza. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che l'esercizio del potere contingibile e urgente previsto dall'art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000 richieda una congrua motivazione sia sull'esistenza della situazione di emergenza sia sull'impossibilità di fronteggiarla con gli strumenti ordinari, sulla base di un'istruttoria approfondita. L'ordinanza impugnata non conteneva una motivazione adeguata su tali profili e si limitava a un generico richiamo, per relationem, al verbale di accertamento e alla richiesta dei Vigili del Fuoco, documenti non depositati neppure dopo l'ordine istruttorio. Ai sensi dell'art. 64, comma 4, ultima parte, c.p.a., il giudice ha valorizzato l'inerzia dell'amministrazione, traendo da essa argomenti di prova a sostegno della contestazione relativa alla sostanziale insussistenza della situazione di emergenza e urgenza. Quanto al secondo motivo, la mancata produzione degli atti ha evidenziato anche un difetto di istruttoria sull'individuazione dei destinatari dell'ordinanza, non essendo dimostrato che il punto di origine della frana ricadesse nella proprietà dei ricorrenti. Il terzo motivo non è stato espressamente esaminato. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000
non fronteggiabili con gli strumenti ordinari apprestati dall'ordinamento, in ragione di evidenze emerse a seguito di approfondita istruttoria
Il potere contingibile e urgente del sindaco può essere esercitato solo in presenza di una situazione concreta di emergenza e urgenza, adeguatamente istruita e motivata, non fronteggiabile con gli strumenti ordinari.
art. 3 l. 241/1990
L'ordinanza contingibile e urgente deve motivare adeguatamente l'esistenza dell'emergenza, l'urgenza dell'intervento e l'impossibilità di ricorrere agli strumenti ordinari; il mero rinvio a documenti non prodotti non è sufficiente.
art. 7 l. 241/1990
La norma è stata dedotta dai ricorrenti, ma il testo non riporta una specifica statuizione del TAR sul relativo profilo.
art. 3 d.lgs. 1446/1918
La norma è stata invocata dai ricorrenti, ma il testo non riporta una specifica statuizione del TAR sul relativo profilo.
art. 64, comma 4, c.p.a.
La mancata ottemperanza dell'amministrazione a un ordine istruttorio relativo a documenti nella sua disponibilità consente al giudice di desumere argomenti di prova a favore delle prospettazioni della parte onerata.
Massime di principio
- Il potere contingibile e urgente del sindaco presuppone una situazione concreta di emergenza, adeguatamente accertata e motivata, non fronteggiabile mediante gli strumenti ordinari dell'ordinamento; la motivazione deve riguardare entrambi i presupposti.
- Il mero richiamo per relationem a verbali o richieste di intervento non prodotti in giudizio non consente di verificare la sussistenza dell'emergenza e dell'urgenza, soprattutto quando l'amministrazione non li deposita neppure in seguito a uno specifico ordine istruttorio.
- L'amministrazione che non ottempera all'ordine del giudice di produrre documenti nella propria disponibilità espone la propria posizione processuale alla valutazione prevista dall'art. 64, comma 4, c.p.a.; da tale inerzia possono essere desunti argomenti di prova a sostegno delle allegazioni della controparte.
- Un'ordinanza contingibile e urgente è illegittima per difetto di istruttoria quando non dimostri, con riferimento agli accertamenti disponibili, che l'evento pericoloso abbia origine nella proprietà dei destinatari e che questi siano quindi i soggetti cui imputare gli interventi prescritti.
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