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Ordinanza

Ordinanza n. 3359/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (sezione quinta) n. 13658/2024 del 5/07/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202408207

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza istruttoriaaltro

Atto impugnato: istanza di correzione della sentenza d'appello per omessa pronuncia sulla distrazione delle spese legali

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Nel giudizio d'appello relativo alla riforma di una sentenza del TAR Lazio, la parte appellante ha presentato, ai sensi dell'art. 86 c.p.a., un'istanza di correzione dell'errore materiale asseritamente contenuto nella sentenza che aveva definito il giudizio, chiedendo l'integrazione del dispositivo con la formula di distrazione delle spese legali in favore dei difensori. Il Consiglio di Stato ha rilevato che l'istanza di correzione per omessa pronuncia sulla distrazione delle spese deve essere notificata sia alla parte condannata alle spese sia alla parte assistita dal difensore istante, poiché la correzione incide sulla posizione del soggetto passivo e su quella del soggetto attivo della condanna. Nel caso concreto, la notifica al GSE risultava regolare, mentre quella indirizzata alla parte assistita tramite un indirizzo PEC non presente nei Pubblici Elenchi non consentiva di verificarne la regolarità.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha deciso nel merito l'istanza di correzione. Ha disposto l'integrazione del contraddittorio mediante rinnovazione della notifica alla parte assistita, salvo che l'istante dimostri adeguatamente che l'indirizzo PEC utilizzato è riconducibile alla propria assistita. L'incombente deve essere eseguito entro venti giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza. È stata fissata l'udienza di prosecuzione al 14 luglio 2026.

Norme richiamate

  • art. 86 c.p.a.

    correzione dell'errore materiale

    Consente di chiedere la correzione dell'errore materiale contenuto nella sentenza; nel caso concreto è stato invocato per ottenere l'integrazione del dispositivo con la distrazione delle spese legali.

  • art. 16-ter d.l. 179/2012

    La decisione richiama, in concreto, la necessità di verificare la presenza dell'indirizzo PEC nei Pubblici Elenchi ai fini della regolarità della notificazione; il testo non indica espressamente tale disposizione.

Massime di principio

  • L'istanza di correzione di una sentenza per omessa pronuncia sulla distrazione delle spese può essere proposta dal difensore, ma deve essere notificata sia alla parte passivamente obbligata al pagamento delle spese sia alla parte assistita, poiché la correzione incide sulla posizione di entrambi.
  • Quando la notificazione dell'istanza di correzione è effettuata tramite un indirizzo PEC che non risulta presente nei Pubblici Elenchi, la regolarità della notifica alla parte assistita non può ritenersi verificata; il giudice deve disporre l'integrazione del contraddittorio mediante rinnovazione della notifica, salvo prova idonea della riconducibilità dell'indirizzo alla parte destinataria.
  • La mancata notificazione a uno dei soggetti il cui status processuale è inciso dalla correzione determina la necessità di integrare il contraddittorio prima della decisione sull'istanza.

Come è indicizzato

MaterieProcesso amministrativo telematicoIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela del terzoOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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