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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7967/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza di appello che aveva ritenuto il Condominio responsabile per il pagamento dei lavori anche relativi a proprietà esclusive dei singoli condomini, nonché aveva riconosciuto un 'premio di accelerazione' come sorta di transazione e rigettato domande di manleva; i profili contestati in cassazione riguardavano principalmente: errata interpretazione della clausola contrattuale (art. 7) che escludeva solidarietà tra condomini e prevedeva l'azione diretta dell'appaltatore solo contro il singolo inadempiente; omissione di esame di fatto decisivo (verbale assembleare 22.7.2000) e applicazione della figura del mandato senza rappresentanza senza contraddittorio; riconoscimento del presunto accordo/transazione senza verifica di preventiva autorizzazione assembleare dell'amministratore; omessa valutazione di contestazioni specifiche su opere, prezzi e saldi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i motivi n. 1, 2, 3 e 5, ritenendoli fondati: ha affermato il principio secondo cui l'interpretazione contrattuale deve partire dal senso letterale delle parole e che la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato la deviazione dal testo dell'art. 7; ha rilevato l'omesso esame del verbale assembleare come fatto decisivo e l'assenza di verifica sull'esistenza di autorizzazione assembleare per la presunta transazione; ha censurato altresì l'omessa pronuncia sulle contestazioni circa opere, prezzi e saldi. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata cassata e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione per un nuovo esame. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti. La Corte di Cassazione ha inoltre demandato alla Corte d'appello di merito la regolazione delle spese del presente giudizio.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 1321

    Rilevato come norma di riferimento sul contratto; la Corte richiama l'importanza della formazione della volontà negoziale secondo il testo negoziale

  • Codice civile, art. 1322

    Richiamato in relazione alla libertà delle parti di determinare il contenuto del contratto, subordinata però all'interpretazione letterale quando il testo è chiaro

  • Codice civile, art. 1362

    La Corte ribadisce che l'interpretazione deve partire dal senso letterale delle parole e solo in caso di ambiguità si ricorre ai canoni ermeneutici previsti dal codice

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Usata per censurare l'omesso esame di fatti decisivi e l'omessa pronuncia su questioni rilevanti, configurando vizio che giustifica la cassazione

  • Codice civile, art. 2697

    Richiamato quale principio sul riparto dell'onere della prova: la prova di fatti decisivi grava sulla parte che allega tali fatti

  • Codice civile, art. 1655

    Richiamato nel quadro delle obbligazioni dell'appaltatore in relazione all'esecuzione dei lavori e alle contestazioni sulla corretta esecuzione

  • Codice civile, art. 1665

    Richiamato in tema di responsabilità e compensi per i direttori dei lavori e criteri di liquidazione dei loro compensi

  • Codice civile, art. 2233

    Citato in relazione ai criteri di liquidazione dei compensi professionali e alla determinazione del risarcimento/compenso

  • DPR n. 115/2002

    Riferito in ordine alla normativa sulle spese di giudizio e alla regolamentazione delle stesse (richiamato nel motivo sulle spese)

  • Legge n. 228/2012

    Citate con riferimento a questioni processuali e di liquidazione delle spese/onorari (richiamo contestuale nella censura sulle spese)

Massime di principio

  • Nell'interpretazione dei contratti il criterio primario è il senso letterale delle parole; solo in caso di ambiguità possono essere utilizzati i canoni interpretativi
  • Una clausola contrattuale che esclude solidarietà tra condomini e prevede azione diretta dell'appaltatore contro il singolo inadempiente deve essere rispettata salvo chiara prova che le parti abbiano inteso diversamente
  • Il verbale assembleare che contiene pattuizioni rilevanti (es. inserimento clausola nel contratto) costituisce fatto decisivo e deve essere esaminato dal giudice; l'omesso esame può costituire motivo di cassazione
  • Perché un amministratore possa concludere una transazione o assumere obblighi che vincolano il condominio è necessaria l'esplicita autorizzazione assembleare; la mera sottoscrizione di verbali tecnici non sostituisce l'autorizzazione
  • Il riconoscimento di un 'premio di accelerazione' va valutato separatamente rispetto alla determinazione della misura dei lavori; non deve automaticamente aumentare la base imponibile per la determinazione degli scaglioni di compenso professionale
  • L'onere della prova grava sulla parte che afferma fatti decisivi (art. 2697 c.c.); il giudice di merito deve motivare in modo puntuale quando liquida somme in presenza di contestazioni specifiche su opere, prezzi e saldi
  • Se il giudice di appello adotta una 'terza via' non dedotta dalle parti (es. mandato senza rappresentanza) occorre il pieno contraddittorio; decisioni basate su ricostruzioni non controverificate dalle parti possono essere cassate

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