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Sentenza

Sentenza n. 2490/2026 - Roma, Sezione 1T

per la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Roma - SUI alla richiesta di accesso agli atti amministrativi ex art. 25 l. 241/90 avanzata dal ricorrente a mezzo PEC del 29 settembre 2025 e per la condanna della medesima amministrazione all'esibizione ed il rilascio di copia dei documenti amministrativi ivi indicati;

Giustizia amministrativa202515287

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio serbato sulla richiesta di accesso agli atti amministrativi relativa al procedimento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Roma - Sportello Unico per l’Immigrazione sulla richiesta di accesso documentale presentata via PEC il 29 settembre 2025 ai sensi dell’art. 25 l. 241/1990, nonché l’accertamento del diritto di accesso e la condanna dell’Amministrazione all’esibizione e al rilascio di copia dei documenti inerenti al procedimento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, con eventuale nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia. L’Amministrazione si è costituita eccependo che lo stato del procedimento era consultabile online e dichiarando di avere comunque fornito riscontro positivo all’istanza il 27 gennaio 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l’Amministrazione aveva fornito riscontro all’istanza di accesso il 27 gennaio 2026, prima della decisione. Il sopravvenuto riscontro ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente alla decisione sul silenzio e alle domande di ostensione. Il Collegio ha inoltre considerato la circostanza, rappresentata dall’Amministrazione, che i documenti richiesti erano comunque accessibili tramite la piattaforma internet indicata. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi, in ragione della definizione in rito e della suddetta circostanza.

Norme richiamate

  • art. 25 l. 241/1990

    Disciplina la richiesta di accesso agli atti amministrativi sulla quale si è formato il silenzio oggetto del ricorso.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento quale base processuale per la definizione del giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Richiamato per l’avviso alle parti della possibile improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione, da parte dell’amministrazione, di un riscontro all’istanza di accesso prima della decisione determina il venir meno dell’interesse alla pronuncia sul silenzio e comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Nel giudizio promosso contro il silenzio sull’istanza di accesso, la sopravvenuta definizione dell’istanza da parte dell’amministrazione rende improcedibili le domande dirette all’accertamento del diritto di accesso e all’ostensione dei documenti.
  • La circostanza che i documenti richiesti siano comunque consultabili attraverso una piattaforma telematica dell’amministrazione può essere valorizzata dal giudice nella regolazione delle spese, unitamente alla definizione in rito della controversia.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

Testo integrale

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